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Come programmare raccolta e trincee per l’insilato di triticale

Pianificazione operativa di raccolta, trinciatura, compattazione e uso di additivi per un insilato di triticale efficiente e stabile

Come programmare raccolta e trincee per l’insilato di triticale
Foto di: OmniTrattore.it

Nell’ottenimento di un buon insilato di triticale per una razione da latte o da ingrasso, fondamentale è la scelta della finestra di raccolta, della regolazione della trincia e della gestione delle trincee condiziona direttamente resa, stabilità aerobica e ingestione.

Una pianificazione accurata permette di evitare l’errore critico di lavorare “a vista”, senza target chiari di sostanza secca, lunghezza di trinciato e densità, con il rischio di muffe, riscaldamenti e perdite di sostanza organica.

Finestra di raccolta del triticale: segnali in campo 

La scelta della finestra di raccolta del triticale per insilato dipende dallo stadio di maturazione della pianta e dall’obiettivo nutrizionale della razione.

Per un uso in razioni da latte si privilegia di norma un compromesso tra contenuto energetico e fibra efficace, mentre per ingrasso si può spingere verso maturazioni leggermente più avanzate. In ogni caso è essenziale definire un intervallo di sostanza secca obiettivo e non basarsi solo sull’aspetto esterno della coltura.

Come programmare raccolta e trincee per l’insilato di triticale

Programmare correttamente l’insilato di triticale significa intervenire nel momento ottimale di maturazione, gestire una trinciatura uniforme e garantire una compattazione efficace per ridurre perdite e migliorare la conservazione

Foto di: OmniTrattore.it

I segnali in campo più utili sono la consistenza della granella, il colore della pianta e la posizione della “linea del latte” nella cariosside. Se, ad esempio, la granella risulta ancora lattiginosa alla pressione tra le dita, allora la sostanza secca complessiva sarà tendenzialmente bassa e il rischio di effluenti in trincea elevato. Al contrario, una granella troppo dura indica un foraggio più fibroso, meno digeribile e con maggiori esigenze di trinciatura fine per evitare selezioni in mangiatoia.

Per ridurre l’incertezza, la programmazione della raccolta dovrebbe includere un semplice protocollo di campionamento: prelievo di fasci rappresentativi lungo le diagonali del campo, trinciatura con trincia aziendale o trinciapaglia e determinazione della sostanza secca con fornetto, microonde o strumenti rapidi dedicati.

Se il triticale è inserito in una rotazione con mais o sorgo da insilato, conviene coordinare la finestra di raccolta con le altre colture per ottimizzare l’impiego della trincia e della logistica, come si fa nelle strategie di gestione del mais da insilato in condizioni di siccità.

Trinciacaricatrici, testate e sensori per un trinciato omogeneo

La scelta della trinciacaricatrice e della testata per il triticale influenza direttamente uniformità di taglio, capacità di alimentazione e perdite in campo. Una testata specifica per cereali autunno-vernini, con adeguata capacità di convogliamento e adattamento al profilo del terreno, riduce le perdite di spiga e limita l’ingresso di terra e pietre. La regolazione dell’altezza di taglio va pianificata in funzione del compromesso tra resa in sostanza secca e qualità della fibra, evitando di raccogliere eccesso di culmo lignificato.

Per ottenere un trinciato omogeneo è determinante la taratura del gruppo di alimentazione e della contro-lama. Una lunghezza di taglio troppo elevata rende difficile la compattazione in trincea, mentre un trinciato eccessivamente fine riduce la fibra fisicamente efficace, con possibili effetti negativi sulla ruminazione.

Se l’azienda utilizza seminatrici di precisione o a file per i cereali vernini, come una seminatrice pneumatica per cereali autunno-vernini, la regolarità della densità di semina e della profondità facilita poi un flusso uniforme di prodotto alla trincia e una migliore costanza di carico.

Come programmare raccolta e trincee per l’insilato di triticale

Una raccolta ben pianificata del triticale, unita a regolazioni precise della trincia e a una gestione attenta della trincea, permette di ottenere un insilato stabile, nutriente e adatto alle esigenze della razione

Foto di: OmniTrattore.it

L’impiego di sensori di resa, di sostanza secca e di sistemi di regolazione automatica della lunghezza di taglio consente di adattare in tempo reale il lavoro alle variazioni intra-parcellari. In un caso pratico, se la trinciacaricatrice rileva un calo di sostanza secca in una zona più fresca del campo, allora può accorciare leggermente il taglio per favorire la compattazione, mantenendo comunque un livello adeguato di fibra efficace.

La registrazione dei dati di campo e di raccolta permette inoltre di correlare le scelte agronomiche (varietà, epoca di semina, fertilizzazione) con le prestazioni in trincea e in stalla.

Compattazione, copertura e gestione del fronte di trincea

La fase di riempimento e compattazione della trincea di triticale è cruciale per limitare l’ossigeno residuo e favorire una fermentazione lattica rapida. La pianificazione deve considerare la capacità di conferimento della trincia, il numero e il peso dei mezzi di compattazione e lo spessore degli strati di distribuzione. Strati troppo spessi e pochi passaggi di compattazione portano a densità irregolari, con zone a rischio di muffe e riscaldamenti, soprattutto nelle porzioni laterali e negli angoli.

La copertura va organizzata in modo da ridurre al minimo il tempo tra fine riempimento e posa dei teli. Un errore frequente è lasciare la trincea non coperta per più ore in attesa di completare piccoli volumi residui, con conseguente ingresso di aria e sviluppo di lieviti. La scelta di teli a barriera all’ossigeno, l’uso di reti protettive e di zavorre distribuite in modo uniforme contribuiscono a mantenere la tenuta nel tempo. Se la trincea è lunga e destinata a un prelievo prolungato, allora conviene valutare la suddivisione in più celle o la realizzazione di fronti multipli per ridurre la superficie esposta.

La gestione del fronte di trincea durante l’utilizzo è altrettanto strategica. Un fronte irregolare, scavato a “caverna”, aumenta la superficie di contatto con l’aria e accelera i riscaldamenti. L’impiego di attrezzature di taglio dedicate, come bloc cutter o frese frontali, aiuta a mantenere un fronte verticale e compatto. In un’azienda che utilizza un portattrezzi articolato per la movimentazione in stalla, la combinazione con attrezzature di taglio e carico adeguate consente di ridurre i tempi di esposizione del fronte e di migliorare la costanza della razione distribuita.

Additivi e sistemi di dosaggio per ridurre perdite e riscaldamenti

L’uso di additivi per l’insilato di triticale va programmato in base al tenore di sostanza secca previsto, al contenuto zuccherino e al rischio di riscaldamenti in fase di desilamento.

Additivi microbiologici a base di batteri lattici omolattici favoriscono una rapida acidificazione, mentre formulazioni con ceppi eterolattici o con inibitori dei lieviti sono indicate quando si prevedono fronti di trincea molto sollecitati o tempi lunghi di esposizione all’aria. La scelta del prodotto deve essere coerente con l’obiettivo: massimizzare la stabilità aerobica o privilegiare la conservazione dell’energia fermentescibile.

Come programmare raccolta e trincee per l’insilato di triticale

Dalla scelta della finestra di raccolta alla copertura della trincea, ogni fase dell’insilato di triticale incide su qualità finale, stabilità aerobica e ingestione da parte degli animali

Foto di: OmniTrattore.it

I sistemi di dosaggio montati sulla trinciacaricatrice devono garantire precisione e costanza di applicazione. Un dosaggio insufficiente, dovuto a pompe non tarate o a ugelli parzialmente ostruiti, riduce l’efficacia dell’additivo e può dare un falso senso di sicurezza. Al contrario, sovradosaggi non controllati aumentano i costi senza reali benefici. Se la trincia è dotata di monitor di portata e di sistemi di controllo elettronico del dosatore, allora è opportuno verificare a inizio cantiere la corrispondenza tra dose impostata e dose effettiva tramite semplici prove di raccolta e pesata del liquido distribuito.

In scenari con triticale raccolto a sostanza secca elevata e destinato a razioni con alta inclusione di insilati di cereali, l’abbinamento tra una corretta lunghezza di trinciato, una compattazione spinta e l’impiego di additivi specifici per la stabilità aerobica riduce sensibilmente le perdite al fronte. Una pianificazione integrata di questi elementi, condivisa tra agronomo, nutrizionista e contoterzista, permette di trasformare il triticale in un insilato tecnicamente affidabile, con minori scarti e maggiore prevedibilità delle prestazioni in stalla.