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Goldoni Keestrack: vertenza in stallo, lavoratori in attesa

Goldoni Keestrack attende da mesi l'acquisizione. Gruppo turco interessato ma trattativa ferma. 95 dipendenti in cassa integrazione

Goldoni Keestrack: vertenza in stallo, lavoratori in attesa
Foto di: OmniTrattore.it

La situazione alla Goldoni Keestrack di Migliarina si fa sempre più critica. Sono trascorsi ormai diversi mesi dall'annuncio dell'interessamento della holding turca Asko, proprietaria del marchio Başak Traktör, per l'acquisizione dello storico marchio di trattori specializzati, ma la trattativa resta avvolta nell'incertezza.

Per i 95 dipendenti rimasti in organico, l'attesa si protrae senza risposte concrete. L'azienda, specializzata nella produzione di trattori per vigneto e frutteto, attraversa una fase delicatissima che mette a rischio persino le celebrazioni per il centenario, che ricorre proprio nel 2025.

Una storia travagliata

La Goldoni Keestrack porta sulle spalle il peso di due concordati per liquidazione, rispettivamente nel 2015 e nel 2020. Lo scorso novembre è stata attivata la cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività, misura che scadrà il prossimo 9 novembre.

Goldoni Keestrack: vertenza in stallo, lavoratori in attesa

Lo stabilimento Goldoni Keestrack di Migliarina attende da mesi l'esito della trattativa con la holding turca Asko, proprietaria di Başak Traktör. Novantacinque lavoratori sono in cassa integrazione straordinaria

Foto di: OmniTrattore.it

Le difficoltà finanziarie sono emerse con forza negli ultimi anni, complice la crisi generale del settore delle macchine agricole. Il mercato, sia nazionale che internazionale, mostra evidenti segnali di saturazione, mettendo sotto pressione i produttori di trattori specializzati.

Silenzio sulla trattativa con il gruppo turco

La holding turca Asko, nota nel settore per essere proprietaria del marchio Başak Traktör, uno dei principali produttori di trattori in Turchia, aveva manifestato interesse per rilevare l'azienda carpigiana. L'operazione avrebbe potuto rappresentare un'importante opportunità di rilancio per il marchio emiliano nel segmento dei trattori specializzati.

Secondo quanto dichiarato da Leo Puca e Manuele Pelatti della Fiom Cgil di Carpi, l'ammortizzatore sociale è strettamente legato all'evoluzione della trattativa di cessione.

Da mesi sollecitamo aggiornamenti senza ottenere risposte, hanno affermato i rappresentanti sindacali.

Nonostante i ripetuti contatti con i consulenti di Confindustria, il legale aziendale e persino il Tribunale coinvolto nella composizione negoziata per la vendita, non sono emersi elementi concreti né sullo stato di avanzamento né sui contenuti di un'eventuale offerta da parte della holding Asko.

Lavoratori allo stremo

Il clima tra i dipendenti è teso. In cassa integrazione a zero ore, percepiscono poco più di 1.000 euro mensili, con l'Inps che eroga i pagamenti in ritardo di 2-3 mesi rispetto alla prima spettanza.

La paura di perdere il lavoro è concreta, sottolineano i sindacalisti.

Parliamo di persone che da dieci anni vivono tra cassa integrazione e concordati, che hanno quasi dimenticato cosa significhi ricevere uno stipendio completo. Questa situazione rischia di disperdere competenze professionali fondamentali per un'eventuale ripartenza dell'azienda.

Goldoni Keestrack: vertenza in stallo, lavoratori in attesa

I trattori specializzati Goldoni per vigneto e frutteto: un marchio storico che rischia di non celebrare il suo centenario a causa dell'incertezza sulla cessione alla holding Asko

Foto di: OmniTrattore.it

Rilancio del brand a rischio

L'incertezza prolungata non giova né ai lavoratori né alle prospettive di rilancio del marchio Goldoni. La perdita progressiva di professionalità specializzate potrebbe compromettere le possibilità di successo di una nuova gestione.

Settembre scorso aveva portato un cauto ottimismo: la trattativa con la holding Asko sembrava in fase conclusiva ai tavoli regionale e nazionale. Ma da allora il silenzio è tornato a dominare, alimentando frustrazione e preoccupazione.

Resta ora da capire se e quando arriverà un'offerta ufficiale, e soprattutto quali garanzie essa conterrà per la salvaguardia occupazionale e il futuro produttivo dello stabilimento.