Goldoni Keestrack: attesa per piano rilancio, sindacati premono
Goldoni Keestrack: attesa di un nuovo partner. Sindacati chiedono certezze sul rilancio industriale e salvaguardia dei posti di lavoro
Goldoni Keestrack: ancora in attesa il piano di rilancio, sindacati premono per chiarezza
Migliarina di Carpi (MO) – Continua il clima di incertezza attorno al futuro della Goldoni Keestrack, ora in cerca di un partner industriale che possa garantire il rilancio produttivo ed economico dello stabilimento di Carpi.
Lunedì scorso si è tenuto il secondo incontro ufficiale tra proprietà, Fiom Cgil e Rsu aziendale, ma l’atteso nome del possibile nuovo investitore non è ancora stato rivelato.
Ci avevano promesso novità, ma siamo ancora fermi alle promesse – ha commentato Manuele Pelatti, referente della Fiom Cgil di Carpi –. Ci è stato detto di aspettare ancora una o due settimane per visionare una bozza del business plan, ma per ora nessun elemento concreto è stato condiviso con i lavoratori.
I nodi irrisolti
La situazione resta delicata: da oltre un anno, i 107 dipendenti sono coinvolti in una gestione a singhiozzo, con cassa integrazione ordinaria per due giorni a settimana. Una condizione che, secondo i sindacati, è causata non solo dalle difficoltà del comparto agricolo, ma anche da una mancanza di investimenti e visione strategica da parte dell’attuale proprietà.
Da oltre un anno, i 107 dipendenti sono coinvolti in una gestione a singhiozzo, con cassa integrazione ordinaria per due giorni a settimana
Le voci sul tavolo parlano di tre potenziali soggetti industriali interessati all’operazione: uno disposto a rilevare l’intero pacchetto aziendale, gli altri due disponibili a entrare con quote di maggioranza differenziate. Ma, al momento, nulla è stato ufficializzato.
Non ci interessa chi sarà il partner, né da quale paese provenga – ha ribadito Pelatti –. L’importante è che vengano garantiti piena occupazione e il mantenimento della centralità dello stabilimento carpigiano. In Goldoni ci sono competenze elevate che non devono andare disperse. Per questo chiediamo che il nuovo soggetto sia un imprenditore del settore, con un piano industriale credibile.
20 anni di alti e bassi per Goldoni
Negli ultimi due decenni, la Goldoni ha attraversato momenti di grande trasformazione. Dopo essere stata per anni un punto di riferimento nella produzione di trattori compatti e specializzati per frutteti, vigneti e orticoltura, l’azienda ha iniziato a mostrare segni di sofferenza con l’avvento della crisi del 2008.
Nel 2015 è passata sotto il controllo del gruppo cinese Lovol Arbos, ma la gestione si è rivelata complicata, con forti ritardi sugli investimenti promessi e una perdita progressiva di quote di mercato. La situazione è precipitata nel 2019, quando la produzione si è progressivamente fermata, fino a portare, nel 2020, alla messa in liquidazione della società.
Il rilancio sembrava avviato nel marzo 2021 con l’acquisizione da parte della belga Keestrack, operatore attivo nel settore delle macchine movimento terra, che si era impegnato a rilanciare la gamma agricola di Goldoni.
Il rilancio sembrava avviato nel marzo 2021 con l’acquisizione da parte della belga Keestrack, operatore attivo nel settore delle macchine movimento terra, che si era impegnato a rilanciare la gamma agricola di Goldoni. Tuttavia, a distanza di oltre tre anni, gli impegni iniziali sembrano rimasti sulla carta: poche innovazioni di prodotto, impianti sottoutilizzati e una strategia industriale che stenta a decollare.
Una sfida ancora aperta
In attesa del prossimo incontro e della presentazione del piano industriale, i lavoratori e i rappresentanti sindacali chiedono certezze. L’auspicio è che il nuovo partner, chiunque esso sia, possa valorizzare il know-how locale, rilanciare i trattori Goldoni nei mercati internazionali e restituire allo stabilimento emiliano il ruolo che merita nella filiera della meccanizzazione agricola.
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