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Agea, 2,95 miliardi già pagati alle aziende nel 2026

Liquidità anticipata con il Piano Strategico PAC 2023-2027, fondi PNRR e indennizzi AgriCat per programmare meglio la cassa aziendale.

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Foto di: OmniTrattore.it
Cristian Furini Cristian Furini

Dall'inizio del 2026 la Cassa dell'agricoltura, Agea, ha versato alle imprese agricole italiane 2.950.309.001,79 euro. La cifra emerge dall'ultimo aggiornamento della road map dei pagamenti diffuso dal Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste il 25 settembre 2026.

Solo dal 4 settembre sono stati erogati 389.200.280,78 euro, un flusso che riguarda campagne comprese tra il 2015 e il 2025 e che tocca sia i pagamenti correnti della Politica Agricola Comune sia il progressivo smaltimento di pratiche arretrate. Per le aziende agricole significa liquidità che arriva prima, con effetti diretti sulla programmazione finanziaria di fine stagione.

Agea, 2,95 miliardi erogati nel 2026: dove vanno i fondi

La quota più consistente delle ultime erogazioni riguarda il Piano Strategico della PAC 2023-2027, con 240.685.794,01 euro disposti attraverso il sistema integrato di gestione e controllo (PSP SIGC) e altri 16.634.072,41 euro per la componente PSP fuori SIGC. Si tratta del canale principale attraverso cui transitano gli aiuti diretti agli agricoltori italiani, e la sua velocità di erogazione condiziona la cassa di gran parte delle imprese del settore.

Agea, pagamenti agricoli 2026 accelerati a 2,95 miliardi
Le erogazioni comprendono sia i pagamenti della PAC 2023-2027 sia il progressivo smaltimento di pratiche arretrate. OmniTrattore.it
Foto di: OmniTrattore.it

Accanto al Piano Strategico compaiono voci più circoscritte ma non marginali per chi le riceve: 6.298.512,06 euro per la Domanda Unica della PAC e 6.776.145,28 euro riferiti a misure del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. A queste si affiancano 4.180.897,10 euro per le assicurazioni agevolate sulle colture vegetali, uno strumento che resta centrale nella gestione del rischio in campo.

Il capitolo più rilevante per chi ha subito eventi climatici estremi è quello degli indennizzi AgriCat, il fondo mutualistico nazionale per i danni catastrofali: 101.389.645,56 euro erogati per compensare perdite legate a gelo, siccità e alluvioni. È una cifra che da sola supera un quarto del totale erogato dal 4 settembre, segno di quanto pesino i danni climatici sui conti delle aziende agricole.

Le campagne interessate, dal 2015 al 2025

Il fatto che i pagamenti coprano un arco temporale così ampio, dalle campagne 2015 fino al 2025, conferma che l'accelerazione riguarda due flussi distinti: gli aiuti di competenza dell'anno in corso e la chiusura di pendenze arretrate che in alcuni casi si trascinavano da diverse annualità. Per le imprese interessate da vecchie pratiche, questo significa vedere finalmente liquidato un credito atteso da tempo.

Tra le misure settoriali coinvolte figurano il comparto vitivinicolo, con 4.713.594,69 euro per gli Investimenti nel comparto vitivinicolo e 1.341.823,67 euro per la ristrutturazione e riconversione dei vigneti, oltre a 50.837,76 euro destinati alla filiera delle vacche da latte. Sono importi minori rispetto al Piano Strategico, ma confermano che l'erogazione ha toccato quasi ogni comparto produttivo.

Il ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, ha commentato i dati definendoli la conferma di un indirizzo politico che "si traduce in risultati concreti per gli agricoltori italiani", aggiungendo che "ogni risorsa destinata all'agricoltura deve arrivare a chi produce valore, tutela il territorio e rafforza il Made in Italy". Le prossime finestre di pagamento diranno se il ritmo attuale si manterrà stabile fino a fine anno.

La velocità con cui questi fondi arrivano si inserisce in un percorso già osservato nei mesi scorsi, quando gli aiuti PAC anticipati agli agricoltori avevano segnato un primo cambio di passo rispetto agli anni precedenti. Anche i saldi PAC pagati entro fine gennaio avevano anticipato questa tendenza, così come gli anticipi regionali come i 37 milioni anticipati in Sicilia o i fondi per i 118 progetti rurali sbloccati nel Lazio, che confermano come la tempestività dei pagamenti sia diventata un tema ricorrente nella gestione delle risorse agricole a livello nazionale e regionale.