Fienili vuoti: Demagri propone pascolo nei boschi trentini
Fieno giù fino al 70%, malghe senza scorte: Paola Demagri porta in Consiglio provinciale il pascolo nei boschi del Trentino
La consigliera provinciale Paola Demagri ha depositato l'interrogazione n. 2032 in Consiglio provinciale, chiedendo una deroga eccezionale e transitoria al divieto di pascolo nei boschi. Riguarda le aree boschive marginali vicine alle malghe, dove la siccità estiva ha bruciato i pascoli e fatto salire il prezzo dei foraggi.
Il secondo sfalcio di fieno in quota è andato in gran parte perso: secondo i responsabili di Coldiretti Trentino la produzione è scesa fino al 70% rispetto alla media stagionale, con perdite localmente vicine all'80%. La conseguenza diretta è che le malghe si trovano senza scorte sufficienti per chiudere la stagione d'alpeggio nei tempi previsti.
Fienili vuoti e foraggi alle stelle sulle malghe trentine
La stagione 2026 ha messo sotto pressione l'intera zootecnia di montagna trentina: i pascoli in quota, arsi dal caldo prolungato, non hanno più garantito l'erba necessaria per il bestiame nelle settimane centrali dell'estate. Molti allevatori si sono trovati a dover anticipare l'acquisto di fieno dalla pianura, con costi aggiuntivi che si sommano a quelli già gravati dalla pressione della siccità sugli agricoltori nelle ultime stagioni.
Il fenomeno non è isolato: dinamiche simili si registrano anche in Lessinia, dove gli allevatori segnalano l'avanzamento del bosco sulle aree prative e la contrazione dei pascoli disponibili, un problema che si somma alla convivenza con i grandi predatori. In Trentino il presidente della Provincia ha più volte ribadito che l'alpeggio in quota va preservato «con ogni mezzo», definendo gli allevatori i custodi effettivi del territorio montano.
La proposta Demagri: pascolo nei boschi marginali
La deroga chiesta da Demagri non riguarda l'intero patrimonio forestale trentino, ma solo porzioni di bosco marginale prossime alle malghe, da individuare attraverso una mappatura affidata al Corpo forestale provinciale. L'obiettivo dichiarato è prolungare la stagione d'alpeggio di alcune settimane, senza intervenire sulle aree boschive a maggiore valore ecologico o produttivo.
La proposta esclude esplicitamente dai possibili pascoli i rimboschimenti realizzati dopo la tempesta Vaia, le cui piantumazioni giovani non sopporterebbero il calpestio e il pascolamento del bestiame. Resterebbero fuori anche le zone soggette a vincoli di pianificazione forestale più stringenti, in linea con quanto già osservato per altre situazioni di dissesto post-Vaia come i danni della siccità sulle semine di cereali in altre regioni italiane.
Demagri ha chiesto alla Giunta provinciale e all'assessorato competente di aprire un confronto urgente con il mondo zootecnico, per verificare concretamente se la misura sia applicabile senza compromettere la funzione protettiva e produttiva dei boschi coinvolti. La richiesta arriva mentre il Consiglio provinciale discute altre interrogazioni legate a emergenze territoriali, dagli incendi al conflitto sulla gestione della fauna selvatica, segno di una stagione in cui il territorio alpino è sotto pressione su più fronti contemporaneamente.
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