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Il camion di 'Riso Amaro' torna a Vercelli: icona in mostra

1936 e 1947, Fiat 666 N7 e Isotta Fraschini D80: a Vercelli Risò 2026 lega Riso Amaro, risaie, trattori e VR

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Foto di: OmniTrattore.it

Un camion Isotta Fraschini D80 del 1936 e un Fiat 666 N7 del 1947 allestito come il mezzo protagonista di Riso Amaro saranno esposti a Vercelli dall'11 al 13 settembre 2026, nell'area storica curata dalla Fondazione Marazzato dentro il festival Risò. Accanto ai camion, trattori d'epoca provenienti dal Museo Bucolicò di Santa Maria del Tempio ricostruiscono un percorso sulla meccanizzazione agricola.

La seconda edizione del festival internazionale del riso occupa un Village di circa 18.000 metri quadrati in piazza Antico Ospedale, con l'inaugurazione attesa dell'11 settembre. Per chi lavora tra campi e trasporti, l'area Marazzato aggiunge alla filiera produttiva un tassello raro: mezzi storici restaurati, visori VR e attività pensate per famiglie e bambini.

Risò 2026 a Vercelli con camion e trattori storici
: Il Fiat 666 N7 del 1947 richiama il camion protagonista dell'immaginario di Riso Amaro e la storia del lavoro delle mondine nelle campagne vercellesi. OmniTrattore.it
Foto di: OmniTrattore.it

Risò 2026, i mezzi storici della Fondazione Marazzato

L'esposizione ruota attorno a pezzi che raccontano un secolo di trasporto su gomma e di lavoro nei campi. Il Isotta Fraschini D80 del 1936 è uno dei camion più rari della collezione Marazzato, mentre il Fiat 666 N7 del 1947 richiama direttamente l'immaginario del film che ha reso celebre la mondina vercellese nel cinema italiano.

Ai camion si affiancano trattori storici prestati dal Museo Bucolicò di Santa Maria del Tempio, scelti per documentare l'evoluzione delle macchine impiegate nella risicoltura. Chi si occupa oggi di manutenzione o di ricambistica per mezzi agricoli può ritrovare in questi esemplari le radici tecniche di soluzioni ancora in uso, un tema già esplorato in occasione di altre iniziative della Fondazione Marazzato dedicate ai trattori storici.

Il collegamento tra memoria meccanica e attualità produttiva non è casuale: il festival dedica tre grandi mostre ai 160 anni del Canale Cavour, ai 120 anni delle otto ore delle mondine e agli 80 anni della varietà Arborio. In questo contesto, l'area Marazzato diventa il punto in cui la storia dei mezzi si intreccia con quella del lavoro nei campi.

VR, trattorini a pedali e il ponte tra generazioni

La parte più innovativa dell'area riguarda l'uso di visori per la realtà virtuale, con cui i visitatori possono vivere un'esperienza di guida immersiva a bordo dei mezzi storici esposti. È un modo per avvicinare alla meccanica agricola un pubblico che normalmente non frequenta raduni di settore, senza semplificare eccessivamente i contenuti tecnici.

Per le famiglie è previsto un percorso tra balle di fieno da affrontare su trattorini a pedali, pensato come strumento divulgativo per bambini. L'iniziativa si inserisce nell'area Kids del festival, che punta a raccontare la risicoltura vercellese con un linguaggio accessibile, senza perdere il riferimento alla filiera produttiva reale.

La presenza della Fondazione Marazzato si estende anche oltre l'esposizione statica, con un torneo benefico di padel organizzato insieme al CONI di Vercelli a sostegno del progetto Piattaforma Polmone della Fondazione Umberto Veronesi. Per chi segue eventi simili nel panorama dei raduni di mezzi storici, il confronto con altre iniziative come i cento trattori storici esposti nell'edizione Agrimemorie 2026 o il raduno di trattori nel Monregalese legato alla comunità locale mostra un filo comune: la macchina agricola come veicolo di memoria condivisa, non solo come pezzo da collezione.