Mele italiane in Medio Oriente: la guerra pesa sull'export
Il conflitto in Medio Oriente colpisce l'export di mele italiane: 130 milioni a rischio. Melinda lancia l'allarme
Mele italiane, la guerra in Medio Oriente pesa sull'export: speculazioni sui trasporti e contrazione dei consumi minacciano i 130 milioni di euro di mele esportate ogni anno verso l'area mediorientale
L'Italia, del resto, è il secondo produttore europeo di mele dopo la Polonia e il secondo esportatore mondiale dopo la Cina. Una posizione di eccellenza che oggi si trova sotto pressione a causa del conflitto in Medio Oriente, una delle principali destinazioni dell'ortofrutta italiana.
Secondo Fruitimprese, l'Italia esporta verso i paesi dell'area circa 150 milioni di euro l'anno di ortofrutta, di cui 130 riguardano le mele. I principali mercati di sbocco sono Arabia Saudita, Israele ed Emirati Arabi.
'Italia esporta 130 milioni di mele l'anno in Medio Oriente: Arabia Saudita, Israele ed Emirati i mercati chiave
L'allarme di Melinda: speculazioni sui trasporti e prudenza nei consumi
A lanciare l'allarme è stata Melinda, la cooperativa trentina che produce ogni anno circa 400mila tonnellate di mele — poco meno del 20% della produzione nazionale — per un fatturato di 330 milioni di euro, realizzato per il 30% all'estero. Melinda rappresenta 4mila aziende agricole che coltivano 6.700 ettari in Trentino.
L'allarme è stato lanciato in occasione della visita del presidente di Ice Agenzia, Matteo Zoppas.
Al momento stiamo registrando speculazioni sul fronte dei trasporti, oltre a una generale prudenza e a una contrazione dei consumi legate all'attuale clima di incertezza,
hanno spiegato dalla cooperativa. Speculazioni che colpiscono in modo particolare il prodotto fresco come le mele, che richiedono tempistiche di trasporto certe e non comprimibili.
Il presidente del Consorzio Melinda, Ernesto Seppi, ha sottolineato la delicatezza del momento:
Il perdurare del conflitto in Medio Oriente impatta sulla stabilità internazionale e sulle prospettive dell'economia. Apprezziamo l'attenzione delle istituzioni nei confronti del settore ortofrutticolo, tra i più esposti alle ricadute della guerra.
I produttori temono in particolare che gli scenari bellici possano generare una pressione inflazionistica capace di penalizzare i costi sostenuti dai produttori e ridurre il potere d'acquisto dei consumatori nei paesi di destinazione: un effetto doppio che colpirebbe sia i margini aziendali sia i volumi venduti.
Ice Agenzia al fianco delle imprese: fiere e buyer internazionali
Ice-Italian Trade Agency ha risposto con un impegno diretto a supporto del settore.
Seguiamo con grande attenzione gli sviluppi di queste settimane, consapevoli delle preoccupazioni che stanno interessando molte imprese italiane», ha dichiarato il presidente Matteo Zoppas.
Siamo al fianco delle aziende attraverso la nostra rete di uffici, per supportarne concretamente le esigenze, soprattutto nei settori più esposti come quello dell'agroalimentare e in particolare nel comparto del fresco.
A Macfrut 400 buyer da 80 paesi e 4mila incontri: Ice Agenzia mobilita la rete internazionale per l'ortofrutta
Sul fronte operativo, Ice Agenzia ha ricordato le iniziative fieristiche già in cantiere. A Macfrut, in programma dal 21 al 23 aprile alla Fiera di Rimini, sono attesi 400 buyer selezionati da Ice provenienti da 80 paesi target, che realizzeranno 4mila incontri con le aziende espositrici.
A novembre è invece in calendario l'edizione 2026 di Interpoma a Bolzano, sostenuta da Ice con uno stanziamento di 250mila euro che prevede attività di incoming in fiera e visite sui territori produttivi.
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