Lavoro extra UE e decreto flussi 2025 in agricoltura
Il settore agricolo italiano si trova al centro di importanti cambiamenti con l'applicazione del decreto flussi 2025
Il settore agricolo italiano si trova al centro di importanti cambiamenti con l'applicazione del decreto flussi 2025. Nonostante un calo dell’85% nelle richieste in Campania, la regione continua a essere la prima per numero di domande di lavoratori extraeuropei.
Il nuovo sistema introduce controlli più rigidi, ma anche opportunità significative per le aziende agricole che necessitano di manodopera.
Il crollo delle domande in Campania: un fenomeno da analizzare
La Campania, da sempre in cima alla lista per le richieste di lavoratori extra UE, ha registrato un calo drastico delle domande, passando dalle 231mila del 2024 alle 34mila del 2025. Questo declino è dovuto all’inasprimento dei controlli per contrastare frodi e irregolarità. A livello nazionale, le istanze sono scese a 174mila rispetto alle oltre 702mila dello scorso anno.
La Campania ha registrato un calo drastico delle domande, passando dalle 231mila del 2024 alle 34mila del 2025.
Settori con maggiori richieste
I comparti con il maggior numero di domande di lavoratori extraeuropei sono agricoltura, assistenza familiare (colf e badanti) ed edilizia. Per l’agricoltura e il turismo stagionale, le quote disponibili risultano adeguate, mentre per colf e badanti la domanda è quattro volte superiore all’offerta prevista.
Lavoro stagionale: la crescita delle conversioni di permessi
Una delle novità più rilevanti riguarda le conversioni dei permessi di soggiorno stagionali in permessi di lavoro subordinato. Grazie al decreto legge 145/2024, dal 1° gennaio al 18 marzo sono già state presentate 9.077 domande di conversione, eliminando così la necessità di far rientrare il lavoratore nel Paese d’origine prima di un nuovo contratto.
Domande di nulla osta per lavoratori extra Ue e richieste di conversione di permessi di soggiorno stagionali (fino al 18 marzo 2025)
Nuove regole per il 2025 e il futuro del settore
L’anno 2025 rappresenta l’ultimo del decreto flussi 2023-2025, che ha incrementato le quote di ingresso fino a un massimo storico di 191.450 posti. Il governo sta già lavorando al nuovo piano triennale 2026-2028, in collaborazione con le associazioni datoriali.
L’anno 2025 rappresenta l’ultimo del decreto flussi 2023-2025, che ha incrementato le quote di ingresso fino a un massimo storico di 191.450 posti
Una delle novità più impattanti del decreto 145 è la necessità di confermare la richiesta di lavoratore prima del rilascio del visto di ingresso, con un margine di soli sette giorni, una tempistica ritenuta troppo stringente dalle associazioni di categoria.
Il decreto flussi 2025 porta con sé sia ostacoli burocratici che nuove opportunità. Per il settore agricolo, la possibilità di conversione dei permessi stagionali in contratti stabili rappresenta un passo avanti per garantire una forza lavoro continuativa e qualificata.
Tuttavia, la rigidità delle procedure e l’allungamento dei tempi di approvazione delle richieste rischiano di rallentare l’accesso alla manodopera necessaria, creando difficoltà alle imprese agricole italiane.
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