Credito d’imposta gasolio agricolo: via libera ai 90 milioni
Masaf-Mef firma il decreto, Agea apre la procedura: 90 milioni, credito al 20%, tetto di 50mila euro entro il 2026.
Il nuovo credito d’imposta sul gasolio agricolo 2026 mette a disposizione 90 milioni di euro per alleggerire il peso del carburante in azienda, ma l’accesso al beneficio non è automatico. Il contributo copre il 20% delle spese di gasolio e benzina sostenute a marzo, aprile e maggio 2026, ma solo se l’operatore dimostra gli acquisti con fatture idonee e rispetta scadenze e limiti previsti. Chi coltiva o fa contoterzisti deve quindi organizzare per tempo documenti, dati di consumo e procedura telematica, per non arrivare alla finestra Agea con errori o requisiti mancanti che farebbero perdere un aiuto rilevante sui costi di lavorazione e di riscaldamento serre.
Dopo alcune settimane di attesa, il quadro operativo è stato sbloccato dalla firma del decreto interministeriale Masaf-Mef, con cui il Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste e il Ministero dell’economia e delle finanze hanno definito criteri e modalità di attuazione del contributo per il gasolio agricolo previsto dal decreto fiscale di marzo 2026. Alla data del 28 luglio 2026 il decreto attuativo sul gasolio è quindi firmato e in vigore; restano invece da completare i passaggi per il credito d’imposta dedicato ai fertilizzanti, ancora in attesa del relativo decreto attuativo.
Come funziona il credito d’imposta sul gasolio agricolo
Il nuovo intervento riconosce un credito d’imposta pari al 20% delle spese per gasolio o benzina agricola utilizzati per l’alimentazione delle macchine impiegate nelle attività agricole e per il riscaldamento delle serre orticole. Contano esclusivamente gli acquisti effettuati nei mesi di marzo, aprile e maggio 2026 e documentati da fattura, con importi considerati al netto dell’Imposta sul Valore Aggiunto. La misura rientra nel quadro temporaneo degli aiuti di Stato legati alla crisi in Medio Oriente e ha una dotazione complessiva di 90 milioni di euro, oltre a un tetto individuale per azienda fissato a 50mila euro, oltre il quale non è possibile salire anche in presenza di consumi maggiori.
L’agevolazione è riconosciuta sotto forma di credito di imposta compensabile, non di contributo a fondo perduto o rimborso diretto. Ciò significa che il beneficio potrà essere utilizzato solo per compensare debiti fiscali o contributivi tramite il modello F24 presentato per via telematica all’Agenzia delle Entrate e non può essere chiesto come erogazione in denaro. Il decreto stabilisce inoltre che il credito è utilizzabile esclusivamente in un’unica soluzione entro il 31 dicembre 2026, senza possibilità di ripartirlo su più anni di imposta, aspetto che influisce in modo diretto sulla pianificazione fiscale delle aziende agricole e dei contoterzisti.
Requisiti, limiti e spese ammissibili per l’agevolazione
Per rientrare nel perimetro del credito d’imposta gasolio agricolo occorre innanzitutto che l’impresa svolga attività agricola in senso stretto o connessa e che il carburante sia destinato a mezzi e impianti effettivamente impiegati in tali attività. Rientrano sia i trattori e le macchine operatrici, sia gli impianti di riscaldamento delle serre orticole, mentre restano esclusi i consumi estranei al ciclo produttivo, come l’uso di veicoli per scopi privati. L’ammontare agevolabile è dato dalle fatture di acquisto dei mesi di marzo, aprile e maggio 2026, considerate al netto dell’Imposta sul Valore Aggiunto, che vanno conservate e poi dichiarate in fase di domanda, indicando quantità, tipologia di carburante e fornitore, con attenzione anche a eventuali note di credito successive.
Il limite massimo teorico di credito per ciascuna azienda è fissato a 50mila euro, valore che di fatto introduce anche una soglia implicita di spesa agevolabile, oltre la quale gli ulteriori consumi di carburante non generano ulteriori vantaggi fiscali. Poiché la misura opera in un plafond complessivo di 90 milioni, in caso di domande molto numerose potrebbe rendersi necessario un riparto proporzionale fra i richiedenti, decidibile da Agea sulla base delle regole del decreto. In parallelo, resta aperto il fronte di un credito d’imposta specifico sui fertilizzanti, di cui è già stata discussa la dotazione di 40 milioni di euro con aliquota al 30% sugli acquisti primaverili: per questa misura, a differenza del gasolio, alla data di fine luglio 2026 non risulta ancora emanato il decreto attuativo Masaf-Mef, oggetto di una specifica sollecitazione da parte delle organizzazioni agricole, che chiedono di rendere operativi anche i 40 milioni destinati ai concimi.
Domanda Agea: documenti da preparare e scadenze chiave
La gestione operativa del contributo è affidata all’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea), che attiverà una piattaforma telematica dedicata sul proprio sito istituzionale. I potenziali beneficiari dovranno presentare la domanda esclusivamente attraverso tale portale, seguendo le istruzioni operative che Agea è tenuta a pubblicare entro 10 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto interministeriale. La finestra per l’invio dovrà avere una durata non inferiore a 20 giorni e dovrà essere attivata entro il 30 settembre 2026; la data di apertura sarà quindi fissata da Agea nel rispetto di questi paletti temporali, con il 30 settembre 2026 come termine ultimo oltre il quale non saranno accettate nuove istanze per questo credito d’imposta specifico.
In vista dell’apertura, conviene che chi gestisce l’azienda agricola raccolga da subito le fatture dei rifornimenti relativi ai mesi interessati, verificando che i documenti riportino correttamente intestazione aziendale, data, quantità di carburante, tipologia (gasolio o benzina) e uso agricolo. Un errore frequente nelle campagne precedenti è stato l’inserimento di spese non correttamente documentate o riferite a periodi diversi da quelli indicati nel decreto, con conseguente riduzione o esclusione del credito. Per evitare scarti, è utile confrontare il nuovo schema Agea con quello previsto per i precedenti crediti d’imposta trimestrali sul gasolio agricolo, così da impostare in modo coerente la registrazione dei consumi e la compilazione delle istanze telematiche.
Utilizzo in F24, problemi di incapienza e prospettive
Il credito d’imposta sul gasolio agricolo potrà essere utilizzato solo in compensazione tramite modello F24 presentato attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate e dovrà essere interamente fruito entro il 31 dicembre 2026. Non è ammessa la ripartizione negli anni né la richiesta di rimborso in denaro. Questa impostazione crea però criticità per le aziende con “incapienza fiscale”, cioè con debiti tributari o contributivi insufficienti ad assorbire interamente il credito riconosciuto entro la fine dell’anno. Nel dibattito sulla misura è stato segnalato il rischio che proprio le imprese più deboli, con bassa imposizione, non riescano a tradurre il beneficio in un effettivo alleggerimento dei costi di gasolio e benzina agricola nel periodo considerato.
Nel corso della presentazione del decreto è stata annunciata un’apertura dal Ministro dell’Economia in merito alla ricerca di una soluzione per l’incapienza in sede di conversione parlamentare, ipotesi che potrebbe portare a correttivi sulle modalità di fruizione o su strumenti alternativi per le aziende con poco spazio fiscale. In parallelo, organizzazioni come Copagri e Cia hanno richiamato l’attenzione sul fatto che gasolio e fertilizzanti rappresentano insieme circa la metà dei costi di produzione nel settore primario, chiedendo la rapida attuazione anche del credito d’imposta dedicato ai fertilizzanti. Per chi lavora in campo, diventa quindi strategico monitorare sia gli sviluppi sul decreto attuativo dei 40 milioni per i concimi, sia le eventuali modifiche al meccanismo di compensazione, integrando questo tassello con le altre misure sul credito d’imposta gasolio agricolo previste dai vari decreti carburanti già succedutisi negli ultimi anni.
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