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Evita di perdere quintali di mais: regola così la mietitrebbia

Mais da granella, John Deere, Case IH, New Holland: umidità 32–36% o 22–24%, perdite sotto il 2%, rotture sotto l’1%

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Foto di: OmniTrattore.it

Una mietitrebbia regolata male sul mais può lasciare quintali di granella a terra o riempire il cassone di chicchi rotti e impurità, con sconti al conferimento e problemi di stoccaggio. Regolando in modo mirato testata, organi di trebbiatura e ventilazione, chi raccoglie mais può ridurre fortemente sia le perdite sia le rotture, mantenendo una velocità di avanzamento sostenibile senza compromettere la qualità.

Umidità di raccolta 32–36% o 22–24%: cosa cambia per la granella

Nella raccolta del mais da granella, l’umidità incide direttamente su perdite e rotture. A 32–36% la spiga è ancora elastica, il chicco sopporta meglio gli urti e la trebbiatura risulta più dolce, con meno rotture in coclea e elevatori. A 22–24% la granella è molto più fragile, ogni colpo in più nel canale di alimentazione o nel rotore aumenta i chicchi spezzati e le fessurazioni.

Quando si opera a umidità elevata, l’errore tipico è stringere troppo il controbattitore per staccare tutta la granella, con rischio di sbriciolare le tutole. Se invece l’umidità è bassa e il controbattitore resta chiuso, la percentuale di chicchi rotti nel cassone cresce rapidamente. Costruttori come John Deere indicano che fino al 50% della granella rotta prodotta dalla macchina rimane nel serbatoio e il resto finisce a terra, quindi ogni rottura pesa doppio sul risultato economico.

Un’altra differenza pratica legata all’umidità è la risposta del prodotto sui crivelli e alla ventilazione. Mais più umido viaggia più compatto, tollera un flusso d’aria maggiore prima di essere soffiato fuori dal cassone di pulizia. Con umidità al 22–24% la granella diventa leggera e scivolosa, il limite tra pulizia efficace e perdite da crivelli si restringe, imponendo ventole meno aggressive e regolazioni più frequenti al variare della pendenza e del carico.

Settaggi chiave della mietitrebbia per ridurre perdite e rotture sul mais

Per contenere le perdite nella raccolta del mais il primo punto riguarda la testata: secondo il Combine Parts and Belts Guide di John Deere, fino all’80% delle perdite totali può generarsi sulla barra di taglio o sull’unità di raccolta se elementi come catene, punte e rulli sono usurati o mal regolati. Tenere questi organi in efficienza è quindi la base per qualsiasi ottimizzazione successiva degli organi di trebbiatura.

Nella zona di alimentazione e trebbiatura, una taratura corretta del canale di alimentazione, del rotore e del controbattitore permette di ridurre chicchi non trebbiati senza aumentare eccessivamente le rotture. Guide di taratura come quella per la serie X9 di John Deere indicano, per il mais, un pignone del canale di alimentazione da 18 denti e un’apertura iniziale del crivello superiore di 25 millimetri come base di partenza, da adattare poi a resa, umidità ed ibrido in campo.

La sezione di pulizia va impostata verificando perdite e granella rotta dietro la macchina. Case IH raccomanda di puntare a perdite di macchina inferiori al 2% della resa, valore che in condizioni favorevoli può essere ulteriormente ridotto con una regolazione fine di crivelli e ventilatore. Se il monitor perdite lavora spesso in zona alta a parità di velocità di avanzamento, occorre aprire leggermente il crivello superiore o ridurre la velocità della ventola per evitare di soffiare via granella insieme alle impurità.

Le macchine dotate di automazioni, come i sistemi Harvest Command di Case IH o IntelliSense di New Holland, permettono di selezionare strategie dedicate alla massima qualità della granella o alla perdita limitata. New Holland indica che IntelliSense può incrementare la produttività fino al 25% e ridurre le perdite di granella fino al 33% rispetto a una regolazione manuale non ottimizzata, regolando continuamente i parametri entro limiti definiti dall’operatore in funzione dell’obiettivo di lavoro.

Regolazione della mietitrebbia sul mais senza perdite
Il controllo finale della qualità si effettua osservando la granella nel serbatoio e verificando le perdite dietro la mietitrebbia. Piccole regolazioni durante la giornata possono migliorare sensibilmente il risultato economico della raccolta. OmniTrattore.it
Foto di: OmniTrattore.it

Controlli in campo e in azienda per verificare la qualità della trebbiatura

La verifica sul campo della regolazione della mietitrebbia sul mais parte da semplici controlli visivi dietro la macchina. Case IH suggerisce di contare le cariossidi su un’area definita per stimare la percentuale di perdita rispetto alla resa, con l’obiettivo di restare sotto il 2%. Per non basarsi solo sulla percezione, New Holland propone anche un’app calcolatrice delle perdite che fotografa l’area dietro la mietitrebbia e restituisce una stima in chilogrammi per ettaro e percentuale di resa.

Oltre alle perdite a terra, è essenziale monitorare la granella rotta nel serbatoio. John Deere, per il suo programma Grain Quality Guarantee, prevede il prelievo di un campione medio di oltre 500 grammi di mais dal cassone ed evidenzia come una quota rilevante, fino al 50%, delle rotture complessive rimanga proprio nel serbatoio. Nelle condizioni previste dal programma le mietitrebbie della serie S700, se correttamente regolate, devono mantenere la percentuale di chicchi rotti nel serbatoio sotto l’1%, a conferma di quanto incida la sola taratura della macchina.

Chi gestisce l’azienda può integrare questi controlli con verifiche sulla filiera aziendale. Se in stoccaggio si osservano aumenti di polveri, surriscaldamenti localizzati o difficoltà nella ventilazione del mais, il problema spesso nasce da una trebbiatura troppo aggressiva o da perdite elevate che impongono più passaggi con la mietitrebbia. Un approccio simile a quello adottato per l’abbattimento delle perdite di raccolta nel girasole con testate dedicate dimostra che controlli regolari, piccoli aggiustamenti e manutenzione puntuale degli organi di raccolta sono la via più efficace per mantenere basse sia le perdite in campo sia le rotture nel serbatoio.