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PNAA 2024-2026: come adeguare stalla e gestione dei mangimi

Indicazioni pratiche per adeguare stalla, documentazione, stoccaggio e scelta dei fornitori ai controlli PNAA sui mangimi

Come preparare stalla e documenti ai nuovi controlli PNAA 2024-2026 sui mangimi
Foto di: OmniTrattore.it

Molti allevatori sottovalutano l’impatto dei controlli PNAA sui mangimi finché non si trovano in stalla con gli ispettori che chiedono registri, tracciabilità e gestione dei silos. Un errore frequente è concentrarsi solo sulle analisi del mangime, trascurando documenti, procedure e impianti di distribuzione.

Un approccio integrato a registrazioni, stoccaggio e scelta dei fornitori riduce il rischio di non conformità e consente di affrontare il ciclo 2024-2026 con una stalla pronta ai controlli, anche in caso di ispezioni mirate dopo allerte o non conformità pregresse.

Cosa prevede il PNAA 2024-2026 per mangimi e allevamenti

Per capire come preparare stalla e documenti ai controlli PNAA 2024-2026 occorre partire dal ruolo del Piano nazionale di vigilanza sull’alimentazione animale. Il PNAA definisce la programmazione dei controlli ufficiali su mangimi, additivi, materie prime e gestione in allevamento, con verifiche che coinvolgono sia gli operatori del settore mangimi sia gli allevatori come utilizzatori finali.

Come preparare stalla e documenti ai nuovi controlli PNAA 2024-2026 sui mangimi

Preparare registri, checklist e documentazione tecnica è il primo passo per affrontare i controlli del Ministero della Salute previsti dal Piano nazionale di vigilanza sull’alimentazione animale 2024-2026 in stalla

Foto di: OmniTrattore.it

Questo significa che l’azienda zootecnica è parte integrante della catena di controllo, non solo destinataria passiva del mangime.

Secondo quanto indicato dal Ministero della Salute, i controlli ufficiali nel settore dell’alimentazione animale vengono rendicontati in un rapporto annuale che fotografa l’attività svolta dalle autorità competenti. Il rapporto relativo ai controlli eseguiti nell’anno di riferimento 2023 è stato pubblicato nel 2025 e offre un quadro aggiornato delle non conformità più frequenti e delle aree di attenzione per gli allevamenti, utile per orientare le priorità di adeguamento in vista del ciclo 2024-2026. Per un riscontro diretto è possibile consultare il rapporto sui controlli ufficiali nel settore dell’alimentazione animale.

Un aspetto spesso sottovalutato è il collegamento tra PNAA e controlli sulle importazioni di materie prime e prodotti destinati all’alimentazione animale. Le partite provenienti da Paesi extra-UE sono sottoposte a controlli veterinari ufficiali presso i Posti di Controllo Frontalieri, con verifiche documentali e, se necessario, fisiche e di laboratorio.

Questo filtro a monte non esonera però l’allevatore dal verificare la conformità dei mangimi ricevuti e dal mantenere una tracciabilità interna coerente con le prescrizioni del PNAA, soprattutto quando si utilizzano materie prime importate o miscele prodotte da terzi.

Fase Cosa verificare Obiettivo
Approvvigionamento mangimi Documenti del fornitore, etichette, origine materie prime Garantire conformità legale e sicurezza
Ingresso in stalla Registrazione lotto, data, quantità, destinazione Assicurare tracciabilità interna
Stoccaggio Separazione lotti, pulizia silos, prevenzione contaminazioni Mantenere qualità e sicurezza del mangime
Distribuzione Calibrazione impianti, ricette, registri di somministrazione Coerenza tra razioni pianificate e mangime effettivo

Per gli allevamenti che utilizzano mangimi o materie prime di origine extra-UE, è particolarmente importante verificare che i fornitori rispettino i controlli veterinari ufficiali in importazione e che la documentazione accompagni correttamente la merce.

Le indicazioni aggiornate sui controlli sanitari alle frontiere per prodotti destinati all’alimentazione animale sono disponibili sul portale del Ministero della Salute dedicato ai controlli sanitari su animali e merci di interesse veterinario, utile riferimento per chi importa direttamente o tramite intermediari.

Registri, tracciabilità e documenti da tenere in stalla

Per superare senza problemi un controllo PNAA, la gestione documentale in stalla deve dimostrare in modo chiaro tracciabilità e responsabilità dell’allevatore. In pratica, ogni lotto di mangime che entra in azienda deve poter essere collegato a un fornitore identificabile, a una data di consegna, a una quantità e a una destinazione zootecnica (specie, categoria animale, reparto).

Se l’ispettore chiede, ad esempio, che cosa è stato somministrato a una certa partita di vitelli in un determinato periodo, l’allevatore deve poter risalire rapidamente al lotto e alla documentazione associata.

I documenti da predisporre e mantenere aggiornati includono di norma: documenti di trasporto e fatture dei mangimi, schede tecniche ed etichette, eventuali certificazioni del fornitore, registri di carico e scarico dei silos, registri di somministrazione per gruppi o lotti di animali, nonché eventuali risultati di analisi interne o di laboratorio esterno.

Un errore tipico è archiviare le etichette in modo disordinato o separato dai registri di utilizzo, rendendo difficile dimostrare la corrispondenza tra mangime ricevuto e mangime effettivamente somministrato.

Per strutturare correttamente i registri, può essere utile adottare un modello unico aziendale che raccolga, per ogni consegna, i dati essenziali e li colleghi ai reparti di destinazione.

Se si utilizza un software gestionale o un sistema di alimentazione automatizzato con registrazione digitale, è fondamentale che i dati siano esportabili e leggibili anche da un ispettore esterno, evitando formati proprietari non accessibili. In caso di allevamento in soccida, la documentazione deve chiarire la ripartizione delle responsabilità tra soccidante e soccidario, anche in relazione alla fornitura e gestione dei mangimi, come avviene nei modelli contrattuali descritti per la soccida con bestiame conferito dal soccidante.

Un controllo efficace consiste nel simulare un’ispezione interna: scegliere un lotto di animali, risalire alla loro storia alimentare e verificare se tutti i passaggi (fornitore, lotto, stoccaggio, distribuzione) sono documentati senza lacune.

Come preparare stalla e documenti ai nuovi controlli PNAA 2024-2026 sui mangimi

Organizzazione ordinata di moduli e procedure: la gestione documentale su mangimi e tracciabilità è centrale nei controlli del PNAA 2024-2026

Foto di: OmniTrattore.it

Se in questo esercizio emergono buchi informativi, allora è probabile che lo stesso problema venga evidenziato durante un controllo ufficiale, con il rischio di rilievi formali o prescrizioni correttive.

Stoccaggio e distribuzione dei mangimi in linea con i controlli

La gestione dello stoccaggio è uno dei punti più sensibili durante i controlli PNAA, perché collega la qualità del mangime alla prevenzione di contaminazioni e deterioramenti. Silos, tramogge, vasche e locali di deposito devono essere progettati e mantenuti in modo da evitare contatti con fonti di umidità, parassiti, residui di lotti precedenti e sostanze estranee.

Se, ad esempio, un lotto di mangime medicato viene stoccato in un silos non adeguatamente pulito dopo un mangime standard, l’ispettore potrebbe contestare il rischio di contaminazione crociata e richiedere procedure di sanificazione più rigorose.

Per la distribuzione, gli impianti di alimentazione automatica o semiautomatica devono garantire coerenza tra ricette impostate e mangime effettivamente erogato. Questo richiede una calibrazione periodica di coclee, nastri, carri miscelatori e robot di alimentazione, oltre a una chiara identificazione delle linee dedicate a categorie animali diverse.

L’utilizzo di sistemi avanzati, come carri miscelatori automatizzati o robot di distribuzione, può facilitare la standardizzazione delle razioni e la registrazione dei dati, come dimostrano le soluzioni di robotizzazione della stalla descritte per il carro robotizzato per l’alimentazione in stalla.

Un errore frequente è considerare gli impianti di distribuzione solo dal punto di vista produttivo (velocità, capacità, riduzione della manodopera) e non come parte integrante del sistema di sicurezza alimentare. In ottica PNAA, invece, la documentazione delle manutenzioni, delle tarature e delle eventuali modifiche agli impianti diventa un elemento di prova della diligenza dell’allevatore.

Se, ad esempio, si modifica il percorso di una coclea per servire un nuovo reparto, è opportuno aggiornare planimetrie e procedure interne, in modo che l’ispettore possa comprendere il flusso del mangime senza ambiguità.

Come scegliere fornitori e impianti di alimentazione più conformi

La scelta dei fornitori di mangimi è un tassello chiave per ridurre il rischio di non conformità ai controlli PNAA.

Un fornitore affidabile deve garantire etichette chiare, tracciabilità delle materie prime, certificazioni aggiornate e disponibilità a fornire documentazione aggiuntiva in caso di controlli. In presenza di materie prime importate, è importante che il fornitore dimostri il rispetto dei controlli veterinari ufficiali alle frontiere e la corretta gestione delle partite, in linea con quanto previsto per le merci di interesse veterinario destinate all’alimentazione animale.

Nella valutazione degli impianti di alimentazione, l’allevatore dovrebbe considerare non solo la capacità produttiva, ma anche la possibilità di integrare funzioni di registrazione e tracciabilità. Sistemi digitali che collegano ricette, lotti di mangime e gruppi di animali consentono di generare report utili in caso di ispezione, riducendo il lavoro manuale sui registri.

Come preparare stalla e documenti ai nuovi controlli PNAA 2024-2026 sui mangimi

Dalla scelta del fornitore allo stoccaggio nei silos, ogni fase deve essere registrata e verificabile secondo le indicazioni del Ministero della Salute per l’alimentazione animale

Foto di: OmniTrattore.it

Soluzioni come le piattaforme di gestione del feed, che integrano dati di carico, distribuzione e performance zootecniche, rappresentano un’evoluzione rispetto alla semplice meccanizzazione, come mostrano le applicazioni dedicate alla gestione del mangime tipo app per il controllo del feed.

Quando si valutano nuovi impianti o si rinegoziano i contratti di fornitura, è utile impostare una check-list di requisiti legati alla conformità PNAA. Tra questi rientrano: disponibilità di dati di tracciabilità, supporto nella gestione documentale, compatibilità con sistemi gestionali aziendali, possibilità di esportare report in formati standard, assistenza tecnica per la calibrazione e la manutenzione.

Se il fornitore o il costruttore dell’impianto non è in grado di rispondere a queste esigenze, l’allevatore rischia di dover colmare manualmente le lacune, con maggior carico di lavoro e maggiore esposizione a errori documentali.

Un buon test pratico consiste nel chiedere al potenziale fornitore o installatore di simulare la produzione di un dossier di controllo: quali documenti e dati sarebbe in grado di fornire in caso di ispezione PNAA? Se la risposta è vaga o incompleta, è opportuno riconsiderare la scelta o prevedere misure integrative interne.

In questo modo, la preparazione ai controlli 2024-2026 diventa anche un’opportunità per selezionare partner tecnici e commerciali più solidi, capaci di sostenere l’allevamento non solo sul piano produttivo, ma anche su quello regolatorio e documentale.