Rivoluzione per gli allevamenti: Ue vuole tornare alle soglie
Uba in bilico: Commissione Agricoltura Ue e Christine Singer riaprono il dossier, Copa-Cogeca applaude, 2.000 suini e 750 scrofe
Il 2 settembre 2026 la commissione Agricoltura del Parlamento europeo ha adottato un parere che chiede di tornare alle soglie originarie della direttiva emissioni industriali: oltre 2.000 posti per suini e 750 per scrofe, contro l'attuale sistema in unità di bestiame adulto. La relatrice è Christine Singer (Renew Europe), e il voto riapre un dossier che pesa direttamente su come migliaia di allevamenti italiani vengono classificati ai fini ambientali.
Copa-Cogeca ha definito il parere "un passo avanti", ribadendo che "l'allevamento non dovrebbe essere trattato per definizione come un'attività industriale".
La proposta arriva mentre in Italia il decreto legislativo di attuazione della direttiva vigente, la (Ue) 2024/1785, è già passato in Consiglio dei ministri il 22 giugno 2026: due percorsi normativi che ora corrono su binari paralleli, con esiti diversi per gli stessi allevamenti.
Cosa prevede oggi la direttiva emissioni industriali
La direttiva (Ue) 2024/1785, che modifica il quadro sulle emissioni industriali, ha sostituito il vecchio criterio del numero di posti con soglie in unità di bestiame adulto (Uba): 350 Uba per i suini, 300 per le galline ovaiole, 280 per gli altri avicoli e 380 per gli allevamenti misti suino-avicolo. Il termine per recepire questo impianto negli Stati membri è fissato al 1° luglio 2026, data già superata quando il parere AGRI arriva a rimettere tutto in discussione.
Il sistema in Uba ha ampliato il perimetro rispetto al regime originario del 2010, facendo rientrare nell'obbligo autorizzativo aziende che con il vecchio criterio dei posti fisici ne sarebbero rimaste fuori. È proprio questo allargamento, unito ai timori per l'impatto sulle aziende familiari, ad aver alimentato la richiesta di tornare al conteggio per capi. Per chi gestisce l'azienda, la differenza tra i due sistemi decide se serve o meno l'autorizzazione integrata ambientale, con tutto ciò che comporta in termini di monitoraggi e adempimenti già affrontati anche sul fronte gestione dei rifiuti agricoli nel Rentri 2026.
Il parere della commissione Agricoltura e il ritorno alle soglie per posti
Il parere del 2 settembre nasce dagli emendamenti al pacchetto di semplificazione presentato dalla Commissione europea il 10 dicembre 2025 con la proposta Com(2025) 986. La commissione Agricoltura propone di escludere i bovini dal campo di applicazione della direttiva emissioni industriali e di riportare suini e avicoli alle soglie fisiche del 2010: oltre 40.000 posti per il pollame, oltre 2.000 per i suini, oltre 750 per le scrofe.
Resterebbe però una regola di aggregazione tra specie diverse nella stessa azienda, punto che complica il calcolo per le realtà miste suino-avicole più diffuse nel nord Italia. Copa-Cogeca valuta che il ritorno alle soglie per posti alleggerirebbe gli oneri autorizzativi per molti allevamenti medio-piccoli, che con il sistema Uba si erano trovati inclusi nel perimetro della norma pur restando sotto le vecchie soglie fisiche.
Il parere resta comunque un orientamento politico della commissione Agricoltura, non un testo vincolante: la decisione finale spetta alla commissione Ambiente del Parlamento europeo, che dovrà negoziare con il Consiglio. Tra le misure ancora in discussione c'è anche il rinvio al settembre 2027, anziché 2026, del termine per definire condizioni operative uniformi per gli impianti soggetti alla direttiva, un margine di tempo che il settore chiede per adeguarsi qualunque sia l'esito finale sulle soglie.
Per allevatori e tecnici aziendali la conseguenza pratica è la sospensione di scelte già rinviate più volte: chi doveva decidere se procedere con investimenti legati alla classificazione Uba si trova ora davanti a un doppio binario, quello del decreto italiano già in Consiglio dei ministri e quello, ancora aperto, della revisione europea. La pianificazione degli adeguamenti in stalla, già discussa a proposito della classificazione ClassyFarm degli allevamenti, resta quindi legata a un testo che cambierà ancora prima di diventare definitivo, secondo il calendario pubblicato dal Parlamento europeo.
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