Mercosur: via libera vicino dopo le garanzie su fertilizzanti
Accordo Mercosur verso l'approvazione UE. Sospeso il CBAM sui fertilizzanti, recuperati 90 miliardi per la PAC. Italia pronta al sì
L'accordo commerciale tra Unione Europea e Mercosur si avvicina al traguardo finale. Dopo mesi di tensioni e il rinvio della firma dello scorso dicembre, una serie di provvedimenti varati dalla Commissione europea potrebbero consentire ai Ventisette di dare il benestare definitivo già oggi.
Le nuove misure, annunciate nei giorni scorsi al termine di un incontro straordinario dei ministri dell'Agricoltura riuniti a Bruxelles, hanno convinto anche i Paesi più scettici come Francia e Italia a riconsiderare la propria posizione.
Fertilizzanti: stop retroattivo al CBAM
Il punto di svolta è arrivato sul delicato fronte dei fertilizzanti. La Commissione europea ha accettato di adottare nuove misure commerciali che affrontano una delle preoccupazioni più sentite dal mondo agricolo. Il commissario al Commercio Maroš Šefčovič ha riassunto la svolta sottolineando di aver affrontato le vere preoccupazioni degli agricoltori con vere soluzioni concrete.
Le nuove misure, annunciate nei giorni scorsi al termine di un incontro straordinario dei ministri dell'Agricoltura riuniti a Bruxelles, hanno convinto anche i Paesi più scettici come Francia e Italia a riconsiderare la propria posizione
La prima misura riguarda la proposta legislativa che permette di sospendere l'impatto del meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere, noto con l'acronimo inglese CBAM ed entrato in vigore il primo gennaio scorso. L'aspetto cruciale è che la sospensione potrà essere retroattiva, annullando di fatto gli aumenti dei costi già registrati nelle prime settimane dell'anno.
Inoltre, Bruxelles ha annunciato la sospensione temporanea delle clausole della nazione più favorita su ammoniaca, urea e, se necessario, altri fertilizzanti. Questa misura entrerà in vigore rapidamente nel 2026 e il suo impatto compenserà ampiamente i costi legati al CBAM.
Dal 2020 i prezzi dei fertilizzanti sono aumentati in media del sessanta per cento, diventando una costosissima spina nel fianco degli agricoltori europei. Con le decisioni di ieri, i produttori potrebbero ottenere risparmi concreti sulla spesa per i fertilizzanti, grazie anche all'azzeramento dei dazi sulle importazioni da paesi terzi, escluse Russia e Bielorussia sottoposte a sanzioni.
Novanta miliardi recuperati per la PAC
Parallelamente alle misure sui fertilizzanti, il governo italiano ha condotto una battaglia sulla Politica Agricola Comune che ha portato risultati significativi. La Commissione von der Leyen aveva proposto di tagliare il budget della PAC del ventidue per cento, circa novanta miliardi di risorse in meno in sette anni agli agricoltori europei. L'Italia si è opposta fin dal primo momento e, con il sostegno del Parlamento Europeo, è riuscita a trovare nelle pieghe del bilancio comunitario le risorse necessarie per neutralizzare i tagli proposti.
Il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida ha spiegato che il recupero delle risorse è avvenuto attraverso due canali principali. Una prima tranche di quarantotto miliardi è stata recuperata dal fondo di coesione, stabilendo un vincolo a favore dell'agricoltura. Queste risorse non saranno più in coabitazione e in competizione con altri interventi. In Italia circa il novantadue per cento del territorio nazionale è fatto di aree rurali e c'era il forte rischio che tali finanziamenti finissero in iniziative realizzate in ambito rurale ma prive di valenza agricola.
Altri quarantacinque miliardi verranno recuperati da un fondo per il quale, in principio, era previsto che un terzo della dotazione, a partire dal 2031, fosse a favore degli agricoltori. Con le modifiche apportate gli agricoltori avranno a disposizione la metà della dotazione e a partire dal primo gennaio 2028. Per l'Italia questo significa addirittura guadagnare un miliardo in più rispetto al settennato precedente.
Il voto decisivo di oggi
La presidenza di turno dell'Unione europea, in mano a Cipro in questo primo semestre dell'anno, ha annunciato che il tema sarà in agenda di una riunione dei Ventisette a livello diplomatico già oggi.
Sarà l'occasione per i governi di contarsi a vicenda. Per approvare la firma dell'accordo commerciale da parte della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen basta la maggioranza qualificata dei paesi membri, ossia il cinquantacinque per cento dei paesi e il sessantacinque per cento della popolazione. Successivamente sarà necessario il consenso del Parlamento europeo.
Lollobrigida ha precisato che se verranno certificate le premesse di garanzia del mondo produttivo che l'Italia chiede, il governo approverà la sottoscrizione dell'accordo. I diplomatici italiani stanno verificando che le garanzie ottenute siano supportate da elementi tecnici e politici concreti.
Lollobrigida ha precisato che se verranno certificate le premesse di garanzia del mondo produttivo che l'Italia chiede, il governo approverà la sottoscrizione dell'accordo
La reciprocità delle regole
Uno dei nodi ancora da sciogliere riguarda il principio di reciprocità. Il ministro italiano ha sottolineato che occorre garantire che i prodotti agricoli dei paesi terzi importati in Europa rispettino le medesime regole sulla sicurezza alimentare imposte ai produttori comunitari. Per garantire le imprese e i consumatori molto dipenderà dai controlli alle frontiere e sui mercati.
Su questo punto c'è un accordo generale. Il commissario alla Salute Várhelyi ha dichiarato che il principio di reciprocità in futuro non sarà applicato solo al Mercosur ma anche ai futuri accordi internazionali. Questo rappresenta un cambio di paradigma nelle relazioni commerciali dell'Unione Europea, che pone al centro la tutela degli standard produttivi europei.
Le clausole di salvaguardia
L'ultimo puntoin discussione riguarda le clausole di salvaguardia. Attualmente è fissata una soglia dell'otto per cento per individuare uno squilibrio su prezzi e importazioni. Se per effetto del Mercosur si dovesse verificare un incremento delle importazioni dall'America Latina superiore all'otto per cento o un crollo dei prezzi europei superiore all'otto per cento, l'intesa commerciale verrebbe immediatamente sospesa.
L'Italia chiede che questa soglia scenda al cinque per cento, allineandosi alla posizione del Parlamento europeo. Lollobrigida ha dichiarato che ci sono le condizioni per raggiungere anche questo risultato prima del voto di oggi. La riduzione della soglia rappresenterebbe una protezione aggiuntiva significativa per gli agricoltori europei, permettendo un intervento più tempestivo in caso di squilibri di mercato.
Il dilemma francese
Al netto della posizione dell'Italia, che appare sempre più orientata verso il sì, interessante sarà capire l'atteggiamento francese. Il presidente Emmanuel Macron dovrà decidere se è più dannoso in una ottica di politica interna bocciare il trattato e ritrovarsi in minoranza oppure approvare il trattato nonostante i malumori del mondo agricolo. Il dilemma non è banale, tanto più che storicamente la classe politica francese ha sempre rivendicato a livello nazionale un ruolo di guida dell'Europa.
Le misure annunciate ieri potrebbero però offrire a Macron una via d'uscita politicamente sostenibile. Le garanzie sui fertilizzanti, il rafforzamento della PAC e le clausole di salvaguardia rappresentano argomenti concreti per spiegare agli agricoltori francesi che l'accordo è stato migliorato rispetto alla versione iniziale.
Un pacchetto complessivo di tutele
Facendo un bilancio complessivo, le misure adottate per raffreddare le tensioni nel mondo agricolo sono numerose e significative. Il bilancio comunitario 2028-2034 prevede una riserva d'emergenza dedicata all'agricoltura di sei virgola tre miliardi di euro, il doppio rispetto al settennato precedente. Nei giorni scorsi Bruxelles ha proposto di accelerare l'uso del denaro dedicato all'agricoltura nel periodo 2028-2034, rendendo disponibili risorse per quarantacinque miliardi già dal 2028 invece che dal 2031.
A questo si aggiunge il freno d'emergenza nel caso di un aumento improvviso delle importazioni dal Mercosur di prodotti sensibili o di un calo improvviso dei prezzi all'importazione nel mercato unico. La possibile riduzione della soglia dal dieci al cinque per cento, come chiesto dal Parlamento europeo e dall'Italia, renderebbe questo strumento ancora più efficace.
Il bilancio comunitario 2028-2034 prevede una riserva d'emergenza dedicata all'agricoltura di sei virgola tre miliardi di euro, il doppio rispetto al settennato precedente.
Il ruolo dell'Italia
Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d'Italia e coordinatore ECR in commissione Agricoltura al Parlamento europeo, ha sottolineato che è soprattutto grazie all'azione insistita dell'Italia, alla postura della presidente del Consiglio Giorgia Meloni al Consiglio europeo del diciotto dicembre scorso e all'impegno incessante del ministro Lollobrigida, se oggi gli agricoltori possono prendere atto di passi avanti così significativi.
La strategia italiana ha puntato su un approccio costruttivo ma fermo. Invece di limitarsi a un'opposizione di principio, Roma ha negoziato misure concrete di tutela che rafforzano la posizione degli agricoltori europei. Questo approccio ha permesso di costruire consenso anche tra i Paesi inizialmente favorevoli all'accordo, dimostrando che protezione del settore agricolo e apertura commerciale non sono necessariamente in contraddizione.
Prospettive
Se oggi il Coreper darà il via libera, la presidente von der Leyen potrebbe recarsi rapidamente in Paraguay per siglare l'accordo con i rappresentanti di Argentina, Brasile, Uruguay e Paraguay. Il trattato aprirà un mercato di oltre settecento milioni di persone, creando la più grande area di libero scambio mai realizzata dall'Unione Europea.
Per il settore agricolo europeo, e italiano in particolare, la partita si giocherà nei prossimi mesi sulla concreta attuazione delle misure di salvaguardia e sul controllo effettivo degli standard produttivi. Le garanzie ottenute in questi giorni dovranno tradursi in meccanismi operativi efficaci, capaci di proteggere realmente gli agricoltori dalla concorrenza sleale mantenendo al contempo i benefici dell'apertura commerciale.
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