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67% non conformi: irregolarità nei fertilizzanti inibiti UE

JACOP 2025, Regolamento (UE) 2019/1009, Germania-Irlanda-Polonia: 67% fuori linea, etichette nel mirino

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Foto di: OmniTrattore.it
Cristian Furini Cristian Furini

Una campagna europea di controllo ha esaminato 21 fertilizzanti inibiti in vendita in sei Paesi membri, tra cui Germania, Irlanda e Polonia, e ha trovato irregolarità di etichettatura in 14 campioni su 21, pari al 67% del totale. I prodotti non riportavano le informazioni richieste dal Regolamento (UE) 2019/1009 o indicavano in modo impreciso la quantità di inibitori della nitrificazione o dell'ureasi presenti nella formulazione.

Per chi acquista fertilizzanti a base di azoto la conseguenza pratica riguarda l'affidabilità del dosaggio: un inibitore sotto la soglia dichiarata riduce l'efficacia del prodotto e può far salire i costi aziendali per la perdita di azoto, mentre una concentrazione eccessiva rende inattendibili le istruzioni riportate in etichetta. Le autorità nazionali hanno già contattato gli operatori economici responsabili dei lotti non conformi per discutere i risultati emersi dai campionamenti.

Fertilizzanti inibiti sotto esame: cosa segnala l’UE
Nei fertilizzanti inibiti la quantità dell'inibitore deve rispettare i valori dichiarati dal produttore. OmniTrattore.it
Foto di: OmniTrattore.it

Cosa segnala la campagna UE sui fertilizzanti

I fertilizzanti inibiti sono formulati per rallentare la trasformazione dell'azoto nel terreno, mantenendolo disponibile per le colture più a lungo rispetto a un concime tradizionale. Questa funzione dipende interamente dalla precisione con cui il produttore dichiara la quantità di inibitore della nitrificazione o dell'ureasi contenuta nel prodotto: un'etichetta imprecisa vanifica il vantaggio agronomico che il prodotto promette di offrire.

La verifica rientra nella campagna denominata Azioni congiunte sulla conformità dei prodotti (JACOP) 2025, che permette alle autorità di vigilanza del mercato di diversi Stati membri di valutare congiuntamente gli stessi prodotti e individuare rischi comuni. Vanessa Capurso, responsabile delle politiche della DG GROW della Commissione europea, ha dichiarato che campagne come JACOP proteggono i consumatori europei da prodotti non sicuri e tutelano le imprese serie dai concorrenti che cercano di aggirare le norme dell'UE.

Parallelamente, la Commissione sta portando avanti un progetto per elaborare circa 120 norme tecniche relative ai prodotti fertilizzanti dell'UE, con una dotazione complessiva di 10 milioni di euro. L'obiettivo è rendere più uniformi i criteri di prova e di etichettatura applicati dai laboratori nei diversi Paesi membri, riducendo le discrepanze che hanno favorito i casi di non conformità rilevati.

Etichettatura: cosa verificare prima dell'acquisto

Il Regolamento (UE) 2019/1009 impone che il prodotto fertilizzante UE sia etichettato secondo l'allegato III, con tutte le informazioni riportate direttamente sull'imballaggio o, se questo è troppo piccolo, su un foglietto separato che lo accompagna. Il marchio CE, come chiariscono le autorità di controllo polacche, non equivale a un certificato di qualità: attesta solo che il produttore dichiara la conformità del prodotto, non che un ente terzo l'abbia verificata.

Prima dell'acquisto conviene controllare alcuni elementi che la normativa rende obbligatori e che la campagna UE ha mostrato spesso mancanti o imprecisi:

  • la quantità esatta di inibitore della nitrificazione o dell'ureasi dichiarata in etichetta;
  • la presenza della dichiarazione UE di conformità del produttore;
  • la disponibilità della documentazione tecnica a supporto del prodotto;
  • le informazioni su salute e sicurezza previste dal Regolamento (CE) n. 1272/2008 su classificazione ed etichettatura delle sostanze.

Le autorità di controllo possono sospendere l'immissione in libera pratica di un prodotto privo della documentazione prescritta o non etichettato correttamente, come previsto dal capo VII del regolamento sui prodotti che entrano nel mercato dell'Unione. Per l'azienda agricola questo significa che un lotto già acquistato potrebbe risultare oggetto di verifica successiva, con conseguenze sulla tracciabilità dell'acquisto stesso.

Le ricadute per aziende agricole e contoterzisti

Il tema dell'etichettatura corretta non riguarda solo i fertilizzanti inibiti: interessa l'intera filiera della conformità normativa che coinvolge input agronomici e mezzi tecnici usati in campo. Chi gestisce l'azienda agricola può trovare utile confrontare questi controlli con quanto già discusso a proposito di come cambierà la certificazione dei fertilizzanti nel 2026, un percorso normativo che si muove nella stessa direzione di maggiore tracciabilità.

Un parallelo utile riguarda anche l'urea, ingrediente comune nei fertilizzanti inibiti a base di ureasi: le regole sul suo impiego in campo sono state oggetto di un recente decreto sull'urea in agricoltura legato al piano ColtivaItalia, che incide sulle stesse pratiche di dosaggio ora sotto esame a livello europeo. Anche la fertilizzazione di precisione, supportata da etichette digitali ISOBUS per la fertilizzazione di precisione, dipende dalla stessa accuratezza dei dati dichiarati che la campagna UE ha messo in discussione.