Logistica agricola: il trasporto è tutto su gomma
Logistica agricola e agroalimentare: il trasporto è tutto su gomma tra intermodalità e digitalizzazione
Il trasporto e la logistica rappresentano il sistema nervoso dell'agricoltura e dell'agroalimentare italiani.
Non si tratta più solo di portare le merci "dal campo alla tavola", ma di farlo con efficienza, sostenibilità e tempestività in un contesto globale sempre più competitivo e instabile.
In questo scenario, il comparto agricolo e agroindustriale si trova oggi al centro di una vera e propria transizione logistica, dove le infrastrutture viarie, la digitalizzazione e l’intermodalità giocano un ruolo strategico.
Nel 2024 oltre 209 milioni di tonnellate di prodotti agricoli, alimentari e bevande sono stati movimentati su strada in Italia
Il settore agricolo viaggia su gomma
Nel 2024, secondo dati elaborati da SRM (centro studi collegato a Intesa Sanpaolo), oltre 209 milioni di tonnellate di prodotti agricoli, alimentari e bevande sono stati movimentati su strada in Italia.
Questo dato non solo conferma l’importanza dell’autotrasporto per il settore primario, ma evidenzia anche come il trasporto su gomma resti il canale preferenziale per la flessibilità che offre alle imprese agricole e alle filiere agroalimentari, soprattutto in termini di capillarità nei territori rurali.
Le principali regioni coinvolte nel carico di merci agroalimentari sono Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, veri e propri hub logistici del settore, grazie alla presenza di distretti agricoli e agroindustriali d'eccellenza.
Criticità infrastrutturali e bisogno di investimenti
Tuttavia, questa dipendenza dalla rete stradale si scontra con una realtà infrastrutturale spesso inadeguata. Le strade rurali e provinciali, fondamentali per collegare le aziende agricole ai grandi assi logistici, soffrono di cronica mancanza di manutenzione e ammodernamento.
La mancanza di raccordi rapidi con interporti, porti e terminal ferroviari penalizza la competitività delle produzioni italiane, soprattutto quelle fresche e deperibili, che richiedono tempi stretti e massima affidabilità.
Come evidenziato dal presidente di Anita, Riccardo Morelli,
la rilevanza del nostro Paese sul piano logistico sarà direttamente proporzionale alla capacità di colmare il gap infrastrutturale, sfruttando la nostra naturale vocazione logistica anche per l’agricoltura.
Intermodalità: un potenziale ancora poco sfruttato
Solo il 12-15% delle imprese manifatturiere italiane utilizza il trasporto intermodale, una percentuale che cala ulteriormente nel comparto agricolo. Eppure, il trasporto combinato strada-ferrovia o strada-mare rappresenta una leva fondamentale per rendere più sostenibile ed efficiente l’intera filiera.
Solo il 12-15% delle imprese manifatturiere italiane utilizza il trasporto intermodale
Nel settore agroalimentare, l’intermodalità potrebbe rivelarsi determinante per migliorare le esportazioni verso l’Europa centrale e i mercati extra-UE, sfruttando meglio la rete portuale del Mediterraneo e i collegamenti ferroviari ad alta capacità. In questo ambito, gli Stati Uniti si confermano come primo partner marittimo dell’Italia, con oltre il 53% degli scambi commerciali transitati via mare.
Logistica digitale: dalla tracciabilità alla sostenibilità
Non c’è transizione logistica senza innovazione digitale. Le soluzioni di tracciabilità in tempo reale, gestione intelligente dei flussi e ottimizzazione dei carichi stanno diventando sempre più accessibili anche per le PMI agricole. La logistica 4.0 consente non solo di garantire la qualità e la sicurezza degli alimenti, ma anche di ridurre i costi operativi e le emissioni.
Anche la sostenibilità ambientale gioca un ruolo chiave. Il passaggio verso una flotta di veicoli a basso impatto (elettrici, a biometano o idrogeno) e il supporto a pratiche di logistica circolare rappresentano un’opportunità per il settore primario, oggi chiamato a dare risposte concrete alla crescente sensibilità dei consumatori.
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