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Frutta fresca Italiana:
in dieci anni è calata di un terzo

Frutta fresca Italiana:
in dieci anni è calata di un terzo. Il drastico calo in Italia rappresenta un trend preoccupante

Frutta fresca Italiana:
in dieci anni è calata di un terzo
Foto di: OmniTrattore.it

Il drastico calo della produzione di frutta fresca in Italia rappresenta un trend che desta più di una preoccupazione.

Negli ultimi dieci anni, la produzione di frutta fresca in Italia ha subito un calo significativo, passando da oltre 6 milioni di tonnellate a poco più di 4 milioni: una riduzione di circa un terzo. Questa allarmante tendenza è evidenziata dai dati elaborati da Confcooperative Fedagripesca, basati su fonti come CSO Italy e Istat.

Le colture più colpite: pere, kiwi e pesche nettarine

Tra le produzioni più colpite spiccano le pere, il cui raccolto si è dimezzato rispetto al 2015, scendendo da quasi 800mila a 400mila tonnellate nel 2024. Particolarmente drammatico è stato il 2023, quando la produzione si è fermata a sole 184mila tonnellate.

Frutta fresca Italiana:
in dieci anni è calata di un terzo

Frutta fresca Italiana:
in dieci anni è calata di un terzo

Foto di: OmniTrattore.it

Stesso destino per i kiwi, passati da 610mila tonnellate di dieci anni fa a 315mila. Anche le pesche nettarine hanno registrato un calo significativo, con il raccolto ridotto a 485mila tonnellate rispetto alle 735mila del 2015.

Ortaggi in difficoltà: patate e pomodori

La situazione è critica anche per gli ortaggi, con le patate che soffrono l’impatto di problematiche fitosanitarie come alternaria, malerbe e ferretto.

La produzione è scesa da 1,1 milioni di tonnellate nel 2020 a 973mila nel 2023. Sul fronte del pomodoro, nonostante l’Italia resti il terzo produttore mondiale, i raccolti si sono ridotti a 5,2 milioni di tonnellate, segnando le rese più basse degli ultimi dieci anni.

Le possibili cause del declino


Alla base di questa crisi si trova principalmente il cambiamento climatico, con fenomeni estremi come gelate primaverili, siccità e la mancanza di ore di freddo invernale. A ciò si aggiunge la proliferazione di insetti alieni e l’aumento dei costi di produzione, che ha portato a una cronica riduzione delle superfici coltivate.

Frutta fresca Italiana:
in dieci anni è calata di un terzo
Foto di: OmniTrattore.it

Un ulteriore fattore critico è rappresentato dalle politiche agricole dell’Unione Europea, che limitano l’uso di pesticidi indispensabili per combattere parassiti come la cimice asiatica. Raffaele Drei, presidente di Fedagripesca, sottolinea come il divieto di molti prodotti fitosanitari abbia aggravato le difficoltà dei produttori italiani, mentre in Paesi come il Brasile continuano ad approvare centinaia di nuove molecole.

Importazioni in crescita e aumento dei prezzi

La diminuzione della produzione interna ha aumentato la dipendenza dalle importazioni, soprattutto per prodotti come le patate, di cui l’Italia consuma 2,2 milioni di tonnellate contro una produzione di 1,3 milioni. Mentre la Francia è storicamente il principale fornitore, si stanno affermando nuovi competitor dai Paesi del Mediterraneo, come l’Egitto, dove sono consentiti pesticidi vietati in Europa.

Il calo dell’offerta ha portato a un incremento dei prezzi, penalizzando i consumatori. Molte famiglie italiane, secondo l’Istat, hanno ridotto quantità e qualità degli acquisti alimentari: il 31% cerca di risparmiare, ma lo scontrino finale continua a salire.