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Piemonte: 20 milioni alle aziende agricole, chi li prende?

Nuovi ristori Pac 2026 per i fertilizzanti in Piemonte, collegati a siccità, calamità naturali e bandi irrigui già aperti

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Foto di: OmniTrattore.it
Cristian Furini Cristian Furini

La Regione Piemonte ha destinato 20 milioni di euro alle aziende agricole colpite dal rincaro dei fertilizzanti, con i ristori legati alla domanda unica Pac 2026 già presentata dalle imprese. La somma nasce da una modifica del regolamento comunitario che ha assegnato all'Italia 92 milioni di euro complessivi, una parte dei quali torna quindi al territorio piemontese.

Ad annunciarlo è stato l'assessore regionale Paolo Bongioanni, durante il Tavolo Verde convocato per discutere anche dei danni da siccità: «Il Ministero ha destinato al Piemonte un'importante somma quantificata attorno ai 20 milioni di euro». Nello stesso incontro la Regione ha condiviso con le associazioni agricole il protocollo operativo per l'erogazione dei ristori.

Piemonte, 20 milioni alle aziende agricole contro i rincari
il Piemonte riceverà circa 20 milioni di euro per compensare l'aumento dei prezzi. L'immagine di un trattore che distribuisce il concime è quella che sceglierei per la cover OmniTrattore.it
Foto di: OmniTrattore.it

Piemonte, 20 milioni alle aziende agricole contro i rincari dei fertilizzanti

Il pacchetto si inserisce in un momento in cui la Regione, insieme ad Agea, l'Agenzia per le erogazioni in agricoltura, sta lavorando alla quantificazione dei danni provocati dalla crisi idrica. Il Tavolo Verde ha infatti trattato insieme i due fronti, rincari dei mezzi tecnici e siccità, prevedendo l'attivazione di misure straordinarie a supporto delle imprese più esposte, comprese quelle già segnalate nelle aree piemontesi in emergenza siccità.

Per le aziende risicole, tra le più colpite dalla scarsità d'acqua nelle ultime stagioni, il collegamento tra i due dossier è particolarmente stretto: chi ha già affrontato perdite di produzione nelle risaie piemontesi in crisi per la siccità guarda ora a questi ristori come a un secondo canale di compensazione, distinto ma parallelo a quello calamita naturali.

Resta da capire, e sarà materia dei prossimi passaggi tecnici, come si intreccerà l'eventuale iter per il riconoscimento dello stato di calamita naturale con l'erogazione di questi 20 milioni: i due strumenti hanno basi giuridiche diverse e potrebbero non essere cumulabili per la stessa voce di danno.

Chi può accedere ai nuovi aiuti e come si collega alla Pac 2026

Il criterio di accesso individuato dalla Regione è la domanda unica Pac 2026: le imprese che l'hanno già presentata risultano automaticamente nella platea potenziale dei beneficiari, senza dover attivare una procedura di richiesta separata per questa misura specifica. È una scelta che riduce il carico amministrativo, ma lascia ancora da definire i criteri di riparto tra le migliaia di aziende piemontesi coinvolte.

Il tema dei fertilizzanti non è nuovo nell'agenda regionale: già in precedenza erano stati stanziati aiuti per i costi dei fertilizzanti nel grano duro, mentre a livello nazionale la Pac aveva previsto sostegni al caro fertilizzanti legati alla Pac 2026. Questi 20 milioni si aggiungono quindi a un impianto di supporto già parzialmente attivo, non lo sostituiscono.

Chi gestisce l'azienda agricola dovrà tenere sott'occhio anche la tempistica degli anticipi Pac agli agricoltori, perché la sovrapposizione tra i due canali di liquidità, anticipi ordinari e ristori straordinari, incide sulla pianificazione di cassa in un'annata già segnata da costi elevati. La Regione non ha ancora comunicato una data di apertura per l'erogazione materiale dei fondi.

Sul fronte parallelo della gestione idrica, il progetto di riforma della governance irrigua regionale sarà discusso in III Commissione Agricoltura del Consiglio regionale, un passaggio istituzionale che potrebbe ridisegnare come vengono programmati gli investimenti sull'acqua nei prossimi anni, in un quadro dove i bandi irrigui già aperti (SRD02 Azione C, con sostegno al 65% della spesa ammissibile) restano lo strumento ordinario a disposizione delle aziende.