Biologico Italiano: +6,2% nel 2025, Settore da 6,8 Miliardi
La spesa per prodotti biologici in Italia raggiunge 6,8 miliardi nel 2025 (+6,2%). L'Italia guida l'Europa con 2,5 milioni di ha bio
La spesa per prodotti biologici in Italia raggiunge 6,8 miliardi nel 2025 (+6,2%). L'Italia guida l'Europa con 2,5 milioni di ettari bio.
L'agricoltura biologica italiana conferma il suo momento d'oro con numeri da record. Nonostante le polemiche sul greenwashing e alcuni rallentamenti nelle politiche del Green Deal, il comparto bio nazionale dimostra una crescita costante e significativa.
Mercato biologico: i numeri della crescita
Secondo le rilevazioni dell'Osservatorio Sana, costituito da Federbio, Assobio, BolognaFiere, Ismea, Masaf e Ice, con elaborazioni Nomisma, la spesa complessiva per prodotti biologici ha toccato quota 6,8 miliardi di euro nel 2025, registrando un incremento del 6,2% rispetto all'anno precedente.
La distribuzione della spesa mostra che 5,5 miliardi sono stati destinati ai consumi domestici attraverso grande distribuzione e negozi specializzati, mentre 1,3 miliardi sono stati generati dal canale della ristorazione fuori casa.
Prodotti biologici italiani: un settore in continua espansione che nel 2025 ha raggiunto un valore di 6,8 miliardi di euro, confermando il trend positivo dell'agricoltura sostenibile nazionale
Leadership europea nel biologico
L'Italia si conferma leader continentale nel settore dell'agricoltura sostenibile, vantando 2,5 milioni di ettari coltivati senza chimica di sintesi, pari a oltre il 20% delle superfici agricole totali. Il comparto può contare su 97.160 operatori certificati nel settore biologico e biodinamico, un network produttivo che rappresenta un'eccellenza riconosciuta in tutta Europa.
Questi dati sono stati presentati durante l'evento di lancio di Sana Food 2026, il salone internazionale dell'agricoltura biologica organizzato da BolognaFiere, che si terrà dal 22 al 24 febbraio prossimi.
Sana Food 2026: vetrina del biologico italiano
La manifestazione, realizzata in collaborazione con Federbio, Slow Food Promozione (contestualmente a Slow Wine) e V Label Italia, rappresenta un punto d'incontro strategico per l'intero comparto. L'evento si propone come piattaforma professionale dedicata a chi opera nella ristorazione, nel retail e nella distribuzione specializzata.
Il sottosegretario all'Agricoltura Luigi D'Eramo ha definito Sana Food "un appuntamento che vede protagonisti i territori, l'alimentazione sostenibile e di qualità e la tutela della biodiversità", sottolineando come la manifestazione rappresenti un'occasione preziosa per promuovere nuovi mercati e valorizzare il patrimonio culinario nazionale.
Rossano Bozzi, direttore della business unit di BolognaFiere, ha evidenziato come Sana Food si rivolga in modo mirato agli operatori professionali, offrendo loro un contesto ideale per intercettare nuove idee, scoprire fornitori innovativi e valutare proposte commerciali inedite.
La sfida del marchio biologico italiano
Maria Grazia Mammuccini, presidente di Federbio, ha posto l'accento su un'opportunità ancora da cogliere.
Il biologico sta vivendo un buon momento di mercato perché coniuga la qualità Made in Italy con la sostenibilità", ha affermato, aggiungendo che questo connubio virtuoso necessita di protezione attraverso un marchio dedicato.
Sana Food 2026 a Bologna: dal 22 al 24 febbraio il salone internazionale dell'agricoltura biologica riunisce operatori, produttori e distributori per celebrare l'eccellenza del bio Made in Italy
Il marchio biologico italiano esiste già dal punto di vista grafico, ma manca ancora del riconoscimento normativo necessario per essere operativo sul mercato. La presidente di Federbio ha espresso la speranza che questa lacuna venga colmata rapidamente, permettendo al settore di compiere un ulteriore passo avanti nella sua affermazione commerciale.
Il comparto biologico, biodinamico, vegetariano, vegano e delle certificazioni Dop e Igp continua quindi la sua espansione, confermandosi come segmento strategico per l'intero sistema agroalimentare nazionale e come elemento distintivo del Made in Italy agroalimentare sui mercati globali.
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