Vai al contenuto principale

Mezzo ettaro in 8 minuti: il drone che combatte la mosca

Nel progetto Oligreen a Lucinasco mezzo ettaro trattato in 7-8 minuti con schema attract and kill mirato sulla chioma

mezzo-ettaro-in-8-minuti-il-drone-che-combatte-la-mosca
Foto di: OmniTrattore.it
Cristian Furini Cristian Furini

A Lucinasco, in provincia di Imperia, un drone ha trattato mezzo ettaro di oliveto in 7-8 minuti contro la mosca dell'olivo (Bactrocera oleae), vaporizzando l'insetticida su appena due metri quadrati della chioma più esposta al sole. La prova si inserisce nel filone di sperimentazioni liguri sull’uso dei droni in olivicoltura per la difesa fitosanitaria. Il riferimento è ai progetti dimostrativi avviati negli anni scorsi in collaborazione con il CeRSAA di Albenga e il Comune di Lucinasco.

Il test interessa direttamente le aziende olivicole liguri, che lavorano su terreni con forti pendenze e terrazzamenti dove i mezzi tradizionali faticano ad arrivare. Il velivolo ha volato tra 2 e 3 metri sopra le chiome a circa 1,5 metri al secondo. Il percorso è stato impostato sulla base di una mappatura 3D del terreno realizzata prima del trattamento.

Droni contro la mosca dell'olivo a Lucinasco

In Liguria il CeRSAA di Albenga coordina da anni progetti dimostrativi su difesa e gestione dell’olivo, tra cui Olig+, dedicato alle innovazioni per incrementare la produttività dell’olivicoltura ligure. Le attività hanno incluso dimostrazioni in campo a Lucinasco sull’impiego di droni contro la mosca dell’olivo, con valutazioni su modalità operative, efficacia e residui. L’obiettivo è definire protocolli applicabili all’olivicoltura professionale anche in aree terrazzate.

Mosca dell’olivo e droni, il test Oligreen di Lucinasco
Il trattamento viene eseguito a pochi metri dalle chiome, concentrando la distribuzione sulla porzione più esposta della vegetazione. OmniTrattore.it
Foto di: OmniTrattore.it

Per la Liguria, dove l'olivicoltura resta una voce rilevante dell'economia agricola regionale, il vantaggio operativo è concreto. I droni lavorano sopra le chiome senza richiedere l'accesso di trattori o macchine pesanti nei terrazzamenti più impervi. Chi vuole inquadrare il tema in un contesto nazionale può leggere lo stato dei droni per trattamenti fitosanitari in Italia, con i vincoli autorizzativi ancora in evoluzione.

Sul piano normativo europeo, l'Opinion 06/2026 dell'EASA propone aggiornamenti ai regolamenti di esecuzione (UE) 2019/947 e delegato (UE) 2019/945. Il documento suggerisce di abbassare da 250 a 100 grammi la soglia di massa per la registrazione obbligatoria e l'identificazione remota dei velivoli. Si tratta di raccomandazioni inviate alla Commissione europea, che al 21 settembre 2026 non risultano ancora recepite in modifiche regolamentari.

Come funziona il trattamento attract and kill con droni in oliveto

Nel test descritto è stato applicato un trattamento di tipo attract and kill. Il prodotto viene concentrato su una porzione minima della chioma, non distribuito sull'intera pianta, secondo una logica già nota nella difesa della mosca con bait spray e trappole esca. La novità riguarda il drone come vettore di distribuzione aerea mirata. L’effetto di downwashing generato dalle eliche è indicato dai tecnici come utile a limitare la dispersione a terra rispetto alle irrorazioni tradizionali con atomizzatore.

I dati sui tempi variano secondo la fonte. Il Secolo XIX riporta 7-8 minuti per mezzo ettaro nella prova dimostrativa, mentre il CeRSAA indica un ettaro trattabile in circa 15 minuti in condizioni operative standard. Le soglie di intervento per la mosca dell’olivo non sono un valore unico e fisso per ogni contesto, ma dipendono da destinazione del prodotto, disciplinari regionali e strategia scelta. In molte linee guida per olive da olio si indicano valori tra il 10 e il 15% di infestazione attiva.

Tra le strategie di difesa localizzata già in uso figurano prodotti come Spinosad in formulazione esca e Cyantraniliprole tramite bait spray, oltre ad Acetamiprid. Per il biologico si impiega Beauveria bassiana. Prima di integrare i droni nel proprio piano di difesa, aziende e contoterzisti liguri dovranno valutare i protocolli in via di definizione e i limiti autorizzativi ancora aperti. Chi gestisce anche altre colture può confrontare i criteri di lotta integrata con mezzi meccanici per inquadrare il tema in una strategia aziendale più ampia.