La Cocciniglia è la principale causa della mancanza di resa quantitativa e qualitativa degli agrumeti.

Ma combatterla si può, iniziando con la prevenzione. Pertanto, oltre a una serie di accorgimenti agronomici sempre validi, in questo periodo dell’anno è buona norma effettuare un trattamento cautelativo con olio minerale al 2-3%.

I sintomi dell'infestazione 

Non è difficile distinguere un’infestazione da Cocciniglia, perché l’aspetto delle piante infestate lascia pochi dubbi: questi patogeni, infatti, si ricoprono di sostanze cerose di protezione, costituendo una sorta di cappuccio a forma di piccolo scudo, che potrà essere rigido o gommoso a seconda delle specie.

Cocciniglia agrumi: la lotta

Non solo. Le infestazioni massicce di Cocciniglia sono caratterizzate da un’abbondante produzione di melata, che a sua volta costituirà un appetibile substrato per lo sviluppo delle cosiddette fumaggini, ossia di quei funghi responsabili della formazione delle tipiche incrostazioni nere che si rilevano sui frutti e sui rami e che compromettono la riuscita commerciale del prodotto.

Dal punto di vista sistematico, le Cocciniglie appartengono all’ordine dei Rincoti, mentre dal punto di vista della lotta agronomica rientrano a tutti gli effetti tra gli insetti classificati come dannosi.

In altre parole: alla prima avvisaglia, occorre mettere in atto una serie di procedure per sbarazzarsi di questo ospite indesiderato o, ancora meglio, nel dubbio che si possa essere attaccati, è buona norma prevenire il problema con accorgimenti sensati di cui si dirà a breve.

Cocciniglia agrumi: la lotta

Come sempre, per agire al meglio, occorre conoscere bene il nemico: si tratta di insetti polifagi, che normalmente vivono sulla pagina inferiore delle foglie e si nutrono di linfa, ma che attaccano anche foglie, germogli, rami legnosi e frutti, tanto da poter causare il deperimento totale della pianta. Le specie sono numerosissime e si differenziano tra loro anche in base alle dimensioni: alcune sono lunghe pochi millimetri, altre possono superare il mezzo centimetro.

Qualsiasi agrumeto – e non solo – è potenzialmente a rischio, poiché oltretutto la cocciniglia non è particolarmente selettiva: infesta sia piante di interesse agronomico, sia piante ornamentali e ben si adatta alle condizioni ambientali delle serre.

Cocciniglia agrumi: la lotta

Prima però di addentrarci nel problema, una curiosità che rende la cocciniglia forse un po’ meno odiosa: dalla femmina di questo insetto si estrae il rosso carminio, il noto colorante utilizzato nell’industria agroalimentare mentre, in generale, dalle cocciniglie si estrae la gommalacca. Sono dunque insetti senz’altro dannosi, che però hanno una loro utilità.

Ciclo biologico

Bisognerebbe sempre creare un ambiente ostile per le cocciniglie visto che, in condizioni ambientali ottimali, esse possono compiere anche 5-6 generazioni in un anno.

Oltretutto la cocciniglia è in grado di svernare in vari stadi di sviluppo; l'ovideposizione inizia in primavera e le neanidi della prima generazione compaiono verso il mese di aprile-maggio. A queste seguono, generalmente, altre due generazioni con la comparsa delle neanidi nel periodo estivo: la seconda generazione in luglio, la terza a settembre.

I danni

Naturalmente i danni da cocciniglia sono proporzionali al grado di infestazione; in presenza di forti attacchi, c’è poco da fare: la pianta deperisce e pertanto si ha una diminuzione (talvolta l’azzeramento!) della resa. In presenza di attacchi meno gravi o immediatamente contenuti, invece, i danni sono sostanzialmente di ordine qualitativo: consistono infatti nel deprezzamento commerciale dei frutti, dovuto alle punture, ma anche all’imbrattamento da melata.

Cocciniglia agrumi: la lotta

Come arginare il problema

Le piccole dimensioni delle cocciniglie – che non le rendono sempre visibili a occhio nudo e dunque non sempre riconoscibili durante i controlli - e la loro immobilità, ne favoriscono la diffusione passiva causata dal semplice trasporto di piante e di materiale di propagazione; si pensi che molte specie presenti oggi in Italia sono arrivate proprio a causa degli scambi internazionali.

Però esistono degli accorgimenti che possono contribuire ad arginare il problema, talvolta addirittura a eliminarlo.

Cocciniglia agrumi: la lotta

Come? Evitando che si creino delle condizioni ambientalmente favorevoli allo sviluppo di questo patogeno: si consideri che le zone della chioma troppo ombreggiate e scarsamente arieggiate, i sesti d’impianto troppo fitti, le fessure, le piante concimate con fertilizzanti ad alto tenore di azoto, sono tutte situazioni ideali per lo sviluppo delle cocciniglie e pertanto vanno evitate.

È bene quindi potare accuratamente le piante affinché si eviti la formazione di aria stagnante, cosi come è buona norma non eccedere con le concimazioni.

Che ci si creda oppure no, ricorrere alle buone pratiche agricole non è mai dannoso, quindi è sempre consigliabile l’inerbimento dell’agrumeto per favorire la diffusione degli insetti utili.

Un’altra accortezza è quella di evitare l’arrivo delle formiche, attratte dalla melata e dalle fumaggini: occorre quindi distruggere i formicai o comunque cercare di impedire la risalita sui fusti delle formiche, mentre per contenere la diffusione delle fumaggini, è necessario intervenire con prodotti a base di rame.

Come si combatte

Il problema della lotta alla cocciniglia è dovuto a una loro caratteristica: le secrezioni protettive che emettono procurano una spiccata resistenza alle avversità ambientali e dunque anche nei confronti di parecchi principi attivi, in particolare quelli attivi per contatto.
In caso di infezione grave non ci sono dubbi: si deve intervenire con l'olio bianco, meglio se attivato con un piretroide.

Cocciniglia agrumi: la lotta

Per una maggiore efficienza della lotta, conviene trattare le piante con anticoccidici all'inizio della primavera oppure in autunno-inverno, al fine di distruggere la gran parte delle uova, ma evitando di danneggiare gli insetti utili, meno presenti in questi periodi dell'anno. In ogni caso, è buona norma effettuare sempre un trattamento cautelativo a fine inverno con olio minerale al 2-3%; negli altri periodi limitare l'utilizzo degli oli alle piante più infestate, prima del lancio degli ausiliari o se si raggiungono le soglie di intervento indicate e non si sono già effettuati i lanci degli ausiliari specifici.

Per monitorare la presenza nell'agrumeto di Aonidiella aurantii (Cocciniglia rosso forte) e di Planococcus citri (Cotonello degli agrumi) si possono impiegare specifiche trappole a feromoni.
Infine, per chi volesse procedere con la lotta biologica, oltre a mettere in atto tutte le buone pratiche agricole di cui si è detto, si possono utilizzare le popolazioni di Cryptolaemus montrouzieri, ossia un coccinellide predatore di cocciniglie.
 

Cocciniglie: e specie più temibili che attaccano l’agrumeto  
Aspidiotus hederae Nota come Cocciniglia bianca degli agrumi, è diffusa nei Paesi del Mediterraneo, Italia compresa. Oltre agli agrumi – e in particolare il limone e gli agrumi coltivati in serra - infesta anche l’olivo, diverse piante ornamentali e l’asparago.
Attacca generalmente i rami, le foglie e i frutti, e causa un generale deperimento della pianta. In particolare, sulle foglie si rilevano macchie clorotiche, ingiallimenti, disseccamenti e filloptosi. I frutti, invece, risultano incrostati e “picchiettati”, poiché nel punto di insediamento resta una tipica macchia di colore verde. Il danno principale causato da questa specie è il deprezzamento commerciale del prodotto.
Aonidiella aurantii
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Alias Cocciniglia rosso forte, anch’essa ha una forte predilezione per il limone. Causa ingiallimenti e caduta delle foglie e una miniore qualità dei frutti, con ricadute negative sulla loro appetibilità commerciale. I rami, invece, presentano screpolature corticali e disseccamento
Ceroplastes sinesi Nota come Cocciniglia elmetto - si distingue rispetto alle altre perché presenta una copertura cerosa che ne protegge il corpo - attacca la pianta di agrumi sottraendone linfa a producendo melata. L'emissione di cera forma delle placche che si dispongono a raggiera rispetto a una placca centrale più ampia; il colore di questa copertura varia dal bianco, al bianco-rosato, ma può essere anche bianco-grigiastro o rosa.
Il danno maggiore causato dalla Cocciniglia elmetto è la perdita del valore commerciale dei frutti.
Planococcus citri

Cocciniglia farinosa o cotonello degli agrumi – il nome deriva dal fatto che presenta su tutto il corpo una particolare polvere cerosa, il che la rende particolarmente riconoscibile agli occhi di chi la osserva - ama gli agrumi, ma non disdegna vite, fico, e diverse piante ornamentali, soprattutto se allevate in serra. Il Cotonello causa colatura dei fiori e la cascola dei frutticini, soprattutto in presenza di siccità e pertanto, anche in questo caso, i danni sono per lo più riconducibili alla perdita quantitativa e qualitativa della produzione.
Saissetia oleae
 
Cocciniglia mezzo grano di pepe provoca defogliazioni, disseccamenti, cascola dei frutti e scarsa fruttificazione. La resa dell’agrumeto è dunque scarsa e qualitativamente di basso livello.
Coccus hesperidum e Coccus pseudomagnoliarum Noti come Cocciniglia piatta e Cocciniglia marezzata degli agrumi sottraggono linfa alla pianta causandone il deperimento e attaccano foglie e frutti generando, anche in questo caso, una resa dell’agrumeto minore e comunque di scarsa qualità.

 

Fotogallery: Cocciniglia agrumi: la lotta