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Obbligo revisione triennale: la proposta che scuote l'agricoltura

Federacma spinge sul CTO: obbligo fermo dal 2012, libretto ogni 24 mesi, UTV e quad nel dossier del Codice della Strada

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Foto di: OmniTrattore.it
Cristian Furini Cristian Furini

Federacma, la federazione dei commercianti di macchine agricole e da giardinaggio, ha presentato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti un pacchetto di proposte per la revisione dei mezzi agricoli da inserire nel nuovo Codice della Strada. Il presidente Andrea Borio lo definisce così: "Questa riforma rappresenta un'occasione per intervenire su problemi che il settore segnala da tempo".

Il nodo centrale riguarda il controllo tecnico dei mezzi, ma le proposte toccano anche la burocrazia delle imprese agromeccaniche e la posizione di UTV e quad. Restano, alla data del 25 settembre 2026, indicazioni sul tavolo: il testo-base del nuovo Codice è stato sottoposto a oltre cento associazioni di categoria, chiamate a presentare osservazioni entro il 13 settembre 2026.

Le proposte di Federacma per la revisione dei mezzi agricoli

Alla base della proposta c'è un quadro che Federacma considera non più trascurabile. L'INAIL, l'Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro, segnala da anni l'elevata obsolescenza del parco macchine agricolo italiano e il peso dei ribaltamenti di trattori tra gli infortuni mortali. Le stesse analisi indicano strutture anti-ribaltamento e cinture di sicurezza come fattori decisivi nella prevenzione degli esiti più gravi.

Su questo punto Borio è netto: "I dati confermano che non possiamo intervenire soltanto sul comportamento dell'operatore". Il tema è noto da tempo, ma viene ripreso oggi in modo più sistematico nelle proposte di settore. Chi lavora con trattori anziani si trova spesso con mezzi privi delle protezioni richieste dalle norme più recenti. Il pacchetto Federacma punta proprio a colmare questo divario operativo.

Revisione dei mezzi agricoli, la proposta Federacma
Il controllo tecnico operativo proposto da Federacma dovrebbe verificare freni, emissioni, rumorosità e dispositivi di sicurezza delle macchine agricole OmniTrattore.it
Foto di: OmniTrattore.it

Per tradurre il principio in pratica, Federacma propone di dare finalmente attuazione, entro tre anni, all'obbligo di revisione periodica delle macchine agricole già previsto dall'articolo 111 del Codice della Strada. Tale obbligo esiste dal 2012 ma non è mai diventato operativo per mancanza del decreto attuativo. Chi gestisce un parco macchine datato dovrebbe quindi pianificare gli interventi in base a una scadenza certa e non solo su base volontaria.

Tra le richieste rientra anche la semplificazione degli iter per i trasporti eccezionali: un'unica autorizzazione valida per l'intero itinerario invece delle autorizzazioni frammentate oggi richieste tratto per tratto. Per i contoterzisti che spostano macchine di grandi dimensioni tra province diverse, la differenza si misura in giorni di attesa evitati. Cambiano anche le ore sottratte al lavoro in campo e dedicate alla gestione delle pratiche.

Controllo tecnico operativo e libretto di manutenzione

Il cuore tecnico della proposta è il controllo tecnico operativo (CTO), un accertamento pensato specificamente per macchine agricole e forestali. Verificherebbe freni, emissioni, rumorosità e dispositivi di protezione come cinture e strutture anti-ribaltamento, elementi che l'INAIL collega da tempo alla riduzione degli infortuni gravi. Si tratta di una proposta distinta dagli accertamenti su strada previsti nel testo-base del nuovo Codice, che riguardano i controlli di polizia in caso di sospetta manomissione del veicolo.

Accanto al controllo tecnico, Federacma suggerisce un libretto di manutenzione da aggiornare ogni 24 mesi, un documento che attesterebbe nel tempo lo stato di sicurezza del mezzo. L'idea richiama il percorso già discusso per il rinnovo del parco trattori, illustrato nell'approfondimento su revisione trattori veloci e rinnovo del parco. Introduce però una periodicità fissa e uniforme per tutte le macchine agricole, non solo per quelle omologate per la velocità.

Sul fronte UTV e quad, Federacma propone di equipararli ai mezzi agricoli per uso e circolazione, lasciando invariata l'omologazione dei veicoli. È una distinzione tecnica non secondaria: cambierebbe le regole di impiego su strada e nei terreni aziendali, senza toccare la categoria di omologazione con cui questi veicoli sono già immatricolati. Anche questo punto resta, alla fine di settembre 2026, una proposta in discussione e non una modifica già recepita nel testo del nuovo Codice della Strada.

L'equiparazione non compare ancora tra le norme già inserite nel testo-base ministeriale. Per chi utilizza UTV e quad in azienda il quadro rimane quindi invariato, almeno fino all'eventuale recepimento di queste proposte. Diventa utile seguire i prossimi passaggi del decreto legislativo annunciato per l'autunno.