Il gasolio ha una normativa molto stretta anche sui i contenitori. Sembrerebbe un ambito di poco conto conto ma non lo è affatto. Potrebbe essere uno slogan riassuntivo per lo stoccaggio del gasolio presso le aziende agricole. La normativa in questione appare infatti particolarmente complessa e intricata, vista la “delicatezza” della questione, soprattutto da un punto di vista della sicurezza antincendio. 

Cisterne per il gasolio agricolo: la normativa

Un fatto di contenitori per il gasolio serve fare un po’ di chiarezza: a livello generale attualmente le norme antincendio si rifanno al D.P.R. 151 del 1 agosto 2011, il cosiddetto Regolamento di prevenzione incendi, e al D.M. 3 agosto 2015, il Codice di Prevenzione Incendi.

Normativa serbatoi gasolio agri

Per quanto riguarda il deposito del gasolio, si fa riferimento al DPR 151, che indica in allegato le cosiddette attività soggette, ovvero un elenco di attività soggette alle visite e ai controlli di prevenzione incendi.

Le attività di interesse per il settore agricolo sono molte, ma in questa disamina ci limiteremo alle attività 12 e 13. L’attività 12 riguarda i depositi (o rivendite) di liquidi infiammabili, combustibili e/o oli lubrificanti, con una capacità geometrica superiore a 1 m3; l’attività 13 riguarda invece gli impianti di distribuzione di carburanti di qualsiasi dimensione.

I contenitori mobili sono esonerati

Dal punto di vista tecnico, attualmente nelle aziende agricole sono molto diffusi i cosiddetti contenitori-distributori mobili, ovvero un complesso di attrezzature installate fuori terra, costituito da serbatoio (con capacità massima di 9 m3) e da un’apparecchiatura per la distribuzione del carburante liquido.

Le attuali normative, a differenza delle precedenti che li classificavano come depositi, fanno ricadere queste attrezzature nella famiglia degli impianti di distribuzione, ricadendo quindi nell’attività 13 (in particolare al punto a).

Normativa serbatoi gasolio agri

Sembrerebbe quindi che tutti i contenitori-distributori, di qualsiasi dimensione, siano soggetti all’applicazione del DPR 151, ovvero siano soggetti a tutti gli adempimenti di prevenzione incendi (richiesta Certificato Prevenzione Incendi).

Fortunatamente il legislatore si è accorto che una applicazione pedissequa di questa norma avrebbe comportato notevoli problemi per le aziende agricole, e con la Legge n° 116 del 11 agosto 2014 ha semplificato almeno parzialmente la questione. L’articolo 1-bis di questa norma esonera infatti gli imprenditori agricoli che utilizzano depositi di prodotti petroliferi con capienza massima geometrica di 6 metri cubi (6.000 litri) dagli adempimenti previsti dal D.P.R. 151 del 01/08/2011.

Questo significa che con un deposito dalla capienza geometrica di massimo 6 metri cubi l’azienda agricola non dovrà procedere alle diverse pratiche per l’ottenimento del Certificato Prevenzione Incendi; al contrario se il deposito ha una capacità superiore (o sono presenti più depositi la cui capacità totale è superiore al limite sopra indicato) dovrà procedere con la pratica per l’ottenimento del CPI. La Legge n° 116 rimanda anche al D.Lgs. 99 del 29/3/2004 (modificato successivamente dal D.Lgs. 101 del 27/5/2005), uno dei decreti di semplificazione in agricoltura, che esonera i distributori installati in ambito agricolo all’applicazione del D.Lgs. 32 del 11/2/1998, ovvero la normativa in materia di autorizzazione dei distributori di carburanti (esonerando quindi l’agricoltore dalle comunicazioni previste). 

Normativa serbatoi gasolio agri

Le norme per l'installazione

Per i contenitori di gasolio agricolo, quanto sopra spiegato, vale per la parte burocratica. La parte tecnica, relativa alla costruzione, installazione ed esercizio dei contenitori-distributori è invece normata da un altro decreto, emanato il 22 novembre 2017, da parte del Ministero dell’Interno di concerto con il Ministero dell’Economia e quello dello Sviluppo Economico, e che è entrato in vigore ufficialmente il 5 gennaio 2018. Si tratta di un decreto che approva nuove regole tecniche per l’installazione e l’esercizio dei contenitori-distributori ad uso privato per l’erogazione di carburante di categoria c (ovvero solo gasolio e non la benzina), andando nello stesso tempo ad abrogare le preesistenti normative in questione (in particolare il D.M. del 19/03/1990 e il D.M. 12/09/2003).

Vediamo quali sono i principali aspetti di questo decreto. Innanzitutto rimane invariato il campo di applicazione: si parla di contenitori-distributori mobili, cioè un complesso di attrezzature installate fuori terra, costituito da serbatoio (con capacità massima di 9 m3, come definito anche da altre norme) e di un’apparecchiatura per la distribuzione del carburante liquido.

La capacità massima del deposito è di 9 m3, ottenibile sia con un singolo contenitore sia con più contenitori, posti a una distanza reciproca minima di 80 cm. Nell’ambito di un’attività produttiva possono essere installati più depositi di distribuzione per una capacità complessiva non superiore a 45 m3, rispettando tra i diversi depositi la distanza di sicurezza di almeno 5 metri. 

Serve la dichiarazione di conformità

Il contenitore-distributore di gasolio agricolo dovrà essere dotato di dichiarazione di conformità CE, manuale di installazione, manuale di uso e manutenzione e targa di identificazione punzonata in posizione visibile. Il serbatoio potrà essere a doppia o a singola parete: se a singola parete è obbligatoria la presenza di un bacino di contenimento (con capacità pari al 110% del serbatoio) e di tettoia di protezione dagli agenti atmosferici. 

Normativa serbatoi gasolio agri

Quello del bacino di contenimento è un punto particolarmente critico: le precedenti normative prevedevano infatti di bacini di contenimento pari al 50%. Si rende quindi necessario provvedere all’ampliamento del bacino sopra citato: se si tratta di una struttura in muratura l’ampliamento è ovviamente fattibile; rimane da chiarire se è possibile anche l’ampliamento dei bacini metallici tipicamente presenti nei contenitori-distributori.

Sul serbatoio dovrà essere installato un tubo di sfiato (con la sommità ad almeno 2,40 metri da terra) e una valvola limitatrice di carico, in grado di bloccare il riempimento al 90%. Il nuovo decreto ammette anche contenitori-distributori inseriti in box prefabbricati purché realizzati in materiale incombustibile. 

È vietata assolutamente l’installazione in aree chiuse, su rampe carrabili, su terrazze e su aree sovrastanti luoghi chiusi; deve inoltre essere installato al di fuori di zone in cui possono formarsi anche occasionalmente atmosfere esplosive. 

A differenza di quanto indicato nelle vecchie normative, il nuovo decreto richiede che il contenitore-distributore mobile sia saldamente ancorato al terreno per evitare spostamenti.

Le distanze di sicurezza da rispettare, misurate sul perimetro esterno del contenitore, sono le seguenti:

- 5 metri da fabbricati, depositi di materiali infiammabili e/o combustibili non soggetti a controlli in base al DPR 151;

- 10 metri da fabbricati destinati anche in parte a civile abitazione, esercizi pubblici, collettività, luoghi di riunione o di pubblico spettacolo, depositi di materiali infiammabili e/o combustibili ricompresi tra le attività soggette ai controlli del DPR 151;

- 15 metri da linee ferroviarie e tramviarie, salvo regolamenti locali più restrittivi;

- 6 metri dalla proiezione verticale di linee elettriche con voltaggio superiore ai 1000 V;

- 3 metri dai confini aziendali.

Normativa serbatoi gasolio agri

Le misure per le sicurezza

Tali distanze possono essere ridotte fino alla metà interponendo elementi di separazione aventi caratteristiche di resistenza al fuoco EI 60 con altezza e lunghezza pari a quella del distributore maggiorata di 50 cm.

Altre misure di sicurezza sono:

- Area di ampiezza non inferiore ai 3 metri completamente libera da vegetazione;

- Appositi cartelli fissi riportanti il divieto di avvicinamento da parte di estranei, il divieto di fumare e di usare fiamme libere, le norme di comportamento e i recapiti di emergenza (Vigili del Fuoco ed eventuali responsabili della gestione e manutenzione);

- Presenza di idonea messa a terra dell’impianto elettrico, e di blocco dell’erogazione in caso di livello troppo basso.

Nei pressi del contenitore-distributore deve essere garantita la presenza di almeno due estintori portatili con capacità estinguente non inferiore a 21A-89B (teoricamente raggiungibili da un estintore portatile da 4 kg); se la capacità complessiva del singolo deposito è superiore a 6 m3 deve essere presente anche un estintore carrellato con capacità estinguente almeno B3. Si consiglia l’utilizzo di estintori a schiuma o a polvere (consigliata dielettrica per evitare folgorazioni in caso il quadro elettrico rimanga sotto tensione). 

Un punto critico delle nuove normative è dato dall’articolo 9 della norma tecnica: questo articolo prevede infatti che il personale addetto al rifornimento deve essere adeguatamente formato all’uso e all’adozione delle misure di lotta antincendio e gestione delle emergenze che possono verificarsi. Si ritiene quindi, almeno all’interpretazione della norma data dallo scrivente, che anche in assenza di dipendenti sia necessario frequentare l’apposito corso antincendio e gestione delle emergenze.

Ogni contenitore ha una sua regolamentazione:
In azienda ho un unico contenitore-distributore mobile con capacità geometrica inferiore a 6 m3? Nessuna comunicazione, nessuna richiesta di CPI. Installo il contenitore e lo metto in esercizio seguendo le norme del D.M. 22/11/2017 (sotto riassunte in tabella). Formo il personale addetto all’utilizzo anche alla gestione delle emergenze.
In azienda ho più contenitori-distributori mobili, con capacità geometrica totale inferiore a 6 m3? Vedi punto 1, rispettando una distanza tra i contenitori di almeno 80 cm.
In azienda ho un contenitore-distributore mobile con capacità geometrica di 9 m3? La capacità geometrica è superiore al limite previsto dalla legge 116, quindi il contenitore distributore mobile non è esentato dal DPR 151. Dovrò quindi affidarmi a un professionista abilitato per la presentazione di tutte le pratiche connesse. Il contenitore-distributore dovrà comunque essere installato secondo le norme del D.M. 22/11/2017. 
In azienda ho un contenitore-distributore mobile con capacità geometrica di 9 m3, ma lo riempio al massimo a 4.000 litri? Valendo la capacità geometrica il contenitore distributore mobile non è esentato dal DPR 151. Dovrò quindi affidarmi ad un professionista abilitato per la presentazione di tutte le pratiche connesse. Il contenitore-distributore dovrà comunque essere installato secondo le norme del D.M. 22/11/2017.