Evasione in Italia: mancano oltre 83 miliardi tra tasse e contributi anche agricoli.

La politica fiscale del Governo per il prossimo triennio è sempre quella di una riduzione tra la differenza tra quanto lo Stato si attende di incassare e quanto in realtà poi versano i contribuenti (il cosiddetto tax gap).

Sulla base dei conti pubblici aggiornati all’autunno 2023 con i dati delle ultime rilevazioni del- l’Istat emerge che tra tasse e contributi nel 2021 (ultimi dati analizzati) gli evasori hanno sottratto alle casse dello Stato 83,6 miliardi.

Di questi 73,2 miliardi sono da attribuire a mancate entrate tributarie e 10,4 miliardi sono evasioni contributive che in parte interessano anche il settore agricolo.

Rispetto al 2020 il tax gap scende di 2,7 miliardi (-3,1%), di cui 2,2 miliardi sono recuperi di tasse e imposte (-2,9% rispetto al 2020) e l’altro mezzo miliardo è recupero di contributi non versati (-4,3% rispetto al 2020).

Tasse e Fisco: il regime Iva per l'agricoltura

Comunque sia in cinque anni dal 2016 al 2021 il tax gap si è ridotto ci oltre 24 miliardi.

Secondo Il Sole 24 Ore

l’ultimo aggiornamento del Mef qualche frenata c’è stata. In particolare si segnala quella del gap Irpef che anziché scendere cresce di poco più di 2 miliardi: 100 milioni sono relativi a lavoratori in nero e i restanti 2 miliardi sono legati all’imposta dovuta da autonomi e imprese in regime di Flat Tax.

Continuano invece a scendere il gap Iva (-3,9 miliardi), quello legato agli affitti (-336 milioni) e all’Imu (-135 milioni). Restano sostanzialmente stabili, anche dopo l’aggiorna- mento del Mef, i differenziali tra tasse attese e quelle realmente incassate come Ires (+33 milioni), Irap (+86 milioni) e accise (+31 milioni).

Sotto fatturazione e lavoro irregolare

I motivi dell’evasione e del sommerso, si accentrano soprattutto sulla sotto fatturazione dell'iva e dell’impiego irregolare di lavoratori. Due componenti che nel 2021 generano, rispettivamente, il 52,6% e il 39,2% del valore aggiunto complessivo attribuito all’economia sommersa e che nel 2021 è stato registrato in ripresa fermandosi a 173,9 miliardi di euro, in aumento di 16,5 miliardi rispetto al 2020.

La sua incidenza sul Pil si è mantenuta costante al 9,5%, 0,7 punti percentuali al di sotto di quanto registrato nel 2019 (10,2%).

Mance, affitti in nero e integrazione domanda offerta pesano ancora ma sempre più in misura meno significativa (8,3%). Mentre sui settori il Mef registra un calo importante di almeno 1,2 punti percentuali per settori ritenuti critici in termini di sommerso c'è proprio il settore agricolo, parallelamente a quelli di costruzioni, commercio, trasporti, alloggio e ristorazione.

Di contro è registrato in salita il gap legato a servizi professionali, scientifici, tecnici e di supporto alle imprese (+1,2 punti percentuali).

(Fonte Il Sole 24 Ore)