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Elicriso: la coltura alternativa e facile per il 2024

L'Elicriso predilige terreni leggeri e non ha grosse esigenze idrico- nutrizionali: una valida alternativa per il 2024

Elicrisio: la coltura alternativa facile per il 2024
Cristian Furini Cristian Furini

La coltivazione dell'Elicriso per il 2024 può rappresentare una grande scommessa. Siamo in tempi di grande incertezza "agronomico colturale" vista l'instabilità dei prezzi  e soprattutto dei fattori produttivi, quali prezzi di fitofarmaci fertilizzanti, o anche del gasolio agricolo.

Una saggia scelta potrebbe essere quella di dirigersi verso colture "facili", non troppo delicate o necessitanti di cure o nutrienti e con un valore sul mercato tutto sommato in grado di giustificarne la colticvazione.

Una coltura con questi requisiti potrebbe essere l'elicrisio, che predilige terreni leggeri, non eccessivamente fertili e non ha grosse esigenze in termini idrici e nutrizionali. Richiede solo esposizione diretta al sole. Ed è proprio grazie a questa sua "facilità colturale" che forse l'Elicriso potrebbe trovare nuovi sbocchi nella grande industria, probabilmente anche in quella zootecnica. 

foto Elicriso: la coltura facile per il 2023

Elicriso: pianta tenace

Dell'Elicriso basta guardarne l’aspetto e il portamento, ed è subito chiaro. Si tratta di una pianta rustica, che non ha grosse esigenze dal punto di vista agronomico. Si presenta infatti con fusti legnosi e contorti, con rami arcuati, ascendenti e rivestiti di peli.

Anche le foglie sono tipiche delle piante resistenti e si presentano fitte, lineari, verde-argentato, quelle inferiori sono tomentose.

Secondo la classificazione botanica rientra nella grande famiglia delle Asteraceae, e a confermarlo ci sono i fiori - riuniti in corimbi, classificabili come capolini gialli di forma rotonda e con petali sottili - e anche il frutto, che è un achenio.

foto Elicriso: la coltura facile per il 2023

Stiamo parlando dell’Elicriso, pianta fino a oggi relegata al ruolo di pianta officinale e ornamentale, che potrebbe presto lasciare balconi, terrazze e piccoli giardini fai da te, per essere eletta a pianta  da pieno campo, con destinazione grande industria.

Habitat no problem

Proprio per le caratteristiche botaniche appena descritte, l’Elicriso è una pianta termofila, diffusa soprattutto nella bassa macchia mediterranea. Non teme i luoghi incolti, pietrosi, assolati e aridi.

Cresce comunque anche oltre i mille metri di altitudine, a patto che ci sia una buona esposizione solare. In ogni caso, se la si vuole coltivare, occorre metterla a dimora al sole diretto e, se il clima di presenta rigido, provvedere con una pacciamatura a base di residui colturali.

foto Elicriso: la coltura facile per il 2023

Dal punto di vista idrico ha ben poche pretese, anzi. L’irrigazione si rende infatti necessaria solo nelle prime fasi del ciclo colturale: semina, trapianto, prima fasi di sviluppo. Quello che può fare danno sono i ristagni idrici, quindi se proprio si deve procedere con un’irrigazione di soccorso, occorre farlo con moderazione.

La tecnica agronomica

In teoria l'Elicriso è una pianta perenne, ma se coltivata le si riconosce un ciclo economico-culturale stimato in 6 anni, con picco delle rese tra il terzo e il quarto anno.

Si può trapiantare (piantine o talee) o seminare, con il rischio però della scalarità di sviluppo e, soprattutto, del sopravvento delle infestanti, che nella prime fasi spesso ne hanno la meglio.
Meglio se il terreno è leggero, sabbioso e dunque con una buona attitudine al drenaggio. Per avere piantine ben formate in marzo–aprile, la semina in semenzaio è consigliabile alla fine dell'estate. Nulla osta a passare direttamente dal semenzaio al pieno campo.

La scelta del sesto d'impianto dipende naturalmente da una serie di fattori, ma per ottenere un impianto fitto, si può procedere con 45-50 x 15-20 cm, il che significa 12-18 piante al metro quadro.

foto Elicriso: la coltura facile per il 2023

Quanto alla concimazione, fosforo e potassio sono da distribuire in dose di 80-100 kg/ha, prima dell'impianto, con le lavorazioni di preparazione del terreno e successivamente, ogni 2-3 anni. Per l’azoto, dato che si praticano tagli ripetuti, sarà opportuno eseguire più somministrazioni frazionate - alla semina, alla ripresa vegetativa, dopo i tagli - in dose da 30-50 kg/ha.

Le lavorazioni sono ridotte all’osso, di fatto ci si limita alla sola sarchiatura e a un’eventuale rincalzata in autunno.

Per cosa si usa?

Il prodotto principale che si ricava dalla coltivazione dell’elicriso è un olio essenziale di colore giallo delicatamente profumato, “un incrocio” tra rosa, camomilla, liquirizia. A volte però l'olio appare piuttosto denso, con  caratteristiche simili all'olio di oliva.

Se si vuole ottenere l’olio essenziale, è bene procedere alla raccolta di tutta la parte aerea, se invece si coltiva per ottenere fiori secchi da ornamento, la raccolta è manuale. In piena produzione si possono ottenere fino a 8-12 t/ha di biomassa verde pari a 2,5-4 t/ha di prodotto secco.

II contenuto di olio essenziale è pari allo 0,2-0,4%, con possibilità di ottenere da 5-6 fino a 14-15 chili di olio essenziale per ciascun ettaro coltivato.