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Indennizzi dimezzati in Lombardia: senza polizza perdi metà

Lombardia, Ra.S.Da., AgriCAT: dopo Cremona e Mantova, la polizza decide gli aiuti 2026. Senza, taglio del 50%.

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Foto di: OmniTrattore.it
Cristian Furini Cristian Furini

Il decreto del Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 21 agosto 2026, dichiara il carattere di eccezionalità degli eventi calamitosi verificatisi nei territori della Regione Lombardia il 2 giugno 2026. Il provvedimento apre la strada agli interventi compensativi per le aziende agricole colpite, ma nelle ultime settimane il quadro dei danni si è ulteriormente aggravato con la tromba d'aria del 28 agosto che ha colpito Cremona, Mantova, Bergamo e Pavia.

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Gli eventi di vento e grandine che hanno colpito a luglio le campagne di Mantova e Lodi seguono la procedura ordinaria prevista dal Fondo di solidarietà nazionale, disciplinato dal decreto legislativo 102/2004. Le aziende agricole devono prima segnalare i danni attraverso la piattaforma Ra.S.Da., passaggio reso obbligatorio da Regione Lombardia per accedere ai finanziamenti relativi a eventi di livello B e C, come chiarito nella pagina regionale sui contributi aggiornata al 23 luglio 2026.

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La protezione del reddito agricolo passa dalla combinazione tra interventi pubblici, assicurazioni e strumenti di gestione del rischio OmniTrattore.it
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Il percorso amministrativo richiede poi la declaratoria formale di eccezionalità, come già avvenuto per l'evento del 2 giugno nel decreto pubblicato ad agosto. Per i danni di luglio a Mantova e Lodi la Regione deve completare la ricognizione danni e trasmettere la richiesta al ministero: un iter che, sulla base dei precedenti, può richiedere diversi mesi prima di tradursi in contributi effettivi, mentre per il 28 agosto è già in campo la richiesta di estensione dello stato di emergenza ai territori colpiti.

La tromba d'aria del 28 agosto, accompagnata da grandine e raffiche di vento, ha causato danni significativi anche al comparto agricolo nelle province di Cremona, Mantova, Bergamo e Pavia, con migliaia di alberi abbattuti e strutture danneggiate. Secondo la prima quantificazione diffusa dal Comune di Cremona, il valore complessivo dei danni nel solo territorio comunale supera i 32,5 milioni di euro, mentre per le aziende agricole non esiste ancora una stima ufficiale delle perdite ma le organizzazioni di settore segnalano colture e serre compromesse.

Le imprese florovivaistiche danneggiate hanno un canale aggiuntivo: il bando regionale pubblicato il 25 febbraio 2026 finanzia investimenti di prevenzione per le aziende registrate al RUOP (Registro Unico degli Operatori Professionali), con domande da presentare tramite il sistema Sis.Co. Vento e grandine che colpiscono serre e strutture produttive rientrano proprio tra i danni che questo strumento intende prevenire, non solo risarcire a posteriori, e le cRaccolto record,agricoltori in perdita: il paradosso del grano coinvolte negli eventi di luglio e di fine agosto possono valutare nuovi interventi di protezione.

Fondo di solidarietà nazionale e Piano di gestione dei rischi 2026: come cambiano gli indennizzi

Il nodo più rilevante per chi gestisce l'azienda agricola riguarda l'entità dell'indennizzo, ormai condizionata dalla copertura assicurativa. Un provvedimento pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 97 del 28 aprile 2026 stabilisce che gli aiuti per danni da avversità atmosferiche assimilabili a calamità naturali possono essere ridotti del 50% se il beneficiario non ha stipulato una polizza che copra almeno il 50% della produzione o del reddito. Lo stesso provvedimento fissa in 45 giorni dalla pubblicazione del decreto di declaratoria il termine per presentare le domande alle autorità regionali.

Questa penalizzazione spinge il Piano di gestione dei rischi in agricoltura 2026 verso un impianto più selettivo, in cui il Fondo di solidarietà nazionale smette di essere l'unica rete di protezione e diventa complementare a strumenti assicurativi e a sistemi come AgriCAT, il fondo mutualistico nazionale che copre alluvioni, gelo e siccità con premi in parte finanziati dalla Politica Agricola Comune. Chi non ha polizza vede l'indennizzo pubblico dimezzato, un incentivo diretto a integrare le coperture private.

Le riserve di crisi, terzo pilastro della strategia, intervengono invece sulle emergenze di mercato più che sui danni fisici da evento atmosferico, ma il loro coordinamento con il Fondo di solidarietà è parte della stessa architettura di gestione del rischio che la Lombardia sta applicando caso per caso. Dal decreto di giugno agli eventi di luglio e di fine agosto passa la stessa logica: dichiarazione formale, ricognizione danni, verifica assicurativa, prima di qualsiasi contributo.

Per i contoterzisti e le aziende che pianificano investimenti su vivai e serre, il quadro normativo lombardo offre un margine di manovra nelle norme in deroga che accompagnano le declaratorie di eccezionalità, permettendo interventi di ripristino più rapidi rispetto alla procedura ordinaria. Resta tuttavia il nodo dei tempi: tra l'evento del 2 giugno e la pubblicazione del decreto sono trascorsi quasi tre mesi, un intervallo che chi ha subito danni a luglio o con la tromba d'aria del 28 agosto dovrà realisticamente mettere in conto prima di vedere la propria pratica avanzare.