Gas metano alle stelle e fertilizzante azotato ancora più caro
il legame tra caro gas metano e aumento prezzi fertilizzanti azotati è stretto. Le previsioni non sono buone per il 2022-2023
Il gas metano alle stelle e ne risente il fertilizzante azotato? Sì è proprio così. Per il semplice fatto che il metano è la materia prima utilizzata per produrre i concimi su base azoto, basilari per la coltivazione.
In estrema sintesi la ripresa economica post pandemica aveva già fatto alzare le quotazioni. Ad aggravare la situazione si è aggiunta la nuova consapevolezza sostenibile della Cina, che ha iniziato progressivamente a spegnere le sue centrali a carbone convertendole a metano.
Questo fenomeno ha fatto aumentare la domanda globale e quindi ha fatto alzare i prezzi.
Guerra in Ucraina ma non solo
Il colpo di grazia è arrivato poi con la guerra in Ucraina, Paese da cui passano alcuni gasdotti diretti verso l'Europa e provenienti dalla Russia, ha aumentato la tensione.
A causa delle tensioni politiche con Mosca, l'Europa sta cercando delle alternative di approvvigionamento con aumento delle importazioni di metano dai partner storici, come quelli del Nord Africa.
E dovranno essere fatti anche investimenti nei rigassificatori, ovvero gli impianti in grado di accogliere le navi metaniere e di trasformare il gas metano liquido nella sua forma gassosa per poi immetterlo nella rete nazionale, a costi sicuramente superiori rispetto all'approvvigionamento via metanodotto.
Per tutti questi problemi strutturali e per la richiesta mondiale in aumento, è probabile che il metano continuerà ad avere prezzi elevati nel medio periodo, anche se destinati a scendere leggermente nel lungo periodo. Questo influirà negativamente su alcune produzioni, come quella dei fertilizzanti azotati.
I contraccolpi sul mercato del fertilizzante azotato in Europa
L’aumento dei prezzi del metano ha costretto la chiusura di due grandi impianti di fertilizzanti nel Regno Unito, mettendo in allarme anche l’industria alimentare, come si apprende dal Financial Times.
Ed è subito seguita la notizia di un'incombente carenza di nitrato d’ammonio che potrebbe colpire le forniture alimentari, mentre i prezzi record dell’energia iniziano a ripercuotersi sull’economia globale.
CF Industries Holdings, uno dei più grandi gruppi di fertilizzanti del mondo, ha comunicato di “non avere una stima di quando la produzione riprenderà” nei suoi impianti di Teesside e Cheshire nel nord dell’Inghilterra, che forniscono circa il 40% del mercato dei fertilizzanti del Regno Unito e impiegano circa 600 persone.
Il settore dei fertilizzanti sta quindi affrontando una “tempesta perfetta” creata dall’impennata dei prezzi del gas a livelli quasi record in Europa e in Asia.
Perchè il nitrato d'ammonio è così legato al metano
Il fertilizzante a base di nitrato di ammonio è prodotto con ammoniaca derivata dal gas naturale: insomma c’è bisogno di gas per fare l’ammoniaca, e c’è bisogno dell’ammoniaca per fare quasi tutti i fertilizzanti azotati.
E se c'è carenza di fertilizzante, o comunque gli imprenditori agricoli non possono permetterselo, è possibile che la situazione sia insostenibile già dal 2023, con una ricaduta dei prezzi sugli utenti finali.
Tra l'altro surrogare la fornitura di azotati con altre importazioni, anche se potenzialmente fattibile, non è così semplice, poiché il nitrato di ammonio ha catene di approvvigionamento complesse e regole di licenza complicate a causa della sua natura altamente esplosiva.
Nitrato ammonico: cosa può succedere in autunno
Il primo impatto grave sul mercato degli azotati rischia di essere quello sul nitrato ammonico il cui impiego è cronologicamente antecedente a quello dell'urea. Ci riferiamo alle concimazioni di copertura dei cereali a semina autunnale del 2022-2023 che prediligono le forme ammoniacali e nitriche rispetto a quella ureica.
In caso di mancata risoluzione della crisi Russo-Ucraina Dobbiamo e di mantenimento del divieto di esportazioni di nitrato ammonico dalla Russia le scorte interne saranno totalmente a zero.
Per l'annata in corso visti i prezzi elevati, e la forte carenza di prodotti, per molti agricoltori che hanno seminato i cereali vernini non hanno effettuato le concimazioni, quindi abbattendo la quota di azoto da fornire ai cereali, non ci si può certo aspettare che le colture rispondano con produzioni elevate.
Aumentati anche i fosfatici
Il problema però non è solo sui concimi azotati, in quanto sono schizzati in alto anche i prezzi di altre materie prime come le rocce fosfatiche e l’acido solforico e le aspettative sono di ulteriore crescita nel 2022-2023. Dunque anche per i fosfatici sono tempi grigi.
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