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Incendio distrugge pascoli: la solidarietà salva 300 pecore

Altamura, 300 pecore Altamurane senza pascoli; Coldiretti Puglia mobilita fieno e mangimi, stop al pascolo per 10 anni

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Foto di: OmniTrattore.it

Quando il fuoco entra in azienda zootecnica, il primo problema non è solo il capannone bruciato ma la continuità alimentare del gregge. Ad Altamura un incendio ha devastato campi e pascoli di un giovane allevatore con circa 300 pecore Altamurane, cancellando in poche ore la base foraggera costruita in mesi di lavoro sul territorio dell’Alta Murgia.

Senza erba e con scorte aziendali danneggiate, la sopravvivenza del gregge dipende da mangimi e fieni reperiti all’esterno. Da qui la risposta immediata di aziende agricole e zootecniche della zona, coordinate da Coldiretti Puglia, che hanno avviato una gara di solidarietà con donazioni di foraggio. Questo flusso di balle e mangimi, organizzato in poche giornate, sta permettendo all’azienda colpita di mantenere la mandria in produzione e di programmare la ripartenza nonostante il divieto di pascolo sulle superfici boscate percorse dal fuoco.

Foraggio e solidarietà dopo l’incendio in azienda
Quando i pascoli non sono più utilizzabili, le scorte di fieno diventano una risorsa strategica per garantire continuità alimentare al gregge. OmniTrattore.it
Foto di: OmniTrattore.it

Incendio all’azienda di Altamura

L’incendio che ha colpito l’azienda di Altamura si è sviluppato a luglio all’interno di un contesto già stressato da caldo e siccità, bruciando non solo le superfici aziendali ma anche boschi e macchia mediterranea dell’Alta Murgia. Secondo i dati diffusi, tra giugno e luglio in Puglia sono andati distrutti quasi 5mila ettari tra boschi, campi e pascoli, con un forte impatto sulle aziende zootecniche.

Nel caso specifico, i danni hanno riguardato i pascoli destinati alle circa 300 pecore Altamurane in lattazione, le aree naturali circostanti e parte delle riserve di fieno in azienda. Il quadro regionale è aggravato dal fatto che circa il 60% degli incendi in Puglia viene indicato come di origine dolosa, con 950 ettari bruciati a giugno e quasi 4mila a luglio, elementi che allungano i tempi di recupero produttivo delle imprese agricole.

La criticità dei roghi agricoli non riguarda solo l’Alta Murgia: episodi recenti in altre regioni hanno visto stalle distrutte con perdita di bovini e incendi di fienili con centinaia di rotoballe, mentre in diversi casi l’intervento rapido delle squadre di soccorso ha permesso di salvare gli animali. Situazioni di questo tipo mettono al centro l’organizzazione dei mezzi antincendio aziendali e l’accessibilità ai ricoveri, come già evidenziato per i trattori con cisterne nell’abbattimento degli incendi rurali.

Foraggio donato e primo aiuto

La risposta immediata all’emergenza di Altamura è arrivata dal foraggio donato. Coldiretti Puglia ha promosso una raccolta tra aziende agricole e allevatori che hanno messo a disposizione balle di fieno e paglia, oltre a mangimi, caricandole su camion e rimorchi diretti verso l’azienda colpita. Questo flusso consente di coprire il fabbisogno giornaliero di gregge e rimonta in una fase in cui i pascoli sono inutilizzabili.

Operativamente, il foraggio donato viene scaricato in piazzali sicuri, lontani da materiali combustibili e linee elettriche, e inserito nei piani di razione per non creare sbilanci nutrizionali. In scenari di caldo estremo e terreni aridi, l’esperienza di altri contesti colpiti da siccità dimostra che la disponibilità di scorte esterne riduce il rischio di dover diminuire il numero di capi o anticipare uscite dal ciclo produttivo. In parallelo, molte aziende stanno rivedendo i propri piani di prevenzione con interventi strutturali e macchine dedicate, come nel caso delle strategie per prevenire incendi in campo con la mietitrebbia.

Il ruolo del foraggio come primo soccorso è confermato anche da esperienze internazionali, dove dopo grandi incendi le istituzioni hanno organizzato in pochi giorni la consegna coordinata di centinaia di migliaia di chilogrammi di fieno e mangimi alle aziende colpite. In diversi territori è nata persino una vera e propria borsa dei foraggi, che mette in contatto chi ha eccedenze con chi ha perso i raccolti, accorciando i tempi tra offerta e bisogno e facilitando la logistica dei carichi.

Pascoli distrutti e ripartenza del gregge

I pascoli boschivi e le superfici boscate percorse dal fuoco sono soggetti per legge a divieto di pascolo per dieci anni, per evitare erosione, degrado e rischio di nuovi incendi. Per l’azienda di Altamura questo significa dover ripensare a medio periodo la gestione del gregge, individuando superfici alternative, affitti di pascoli o sistemi più stabulati, con incremento dei costi per l’acquisto di foraggi esterni e trasporto.

Dal punto di vista operativo, la ripartenza passa per tre fronti: messa in sicurezza delle strutture rimaste, ricostruzione delle scorte foraggiere e ridefinizione della logistica aziendale. In questa fase entra in gioco anche la gestione del rischio, dal supporto assicurativo alle perizie sui danni da calamità in agricoltura e perizie di prevalenza, fino agli eventuali fondi pubblici dedicati alle imprese danneggiate.

Gli eventi degli ultimi mesi mostrano inoltre come la prevenzione richieda una pianificazione specifica in azienda: fasce parafuoco, vie di accesso libere, manutenzione delle attrezzature calde e presenza di mezzi pronti con acqua o attrezzature compatte per creare linee di contenimento. Temi già emersi nelle analisi su incendi e gestione dei terreni agricoli e sull’impiego di macchine compatte per la prevenzione degli incendi, che l’esperienza di Altamura riporta oggi al centro dell’attenzione zootecnica.