Detassazione Irpef agricoltori: c'è un possibile ripensamento del Governo, che andrebbe pero a escludere le società.

Possibile ripensamento del Governo sulla detassazione Irpef degli agricoltori. La legge di Bilancio 2024 non ha previsto la proroga della misura concessa fino al 31 dicembre 2023 ma potrebbe essere reintrodotta con riferimento al 2024.

Nel comma 44 della legge 232/2016 (Legge di Bilancio 2017), era prevista la non concorrenza alla formazione della base imponibile Irpef dei redditi dei terreni dei soggetti in possesso della qualifica di coltivatore diretto o di Imprenditore Agricolo Professionale (Iap), purché iscritti nella previdenza agricola, misura introdotta per sostenere le imprese in un momento di forte crisi.

Nella relazione illustrativa le cause di questa situazione venivano individuate nel perdurare della recessione, nelle difficoltà di individuazione di misure adeguate per uscire dalla crisi, nella forte riduzione dei prezzi dei prodotti.

Detassazione Irpef agricoltori: ripensamento del Governo?

Misura del 2017

L'esonero dell’Irpef era stato introdotto per il triennio  2017-19 ma, visto il perdurare della crisi, si era decisa la proroga, da ultimo con la legge di Bilancio dello scorso anno.

In particolare (fonte Il Sole 24 Ore): la Legge 160/2019 (comma 183) ha previsto l’esonero Irpef per il 2020; la Legge 178/2020, comma 38, per il 2021; la Legge 234/2021, comma 25, per il 2022; la Legge 197/2022, comma 80, per il 2023.

La circostanza che il legislatore abbia da ultimo previsto la proroga con riferimento al 2023 ha come conseguenza che gli effetti della eventuale mancata proroga non incideranno sulla determinazione delle imposte del prossimo giugno (relative, appunto, al 2023) bensì su quella che sarà effettuata nel 2025 per l’anno di imposta 2024.

Le ipotesi dell’estensione anche per il 2024 sono due

Due le strade possibili nel 2024: la proroga della misura alle stesse condizioni del passato, oppure proroga solo per alcuni agricoltori che non superano un certo livello di reddito.

Se la proroga non venisse confermata, si andrebbe incontro non a un aumento delle imposte per gli agricoltori, bensì il ripristino della tassazione ordinaria prevista fino al 2016, vale a dire la tassazione catastale.

Detassazione Irpef agricoltori: ripensamento del Governo?

Pertanto, in assenza della proroga, coltivatori diretti e Iap determineranno il reddito imponibile tenendo conto del reddito agrario dei terreni e (se sono proprietari del terreno) anche del reddito dominicale. Entrambi si dichiarano sulla base delle risultanze catastali e rivalutati.

In particolare, il reddito dominicale si rivaluta dell’80%, il reddito agrario del 70%. Per la generalità dei contribuenti, reddito agrario e reddito dominicale sono soggetti a una seconda rivalutazione del 30% da cui sono esclusi i soggetti in possesso della qualifica di coltivatore diretto e di Iap. L’importo così determinato concorre a formare il reddito complessivo ed è soggetto alle aliquote progressive Irpef.

Detassazione solo per qualifiche agricole

La detassazione è applicabile esclusivamente a favore delle persone fisiche in possesso delle qualifiche agricole di Iap e coltivatore diretto, anche se soci di società semplice mentre restano escluse le società e i soci di società diverse dalle società semplici.

Detassazione Irpef agricoltori: ripensamento del Governo?

L’Agenzia nella circolare 9/E del 2022, ha confermato la risposta data in occasione di Telefisco 2017: l’agevolazione spetta ai soli titolari di redditi fondiari e pertanto restano esclusi i soci delle società agricole in nome collettivo ed in accomandita semplice, anche nel caso in cui abbiano optato per la tassazione su base catastale (ex dell’articolo 1, comma 1093, legge 296/2006,) in quanto il reddito loro attribuito ha natura di reddito di impresa.