Goldoni Keestrack: 56 posti a rischio con l'acquisto Asko
Il gruppo turco Asko vuole rilevare la Goldoni di Carpi ma salverebbe solo 41 dei 97 dipendenti. Nubi sul futiro del marchio italiano
Goldoni-Keestrack è a un bivio. Se andrà in porto l'acquisizione da parte del gruppo turco Asko Holding, nello stabilimento di Migliarina di Carpi rimarrebbero solo 41 lavoratori su 97 attualmente impiegati.
Più della metà degli occupati sarebbe quindi in uscita, rendendo questo uno dei passaggi industriali più delicati vissuti dall'azienda in un decennio di crisi.
L'incontro in Regione e il nodo occupazionale
Il punto è emerso con chiarezza nel corso del confronto tenutosi in Regione Emilia-Romagna tra azienda, potenziale acquirente, sindacati e istituzioni locali.
Solo 41 lavoratori su 97 verrebbero confermati in caso di acquisizione da parte del gruppo turco Asko Holding: più della metà degli occupati dello stabilimento di Migliarina di Carpi sarebbe in uscita
Asko Holding — gruppo industriale turco da circa 1.800 dipendenti, attivo nel settore delle macchine agricole — è l'unico soggetto ad aver manifestato un interesse concreto per l'acquisto del marchio Goldoni dalla proprietà belga Keestrack.
Il valore dell'operazione non è stato reso noto, ma tra gli addetti ai lavori si dà per scontato che Keestrack difficilmente riuscirà a recuperare gli oltre 10 milioni di euro investiti per rilevare il marchio.
Il piano industriale: tre trattori al giorno per ripartire
Asko ha illustrato un piano su due anni che punta a rimettere gradualmente in moto la produzione, con l'obiettivo di tornare a tre trattori al giorno. Solo in una seconda fase, al raggiungimento di quella soglia, si valuterebbe un ampliamento della forza lavoro. Ai dipendenti in uscita verrebbe nel frattempo riconosciuto un diritto di prelazione per un eventuale reintegro.
Il piano industriale di Asko punta a ripartire da tre trattori al giorno, con la promessa di richiamare i dipendenti in uscita — tramite diritto di prelazione — solo se la produzione tornerà a crescere
L'assessore regionale al lavoro Giovanni Paglia ha confermato che la situazione resta complessa: l'obiettivo è muoversi con celerità, ma la condizione imprescindibile è disporre di un piano industriale in grado di offrire prospettive credibili.
Da 400 dipendenti a 97: la parabola di un marchio storico
Il peso della vicenda non è solo occupazionale. Goldoni è considerata in Emilia la "Ferrari dei trattori": un marchio identitario, con una storia profonda nel territorio di Carpi. Eppure la traiettoria industriale degli ultimi anni racconta un declino netto. Un tempo l'azienda superava i 100 milioni di euro di fatturato e contava oltre 400 dipendenti; oggi i ricavi sono poco superiori ai 12 milioni e i lavoratori sono scesi a 97.
La crisi del mercato delle macchine agricole ha aggravato una fragilità strutturale che dura da oltre un decennio. Dal 2015 il marchio è passato di mano più volte: prima i capitali cinesi di Lovol con l'avventura Arbos, poi il controllo belga di Keestrack, ora l'ipotesi turca di Asko. Tra i lavoratori resta la consapevolezza che le alternative sono poche, e che questa potrebbe essere l'ultima occasione per salvare almeno una parte dello stabilimento.
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