Trattori Lovol (ex Arbos): ritorinano in Europa?
Trattori Lovol (ex Arbos) ritornano in Europa con gamme derivate dai progetti di trattore d a pieno campo italiani
Trattori Lovol, un tempo marchiati Arbos potrebbero tornare in Europa con gamme derivate dai progetti di trattore da pieno campo italiani.
A volte ritornano. O quasi.
Parliamo di una delle vicende aziendali e dei marchi più discussi degli ultimi anni nel mondo dell’agromeccanica quella che riguarda i fu trattori Goldoni Arbos, che potrebbero riaffacciarsi nuovamente sul mercato europeo con Lovol
Un'acquisizione travagliata
Ma per capire meglio cosa stia succedendo serve fare un balzo indietro di qualche anno quando lo storico marchio di trattori specializzati, motocoltivatori e mototrattrici nato nel 1926, rimasta non al passo dei competitor, veniva rilevata e di fatto salvata da fallimento nel 2015 da gruppo cinese Lovol Heavy Industry.
Ma perché i cinesi erano così attratti dai trattori italiani? Il motivo è semplice: dal 2010 la Cina sta sta incentivando le proprie aziende agricole ad internazionalizzarsi per acquisire le competenze necessarie a meccanizzare le produzioni.
Al Gigante Cinese mancavano, però, le conoscenze necessarie per produrre le macchine agricole con standard qualitativi elevati, occidentali in poche parole.
Ecco, dunque, perché il governo cinese avviò una grossa campagna acquisti sulle nostre fabbriche migliori.
Il "salvataggio" di Lovol
A fare da apripista il gruppo Foton Lovol, società del gruppo Foton Lovol International Heavy Industry, che ha acquisito (oltre a Goldoni), lo storico marchio piacentino Arbos e il pacchetto di controllo di MaterMacc specializzato in seminatrici pneumatiche di precisione.
Tutte queste operazioni furono realizzate attraverso la Lovol Arbos Group di Calderara Reno, base operativa del gruppo cinese in Europa.
L'interesse per il know-how
Torniamo ora al caso Goldoni.
I cinesi pur comunicando di voler far nascere un player internazionale full liner in grado di produrre trattori da pieno campo, specializzati e attrezzature fino alle trebbiatrici, di fatto non investì mai con prospettive di lungo periodo ma cercò per lo più di assorbire tutto il know how possibile lasciando al loro destino creditori e lavoratori.
E solo nel 2021 Goldoni-Arbos si è definitivamente risollevata dallo spettro di un secondo fallimento, che aveva iniziato ad aleggiare a Magliarina di Carpi dopo il drammatico concordato liquidatorio presentato da Lovol, scampato grazie alla sigla, dopo poco, dell’accordo con la belga Keestrack per garantire continuità alla storica azienda agromeccanica che, in questo modo, si è salvata.
La storia recente racconta che il marchio Arbos è scomparso silenziosamente dai radar europei nel 2021, ma il produttore cinese Lovol, l'azienda che ne è alla base, è tornato ad Agritechnica 2023, questa volta con un nuovo proprietario: Weichai, una holding di Shandong Heavy Equipment.
In scena le alte potenze
Il nuovo nome della società è Weichai Lovol e Lovol è ora il marchio globale dei trattori di produzione cinese. Il trattore più potente sullo stand era il P7240 da 240 CV.
L'esterno assomiglia in modo sospetto al P7240 della precedente serie Arbos P7000 e anche la verniciatura è identica.
Tuttavia, l'azienda sottolinea che le somiglianze finiscono qui, poiché un team cinese sta aggiornando tutti i precedenti modelli Arbos.
Il grande cambiamento sul trattore comprende la sostituzione del precedente motore Deutz a sei cilindri da 6,8 litri con un motore Weichai da 7,4 litri.
Il motore Stage III non soddisfa le normative europee sulle emissioni è la stessaì Lovol per a informare che è in fase di sviluppo una versione Stage V. Un altro grande cambiamento è la sostituzione del powershift a tre gamme e cinque fasi con un cambio CVT Weichai.
Maxi-trattori dal P7260
Il P7240 sarà presto affiancato dal P2200 (220 CV). Prima o poi arriveranno modelli più grandi e non ci stupiremmo se il precedente Arbos P7260 (260 CV) venisse presto resuscitato.
E potrebbe essere solo una questione di tempo prima che il 3404 da 340 CV, il primo modello della serie P8000 (anch'esso con cambio CVT) presentato recentemente in Cina, arrivi in Europa. Alimentato da un blocco Weichai Stage V da 9,5 litri, il flusso d'olio del trattore da 13,7 t è di 190 l/min e la velocità massima è di 40 km/ora.
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