Vai al contenuto principale

Coldiretti al Brennero: gasolio e concimi, rischio le semine

Diecimila agricoltori Coldiretti al Brennero contro il caro gasolio e concimi: guerra in Iran mette a rischio le semine primaverili

Coldiretti al Brennero: gasolio e concimi mettono a rischio le semine
Foto di: OmniTrattore.it

Diecimila agricoltori di Coldiretti si sono dati appuntamento al Brennero per dare voce a una crisi che si fa sempre più concreta nei campi italiani.

Al centro della mobilitazione ci sono il caro gasolio, il rincaro dei concimi e la difficoltà di reperire i mezzi di produzione necessari per le operazioni primaverili: una tempesta perfetta che, secondo l'organizzazione agricola, rischia di compromettere le semine e, a cascata, la produzione agroalimentare nazionale.

La crisi energetica e dei fertilizzanti colpisce le semine primaverili

La guerra in Iran ha innescato una spirale di rincari su energia, gasolio e concimi che si è abbattuta sulle aziende agricole italiane nel momento peggiore: quello delle lavorazioni primaverili, quando il consumo di carburante è al massimo e la disponibilità di fertilizzanti è indispensabile per preparare i terreni alle colture estive.

Coldiretti al Brennero: gasolio e concimi mettono a rischio le semine

Diecimila agricoltori al Brennero: gasolio a 1,4 euro al litro e concimi alle stelle mettono a rischio le semine primaverili.

Foto di: OmniTrattore.it

Come già documentato su OmniTrattore nelle settimane scorse, il prezzo del gasolio agricolo ha superato 1,4 euro al litro oltre il 44% in più rispetto a inizio anno — mentre i fertilizzanti azotati hanno subito rincari analoghi per effetto delle tensioni nello Stretto di Hormuz.

Nei campi, la situazione è diventata critica: non si tratta solo di costi più alti, ma in alcuni casi della concreta difficoltà di reperire i mezzi di produzione necessari. Una condizione che mette a rischio non solo i bilanci aziendali, ma l'intera programmazione colturale della stagione.

Il Brennero come simbolo: frontiere e controlli sanitari

La scelta del Brennero come palcoscenico della protesta non è casuale. Per Coldiretti, confini e dogane rivestono un ruolo strategico nella difesa dell'agricoltura italiana, non solo sotto il profilo commerciale ma anche sanitario.

L'organizzazione chiede un rafforzamento dei controlli alle frontiere per bloccare l'ingresso di prodotti che non rispettano i requisiti minimi di sicurezza alimentare. Un tema tornato d'attualità dopo che negli ultimi anni la mancanza di adeguati controlli alle importazioni ha contribuito alla diffusione della Xylella fastidiosa in Puglia e della Peste suina africana negli allevamenti italiani: due emergenze fitosanitarie che hanno causato danni enormi al settore primario.

Coldiretti al Brennero: gasolio e concimi mettono a rischio le semine

Cento mobilitazioni in tutta Italia: la battaglia Coldiretti per l'origine delle materie prime è una priorità di sicurezza nazionale.

Foto di: OmniTrattore.it

Il cibo è una componente strategica della sicurezza nazionale e il tema dell'origine incide direttamente sulla sovranità economica del Paese,

ha dichiarato il segretario generale di Coldiretti, Vincenzo Gesmundo, ricordando come la mobilitazione al Brennero si inserisca in un percorso che ha già coinvolto quasi 100mila agricoltori in tutta Italia.

Contratti di filiera per stabilizzare il reddito agricolo

Sul fronte delle soluzioni strutturali, il presidente di Coldiretti Ettore Prandini ha messo al centro del proprio intervento i contratti di filiera come strumento concreto per garantire equità lungo tutta la catena del valore. In un settore agroalimentare che vale 707 miliardi di euro e occupa quattro milioni di persone, i meccanismi che alterano la concorrenza e comprimono il reddito degli agricoltori rappresentano una minaccia sistemica che non può essere affrontata solo con misure emergenziali.

Coldiretti al Brennero: gasolio e concimi mettono a rischio le semine

Prandini punta sui contratti di filiera: equità lungo la catena del valore e stabilità del reddito agricolo come risposta strutturale alla crisi

Foto di: OmniTrattore.it

I contratti di filiera rappresentano una prima risposta concreta per dare stabilità alle imprese agricole e costruire un rapporto più equilibrato col mondo della trasformazione,

ha sottolineato Prandini. Un'impostazione che punta a spostare il baricentro dal sostegno pubblico emergenziale — come il credito d'imposta sul gasolio agricolo introdotto con il recente decreto — verso accordi strutturali che garantiscano prezzi remunerativi e certezza dei ricavi indipendentemente dalla volatilità dei mercati internazionali.