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Consociare cece e grano saraceno: +306 €/ha nella prova 2024

Mix 50, Università di Udine, Friuli Venezia Giulia: cece e grano saraceno battono la media cerealicola di 306 €/ha

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Foto di: OmniTrattore.it
Cristian Furini Cristian Furini

La consociazione di cece e grano saraceno testata nel 2024 all'azienda agraria sperimentale "A. Servadei" dell'Università di Udine ha prodotto un reddito netto di 1.389 euro per ettaro, contro una media cerealicola regionale in Friuli Venezia Giulia di 1.083 euro. Il dato arriva mentre una tesi premiata all'Agroinnovation Award rilancia l'attenzione su queste tecniche.

Le leguminose da granella occupano ancora appena il 2% delle terre arabili europee, ma i risultati sperimentali indicano un margine di redditività superiore alla coltura pura senza rinunciare al controllo delle infestanti. Per chi gestisce rotazioni cerealicole in pianura o pedemontana, il dato cambia il calcolo economico di una consociazione finora considerata soprattutto agronomica.

Consociazione delle leguminose da granella, vantaggi e limiti
La consociazione tra cece e grano saraceno è stata sperimentata in Friuli Venezia Giulia per valutare produttività, controllo delle infestanti e redditività del sistema colturale. OmniTrattore.it
Foto di: OmniTrattore.it

Leguminose da granella in consociazione: cosa mostrano le prove su cece e grano saraceno

Le due prove parallele condotte nel 2024 hanno testato la consociazione di cece e lenticchia con grano saraceno, in due disposizioni spaziali: file alternate e mix sulla fila. Sono state confrontate due dosi di grano saraceno, al 50% e al 25% rispetto alla semina in purezza, per isolare l'effetto della densità sul contenimento delle infestanti.

Il trattamento Mix 50, con grano saraceno al 50% della dose piena, ha ottenuto il contenimento più efficace delle infestanti senza penalizzare la resa del cece. Le misure di raccolta non mostrano differenze statisticamente significative nella produzione di granella rispetto al cece coltivato in purezza, un elemento che rassicura chi temeva un compromesso produttivo.

Secondo Federico Martinuzzi, autore della tesi premiata, "le consociazioni studiate possono adattarsi alle condizioni pedoclimatiche del Nord Est". L'affermazione si inserisce in un contesto in cui anche il mal del piede nelle rotazioni cerealicole spinge verso schemi colturali più diversificati.

Controllo delle infestanti e fertilità del suolo nei sistemi consociati

La biomassa secca aerea delle infestanti alla raccolta è risultata significativamente ridotta in tutti i trattamenti consociati rispetto al cece in purezza. L'effetto si spiega con la maggiore copertura del suolo generata dalla doppia specie, che riduce lo spazio e la luce disponibili per le malerbe nelle prime fasi critiche.

Il vantaggio economico osservato, 1.389 euro per ettaro contro 1.083 di media regionale, deriva dal calcolo della produzione lorda vendibile comprensiva dei contributi meno i costi di produzione. È un dato che va letto insieme a quanto emerso sul frumento 2026, dove la qualità del duro è calata anche a fronte di rese stabili: la resa da sola non garantisce reddito.

L'interesse istituzionale per questi schemi non è isolato: il progetto europeo Crop Matching, finanziato da Horizon e portato avanti dalla Regione Sicilia, valuta abbinamenti simili tra leguminose come cece e fava con altre specie, a conferma che l'intercropping sta guadagnando peso nelle strategie di resilienza dei sistemi mediterranei ed europei.

Ricadute sui cantieri di semina e sulle rotazioni aziendali

Le prove indicano che la consociazione richiede soprattutto un adattamento nella gestione della semina, non necessariamente nuove attrezzature: la scelta della disposizione spaziale, file alternate o mix sulla fila, incide sul risultato più della dotazione di trattori disponibile in azienda. Chi già gestisce colture da rinnovo su letto di semina in strip till può valutare un adattamento del cantiere senza investimenti aggiuntivi.

La sarchiatura post-emergenza resta un passaggio chiave nel controllo delle infestanti residue, e la sua efficacia va valutata insieme alla densità di semina scelta. Le aziende che già diversificano i piani colturali, ad esempio alternando frumento, sorgo e mais nei piani foraggeri, dispongono di un contesto organizzativo favorevole a inserire una consociazione a leguminose senza stravolgere il calendario dei lavori.

Lo scenario si inserisce in un quadro produttivo reso più incerto dal clima: secondo le stime del Centro comune di ricerca della Commissione europea, le colture estive nel 2026 hanno registrato rese fino al 14% sotto la media degli ultimi cinque anni in Europa occidentale e centrale. In questo contesto, la stabilità di resa documentata per il cece consociato assume un peso economico aggiuntivo rispetto alla sola coltura pura.