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Glifosato fino al 2033: scoppia la polemica (dei non addetti)

Roundup, EFSA, ECHA, FIFRA: via libera UE fino al 15 dicembre 2033, mentre la Corte Suprema USA cambia il fronte etichette

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Foto di: OmniTrattore.it

L’autorizzazione europea del glifosato, erbicida totale legato al marchio Roundup, è stata rinnovata fino al 2033 in base al Regolamento di esecuzione (UE) 2023/2660, in vigore dal 16 dicembre 2023. Il dibattito si è riacceso anche alla luce degli sviluppi giudiziari negli Stati Uniti: il 25 giugno 2026 la Corte Suprema ha stabilito con sette voti a due che la legge federale sui pesticidi (Federal Insecticide, Fungicide, and Rodenticide Act, FIFRA) prevale sulle norme statali in materia di etichettatura, bloccando le cause fondate sulla mancata indicazione del rischio di cancro in etichetta.

Per chi gestisce diserbi in azienda, il punto è capire che cosa comporta questo quadro: quanto dura davvero l’autorizzazione comunitaria, quali limiti emergono dalle valutazioni ufficiali di sicurezza e dove invece intervengono le singole autorità nazionali. Su questi passaggi si gioca la programmazione dei trattamenti, la scelta tra erbicida totale e strategie alternative e il margine di manovra per le future etichette.

Glifosato fino al 2033, cosa prevede il rinnovo UE
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Glifosato fino al 2033

L’Unione europea ha rinnovato l’approvazione del glifosato come sostanza attiva fino alla fine del 2033, sulla base del Regolamento di esecuzione (UE) 2023/2660. Il regolamento, adottato il 28 novembre 2023, fissa come data chiave il 15 dicembre 2033 per l’attuale periodo di validità dell’approvazione comunitaria e consente solo usi come erbicida.

Questo rinnovo colloca il glifosato tra le sostanze attive con orizzonte autorizzativo più lungo nel portafoglio dei diserbanti. In parallelo, un altro regolamento europeo ha prorogato i periodi di approvazione di 21 sostanze per completare i riesami, segno che la Commissione preferisce estendere le scadenze piuttosto che lasciare vuoti normativi sulle sostanze attive fitosanitarie.

EFSA, ECHA e autorizzazione UE

La Commissione europea collega il rinnovo del glifosato alle valutazioni di due organismi chiave: l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) e l’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA). Nelle comunicazioni ufficiali, Bruxelles indica che il via libera fino al 2033 poggia su valutazioni complete di sicurezza, integrate da nuove condizioni e restrizioni d’uso.

In questo quadro regolatorio pesa la distanza con altre valutazioni: l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha classificato il glifosato come “probabilmente cancerogeno per l’uomo”, mentre l’Agenzia statunitense per la protezione ambientale non lo considera cancerogeno e non richiede avvertenze specifiche. Il confronto fra questi pareri ha alimentato per anni il contenzioso legale, ma la sentenza del 25 giugno 2026 nel caso Monsanto Company v. Durnell, con cui la Corte Suprema ha riconosciuto la prevalenza di FIFRA sulle norme statali per le etichette, limita di fatto la possibilità di nuove cause per mancato avviso di rischio nelle etichette del Roundup negli Stati Uniti.

La nota pubblicata il 27 luglio 2026 dalla rappresentanza della Commissione in Francia illustra la posizione ufficiale sul rinnovo di glifosato e acetamiprid, sottolineando le valutazioni di EFSA ed ECHA e il ruolo delle autorità nazionali per le autorizzazioni di prodotto. Si tratta di un documento esplicativo rivolto al pubblico e non di una modifica del Regolamento (UE) 2023/2660; il testo è disponibile sul sito istituzionale della Commissione europea dedicato ai pesticidi glifosato e acetamiprid.

Principio di precauzione e dibattito sul rischio

Il rinnovo fino al 2033 riapre il confronto su come l’Unione europea applichi il principio di precauzione nei fitofarmaci, in particolare quando le valutazioni scientifiche non sono perfettamente allineate. Nella polemica pubblica ricorrono accuse di tutela degli interessi commerciali di Bayer, con toni molto distanti dal linguaggio utilizzato negli atti normativi e nelle valutazioni delle agenzie.

Nel frattempo, gli sviluppi industriali negli Stati Uniti mostrano come il tema del glifosato resti centrale per il gruppo tedesco: a inizio luglio 2026 Bayer ha annunciato la creazione di Ruveon, società che raccoglie il business del glifosato sul mercato statunitense e che gestirà in modo dedicato prezzi, strategia commerciale, produzione e logistica dell’erbicida.

Per l’operatore agricolo la conseguenza pratica è un quadro in cui l’approvazione europea della sostanza resta valida, ma l’uso concreto dipende dalle autorizzazioni nazionali dei singoli formulati e dalle etichette. In alcuni Paesi europei, ad esempio, l’impiego extra-agricolo del glifosato è fortemente limitato, mentre in campo agricolo resta consentito entro i vincoli di dose, colture e finestre di intervento riportati sulle confezioni.

Il mantenimento del glifosato tra gli strumenti legali di diserbo influenza anche le strategie di gestione su colture già interessate da altre strette regolatorie, come le leguminose da granella. Un caso recente è il confronto sul disseccamento chimico della soia e sui limiti all’uso di erbicidi totali in pre-raccolta, mentre sul fronte delle nuove soluzioni per la vite avanzano agrofarmaci specifici per il vigneto 2026 che si inseriscono in un quadro di sostanze attive in progressivo turnover.

Nel medio periodo, l’approvazione fino al 2033 lascia spazio a una revisione delle etichette professionali se emergeranno nuove condizioni o restrizioni di impiego. In parallelo, la tendenza regolatoria a prorogare alcune sostanze e a ritirarne altre richiede attenzione costante agli aggiornamenti delle etichette fitosanitarie, anche alla luce dei nuovi limiti sui residui, oggetto di specifiche modifiche regolamentari europee pubblicate sulla Gazzetta ufficiale e riassunte nel portale della pubblicazione ufficiale delle norme UE.

Per il parco macchine di irrorazione, il prolungamento della vita regolatoria di principi attivi chiave come il glifosato si intreccia con scelte tecniche su volumi, ugelli e sistemi di controllo deriva, temi già emersi nelle deroghe nazionali sulla gestione delle irroratrici per i trattamenti fitosanitari, che restano centrali anche nel diserbo totale di pre-semina o pre-emergenza.