Pöttinger rimbalza: +5% e fatturato a 485 milioni
Ripresa moderata dopo il calo 2024/25, con il record 2022/23 ancora distante e focus su fienagione, stabilimenti e logistica ricambi
Il costruttore austriaco di macchine agricole Pöttinger chiude l'esercizio 2025/26 con un fatturato di 485 milioni di euro, in crescita del 5% rispetto ai 461 milioni dell'anno precedente. Il dato segna il ritorno a una traiettoria positiva dopo la flessione registrata nel bilancio 2024/25, in un mercato che secondo l'azienda resta comunque complicato per chi acquista attrezzature.
A pesare sul risultato ci sono soprattutto le esportazioni, che valgono il 90% del fatturato, con Francia e Germania come principali mercati esteri, mentre in Austria la crescita del mercato interno ha superato la media del gruppo. La divisione fienagione, in particolare falciatrici e carri autocaricanti, ha contribuito in modo rilevante alla ripresa.
Fatturato 2025/2026 a 485 milioni: cosa dicono i numeri
Il balzo del 5% riporta Pöttinger su un percorso di crescita ma non ancora ai livelli del passato recente: nel 2022/23 il fatturato aveva toccato il record storico di 641 milioni di euro, poi eroso dal calo a 461 milioni nell'esercizio successivo. Il dato 2025/26 resta quindi circa 156 milioni sotto il picco, segno di una ripresa moderata più che di un rimbalzo pieno.
Sul fronte occupazionale l'azienda impiega oltre 2.100 dipendenti, in leggero calo dell'1% rispetto all'anno precedente, provenienti da 37 nazionalità diverse. La produzione è distribuita su cinque stabilimenti: due in Austria, uno in Germania, uno in Repubblica Ceca e uno in Italia, quest'ultimo già oggetto di un restyling dello stabilimento Matermacc che rientra nella strategia industriale del gruppo.
Gregor Dietachmayr, portavoce del Consiglio di Amministrazione, ha dichiarato che "sebbene i mercati rimangano difficili, abbiamo intravisto i primi segnali di stabilizzazione". Ha però riconosciuto che la siccità dell'estate 2026 in gran parte d'Europa ha già offuscato la visione per i prossimi mesi, con il rischio di un nuovo rallentamento della domanda.
Dal record 2022/23 alla ripresa: cosa cambia per fienagione e lavorazione del terreno
Il confronto con altri costruttori del comparto mostra un settore in generale ripresa dopo un biennio complicato: anche Kuhn Group ha chiuso il 2025 in crescita, così come Amazone ha registrato un aumento dell'11% a 850 milioni, mentre Maschio Gaspardo ha pubblicato i propri ricavi 2025 in linea con il trend positivo del comparto europeo.
Per chi lavora con attrezzature da fienagione e lavorazione del terreno, la nota più concreta riguarda gli investimenti in logistica ricambi: il centro internazionale di Taufkirchen, in Alta Austria, è in fase di ampliamento dal marzo 2026, con 3.000 metri quadrati aggiuntivi e 10.000 nuovi posti di stoccaggio distribuiti su 17 file di magazzino automatizzato, completamento previsto entro dicembre 2026.
Dietachmayr ha aggiunto che "la nostra missione è continuare a sostenere i nostri clienti investendo nell'innovazione, nella digitalizzazione e in nuovi prodotti e servizi", una linea coerente con il recente lancio dei coltivatori SYNKRO per la lavorazione conservativa, disponibili in versioni rigide e pieghevoli con larghezze di lavoro da 2,5 a 5 metri. A questa si affianca lo sviluppo della seminatrice di precisione Puro H 3000, presentata in anteprima ad Agritechnica 2025 e attesa sui mercati europei a partire dalla campagna 2027, dopo la conclusione della fase di pre-serie.
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