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Giovani alla guida di trattori d'epoca: sorpresa a Scabiazza

Scabiazza, Coli, Val Trebbia: decine di trattori storici, giovani in campo e terza edizione della Sagra dell'Aratura.

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Foto di: OmniTrattore.it

Domenica 30 agosto Scabiazza di Coli, in Val Trebbia, ha ospitato la terza edizione della Sagra dell'Aratura, con decine di trattori storici scesi in campo per la rievocazione delle lavorazioni tradizionali del terreno. La giornata è iniziata con una benedizione e una messa celebrata da don Francesco Gandolfi, prima che macchine ed equipaggi si spostassero sui campi per le prove di aratura.

A muovere la manifestazione, tra organizzazione e partecipazione diretta, ci sono famiglie di agricoltori del territorio: sul fronte organizzativo Fausto Bertolazzi, che ha fondato la sagra insieme al fratello Fiorenzo, assessore all'agricoltura del comune di Coli. Sul campo, tra i trattoristi, si sono mescolate presenze storiche e nuovi arrivi, segno di un ricambio che la manifestazione sembra riuscire ad attivare concretamente.

Sagra dell’aratura di Scabiazza con trattori storici e giovani
trattori storici tornano nei campi di Scabiazza per la terza edizione della Sagra dell'Aratura, rievocando le tecniche tradizionali di lavorazione del terreno. OmniTrattore.it
Foto di: OmniTrattore.it

Sagra dell'Aratura di Scabiazza 2026, com'è andata la terza edizione

Fiorenzo Bertolazzi ha confermato la tenuta dell'evento: «Anche quest'anno abbiamo registrato una ricca affluenza degli agricoltori del nostro territorio». Un dato qualitativo che pesa più di una cifra assoluta, perché misura la capacità della sagra di restare un punto di riferimento stabile per chi lavora la terra in Val Trebbia, non un evento episodico legato a una singola edizione fortunata.

Tra i partecipanti storici, Mirko Agnelli e Simone Bertolazzi hanno preso parte a tutte le edizioni: «È sempre una festa bellissima. Un momento di riunione tra tutti gli agricoltori». Sulla stessa linea Enrico Lattinelli, arrivato da Pradovera: «Continuerò a venire ogni anno, perché è una festa capace di unire non solo gli appassionati di agricoltura e trattori, ma anche tanti volti nuovi».

Non tutti i presenti erano habitué: Nicola Manfredi è arrivato da Pecorara per la sua prima partecipazione, distinguendosi come il concorrente giunto da più lontano. «Nonostante fosse la mia prima edizione, mi sono divertito veramente tanto, tornerò anche in futuro», ha raccontato, restituendo l'immagine di una manifestazione capace di allargare il proprio bacino anno dopo anno.

Trattori storici e rievocazione dell'aratura, cosa si è visto in campo

La rievocazione dell'aratura con trattori storici non è un semplice sfoggio di mezzi d'epoca: ogni passaggio in campo richiede lettura del terreno, regolazione dell'aratro e gestione della trazione, competenze che si trasmettono solo osservando chi guida da decenni. È qui che la sagra funziona da laboratorio pratico più che da esposizione statica, con la stessa logica documentata in altre rievocazioni della Val Trebbia raccontate in trattori storici piacentini tra tecnica e memoria contadina.

Fausto Bertolazzi ha sintetizzato il senso più profondo dell'iniziativa che ha contribuito a fondare: «Vedere così tanti ragazzi giovani volenterosi e felici è commuovente». Una frase che riporta al centro il tema del ricambio generazionale, non come slogan ma come fenomeno osservabile: giovani che si avvicinano ai trattori d'epoca imparando gesti tecnici altrimenti destinati a scomparire con le generazioni più anziane.

Manifestazioni come questa si inseriscono in un calendario estivo denso di appuntamenti simili, dal raduno piemontese-ligure raccontato in raduni di trattori come occasione di comunità rurale alle grandi rassegne di mezzi d'epoca come quella descritta in cento trattori storici in mostra ad Agrimemorie. Il filo comune resta la trasmissione diretta di competenze meccaniche tra chi ara da sempre e chi si affaccia oggi al mestiere.