Le proteste di agricoltori e trattori crescono in tutta Europa.

Il mondo agricolo è tornato improvvisamente a protestare in molti Paesi d’Europa, non ultima la Francia dove ieri è addirittura morta una manifestante, nella regione dell’Ariège.

La questione è tanto politica quanto economica a pochi mesi dal voto europeo di giugno. L’establishment comunitario si sta mobilitando pur di evitare che le proteste vengano fatte proprie dai partiti più radicali.

A Bruxelles si sta tenendo un forum strategico sul futuro dell’agricoltura.

L’iniziativa era stata preannunciata in settembre dalla stessa presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

Proteste di agricoltori e trattori crescono in tutta Europa

Alla presidenza del nuovo meeting c'è il tedesco Peter Strohschneide che in passato ha guidato una iniziativa simile in Germania (la Zukunftskommission Landwirtschaft). Il tentativo è di trovare insieme le risposte ai grandi nodi del momento: la concorrenza mondiale, il cambiamento climatico, la transizione ambientale.

A partecipare alla conferenza inaugurale ci sono alcune delle principali associazioni di categoria.

Proteste a macchia d'olio

Intanto in Europa si moltiplicano le proteste degli agricoltori. In Olanda, in Germania, in Francia i timori del mondo agricolo sono legati alle esigenze imposte dal Patto Verde, alla riduzione dei sussidi energetici, all’eccesso di burocrazia.

Proteste di agricoltori e trattori crescono in tutta Europa

In altri Paesi, come in Polonia, in Ungheria o in Romania, a fare paura sono le importazioni a basso costo provenienti dall’Ucraina.

Eppure, la PAC rappresenta già oggi un terzo del bilancio comunitario 2021- 2027. Secondo un rapporto pubblicato in giugno, tra il 2019 e il 2021 i sussidi pubblici nei 54 Paesi monitorati dall’Ocse (presenti tutti i Paesi Ue) sono ammontati a 817 miliardi di dollari all’anno, il 13% in più rispetto al 2018-2020.

Proteste di agricoltori e trattori crescono in tutta Europa

Gli esperti, però, sono convinti che il denaro è distribuito troppo a pioggia, beneficiando soprattutto le imprese più grandi. La PAC, in poche parole, andrebbe riformata nuovamente.

Molti ministri dell’agricoltura, presenti alla ministeriale, hanno fatto propria questa opinione, lo sguardo rivolto al bilancio 2028-2034 e al prossimo allargamento all’Ucraina.

La partita non è solo economica

In molti governi, a pochi mesi dal prossimo voto europeo, c’è il timore che la protesta agricola possa rafforzare i partiti più radicali, come sottolinea Il Sole 24 Ore, - Alternative für Deutschland in Germania, il Rassemblement National in Francia - così come è avvenuto in Olanda, dove il malumore della categoria ha portato alla nascita di un movimento, il BoerBurger- Beweging, e alla vittoria nelle ultime elezioni legislative di novembre del partito nazionalista Pvv guidato da Geert Wilders.

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