Fendt Dieselross Meeting 2026, raduno da 12.000 presenze
Marktoberdorf, Fendt Forum, FCCI: oltre 12.000 visitatori, quasi 500 Dieselross, 65 esemplari in mostra verso il 2030
Per chi lavora tutti i giorni con le macchine, i raduni di trattori storici non sono solo nostalgia. Sono momenti in cui si vedono soluzioni tecniche nate in campo e si capisce perché certi layout di telaio, cambi, frizioni e motori hanno lasciato il segno fino alle serie attuali. Il Fendt Dieselross Meeting 2026 al Fendt Forum di Marktoberdorf ha messo insieme oltre 12.000 visitatori in un solo giorno e quasi 500 trattori storici, numeri che spiegano da soli quanto il tema pesi ormai anche per l’operatore professionale, dal contoterzista al cerealicoltore.
Il raduno organizzato dal Fendt Classic Club International e.V. (FCCI) è percepito come uno dei principali appuntamenti tedeschi dedicati ai veicoli agricoli d’epoca. Oltre alla mostra speciale con 65 mezzi selezionati, il programma ha puntato su un mix di dimostrazioni dinamiche, ricostruzioni storiche e momenti istituzionali. Un impianto pensato per chi in azienda mantiene ancora qualche Dieselross operativo, per chi gestisce collezioni strutturate o attività agrituristiche dimostrative e per chi vuole capire come le scelte di ieri hanno preparato gli standard attuali delle gamme moderne.
Raduno Dieselross a Marktoberdorf: numeri e perché interessano agli operatori
Secondo FCCI, il Fendt Dieselross Meeting 2026 ha richiamato circa 12.000 persone nell’area del Fendt Forum nell’arco di una sola giornata, con temperature intorno ai 26 °C e cielo sereno che hanno favorito gli arrivi fin dal mattino presto. In esposizione e in movimento c’erano poco meno di 500 trattori Dieselross storici, giunti da Germania, Austria, Italia, Paesi Bassi e Lussemburgo. Un visitatore è arrivato da Vancouver, in Canada, ma ha potuto utilizzare un Fendt Dieselross FW 237 del 1959 già custodito presso la casa dei genitori nell’Allgäu, guidandolo fino al raduno. L’afflusso di pubblico, descritto dagli organizzatori come superiore alle attese, ha trasformato l’evento in una grande festa dove la macchina agricola storica è stata al centro di sguardi tecnici e curiosità del pubblico generalista, in linea con il crescente interesse verso i trattori d’epoca registrato anche in altre iniziative di settore.
La manifestazione si inserisce nel filone di eventi che mettono al centro il patrimonio meccanico agricolo, un filone che interessa sempre di più anche gli operatori professionali, sia per motivi storici sia per la possibilità di confrontare soluzioni tecniche di ieri e di oggi. In Germania come in Italia, le rassegne dedicate ai classici del campo affiancano ormai stabilmente le grandi fiere di novità, dalle kermesse internazionali ai raduni locali. Chi segue da vicino il tema della storia meccanica in agricoltura trova nel Dieselross Meeting un caso esemplare di come club e costruttori possano valorizzare parchi macchine che, in molte aziende, sono ancora funzionanti o utilizzati in modo occasionale, come avviene anche in collezioni strutturate raccontate da iniziative come le “agrimemorie” dedicate ai trattori storici di fondazione. Per chi gestisce queste macchine, raduni di questo tipo diventano anche un banco di prova per affidabilità residua, consumi reali e pratiche di manutenzione.
Programma in campo: storia tecnica, spettacolo e istituzioni
Dopo il saluto ufficiale del presidente del Fendt Classic Club International, Sepp Nuscheler, la giornata è stata scandita da un programma sul palco condotto dalla presentatrice Monika Schubert. Tra le autorità presenti figuravano il sindaco di Marktoberdorf, Michael Eichinger, il dottor Heribert Reiter, ex responsabile Ricerca e Sviluppo Fendt, il dottor Josef Mayer, vicepresidente e amministratore delegato di Fendt Ricerca e Sviluppo, e Ingrid Bußjäger-Martin, vicepresidente e amministratore delegato Fendt Finanza e IT. Il vicepresidente e presidente del consiglio di amministrazione di Fendt, Christoph Gröblinghoff, ha accolto personalmente ospiti e partecipanti, formulando agli intervenuti l’augurio di una “giornata indimenticabile”. Secondo quanto riferito dall’organizzazione, il taglio del programma è stato pensato per parlare sia agli addetti ai lavori sia alle famiglie, con uno sforzo evidente per mantenere il focus sulla storia tecnica dei mezzi pur in un contesto di intrattenimento.
Uno dei momenti più fotografati è stato l’ingresso in scena di Ingrid Bußjäger-Martin a cavallo di “Petra”, richiamo esplicito all’epoca in cui il lavoro agricolo era affidato principalmente alla trazione animale. La dirigente ha attraversato l’area evento tra decine di trattori storici, creando l’immagine, sottolineata dagli organizzatori, di un incontro simbolico tra passato pre-meccanizzazione e “cavalli diesel” che hanno segnato la svolta nei campi. Il resto della giornata è stato animato da musica per ottoni tradizionale e moderna eseguita dal gruppo Blechbätscher, da un corno alpino che risuonava nel parco e da un quiz a tema che ha coinvolto il pubblico. Attori in costume hanno ricreato situazioni e ambientazioni degli anni ’40 e ’50, mentre racconti e aneddoti sullo sviluppo dei trattori Fendt venivano alternati a ingressi in scena dei vari modelli Dieselross citati, che si fermavano fisicamente davanti al palco, trasformando la cronologia tecnica in uno spettacolo dal vivo. Per gli operatori interessati alla storia industriale, la presenza di ex responsabili Ricerca e Sviluppo e dirigenti attuali ha offerto anche un contesto per leggere l’evoluzione del marchio nel rapporto tra progettazione, finanza e mercato.
Mostra speciale Dieselross: 65 esemplari per leggere l’evoluzione
All’ingresso dell’area, i visitatori trovavano la mostra speciale Fendt Dieselross, indicata dal club come una delle principali attrazioni della giornata. In esposizione c’erano 65 trattori Fendt storici disposti in ordine cronologico, con l’obiettivo di raccontare l’evoluzione del Dieselross dagli esordi fino ai modelli più recenti. L’allestimento è stato curato da un gruppo di membri FCCI tra cui Josy Reiff, Peter Meier e Rudi Strobel, che – sempre secondo quanto riportato dal club – hanno dedicato molte ore del proprio tempo libero per costruire un percorso espositivo coerente dal punto di vista storico e tecnico. Il primo mezzo in mostra era un Fendt Dieselross F9 del 1935, proveniente dalla collezione privata di Peter Meier: ne furono costruiti solo un centinaio circa, e rappresenta la prima serie di trattori a marchio Fendt, elemento che conferisce all’esemplare un rilievo particolare per i collezionisti.
La sequenza proseguiva con diversi capitoli dell’evoluzione tecnica del marchio: trattori alimentati a gas di legna, modelli a quattro ruote motrici, versioni dotate di caricatore frontale, varianti a scartamento ridotto pensate per colture specializzate e numerose edizioni speciali. La mostra, stando ai numeri comunicati dagli organizzatori, ha raccolto a fine giornata più visitatori di quasi ogni altra sezione dell’evento, confermando l’interesse specifico verso l’analisi comparata dei diversi layout tecnici e delle soluzioni progettuali adottate nel corso dei decenni. Per gli operatori professionali, occasioni di questo tipo consentono un confronto diretto tra i primi standard di ergonomia, geometrie telaistiche e scelte motoristiche e ciò che oggi viene proposto nelle gamme moderne, come dimostrano, su un fronte completamente diverso, le serie attuali oggetto di focus quali il Fendt 900 Vario in edizione limitata. Visitare una mostra ordinata cronologicamente permette di cogliere in modo immediato continuità e rotture: passaggio da trazione mista a diesel puro, integrazione progressiva di caricatore frontale e specializzazioni su vigneto e frutteto.
Premi ai partecipanti: come si muove oggi un parco Dieselross
Nel corso della cerimonia di premiazione, FCCI ha riconosciuto alcuni partecipanti per impegno e particolarità dei mezzi portati a Marktoberdorf. Il riconoscimento per il “viaggio più lungo” è andato a Hauke Jensen, proveniente da Goldebek, vicino a Flensburg, che ha partecipato con tutta la famiglia portando in Allgäu il suo Fendt Dieselross F12 HL del 1955 da 12 CV. Jensen e i figli hanno ricevuto sul palco certificato e nastro, in un momento descritto come particolarmente coinvolgente per il pubblico. Il premio per il “viaggio più lungo con mezzi propri” è stato attribuito a Erwin Beck di Brennhof, a Heroldingen, vicino a Nördlingen, che ha coperto 140 chilometri alla guida del proprio Dieselross fino a Marktoberdorf, partendo il venerdì e arrivando in gruppo al sito dell’evento il giorno seguente. Per i club e i collezionisti, questi riconoscimenti sono un modo per valorizzare non solo la macchina ma anche l’impegno logistico e la cura dedicata al mantenimento in efficienza dei mezzi storici.
Il titolo di “più giovane vincitore del premio Dieselross” è andato a Ulrich Hasler di Immenstadt, presente con un Fendt Dieselross FLS 237 del 1962. Un “premio speciale del club” è stato infine assegnato a Josy Reiff di Troisvierges, in Lussemburgo, collezionista di Fendt noto oltre i confini nazionali e membro fondatore del Fendt Classic Club International. Reiff ha portato a Marktoberdorf ben 24 trattori Fendt Dieselross storici, trasportati su quattro camion, alcuni dei quali inseriti nella mostra speciale all’ingresso. La capacità di muovere un simile parco macchine sottolinea la dimensione quasi museale di alcune collezioni private, a conferma di come il mondo dei trattori storici si stia strutturando sempre più in termini di archiviazione, restauro e valorizzazione, tema che compare anche in altri contesti celebrativi, come le ricorrenze raccontate in approfondimenti sul rapporto fra grandi marchi e anniversari storici, ad esempio nel focus su Case IH, Fendt e Casa Bianca. Per chi in azienda possiede ancora uno o più Dieselross, questi premi mostrano in concreto quali siano oggi le soglie tipiche di percorrenza, la logistica di trasporto (su strada o su camion) e il livello di cura necessario per affrontare spostamenti di centinaia di chilometri.
Il grande convoglio Dieselross: una sfilata operativa in città
Il pomeriggio è stato dedicato alla parte dinamica del raduno. Poco prima delle 14:00, conducenti e passeggeri di quasi 500 trattori diesel storici si sono preparati per il giro attraverso Marktoberdorf. All’avviamento dei vecchi motori, l’aria si è riempita di fumo e dell’odore tipico di gasolio e olio; i conducenti dei mezzi a gas di legna hanno provveduto al riscaldamento dei rispettivi sistemi, mentre i passeggeri prendevano posto a bordo. Alle 14:00 in punto il primo trattore della lunga colonna ha lasciato l’area del Fendt Forum. Secondo la ricostruzione fornita dagli organizzatori, il convoglio si estendeva per oltre un chilometro, muovendosi lentamente per le strade della cittadina sotto lo sguardo di migliaia di persone schierate lungo il percorso che salutavano e applaudivano al passaggio dei mezzi, trasformando il giro in una sorta di “sfilata operativa” dei principali modelli Dieselross ancora funzionanti.
Una sezione del tragitto ha avuto un significato particolare per molti dei presenti. In Jahnstraße, di fronte alla storica Villa Fendt, dimora della famiglia fondatrice, Peter Fendt, discendente diretto del marchio, e la moglie si sono posizionati al cancello per salutare uno a uno tutti i conducenti in transito. Per molti partecipanti al volante, questo passaggio davanti alla casa della famiglia, con il saluto personale, viene indicato come uno dei ricordi destinati a rimanere più impressi nel tempo. Nel complesso, il Fendt Dieselross Meeting 2026 viene considerato dal club come una dimostrazione del fatto che i macchinari agricoli storici sono ancora in grado di richiamare un pubblico numeroso e variegato, con un format che tiene insieme componente tecnica, memoria aziendale e dimensione di intrattenimento, analogamente a quanto si è visto in altri contesti ad alta affluenza legati al mondo delle macchine agricole, come i record di presenze registrati ad Agritechnica 2025. Per chi organizza eventi in ambito agricolo, la gestione di una colonna di oltre un chilometro in ambito urbano è anche un esempio concreto di coordinamento tra club, costruttore e amministrazione locale.
Prossima tappa verso il centenario Dieselross 2030: cosa monitorare
Il Fendt Classic Club International indica già un orizzonte temporale preciso: entro il 2030, in occasione del centenario del Fendt Dieselross, il club prevede un nuovo evento celebrativo a Marktoberdorf. La formulazione lasciata trapelare dagli organizzatori è quella di una “data da segnare in agenda” per gli appassionati di trattori d’epoca di tutta Europa, a conferma della volontà di posizionare l’appuntamento come punto di riferimento internazionale per chi lavora, restaura o semplicemente segue da vicino l’evoluzione delle macchine agricole storiche.
Per gli operatori del settore, in particolare per chi gestisce aziende con un parco macchine misto tra storico e moderno o per chi integra attività agrituristiche e dimostrative, si tratta di un’evoluzione da monitorare, anche in vista delle possibili opportunità di visibilità e networking tecnico offerte da queste celebrazioni. Pianificare per tempo la partecipazione al centenario significa valutare in anticipo lo stato dei propri mezzi storici, programmare gli interventi di manutenzione straordinaria necessari per affrontare lunghe trasferte e ragionare su come utilizzare appuntamenti di questo tipo per raccontare al pubblico – e a potenziali clienti – continuità e trasformazioni delle proprie scelte meccaniche aziendali.
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