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Milleproroghe su ClassyFarm: cosa cambia nell'allevamento?

Impatto del Milleproroghe 2025-2026 su ClassyFarm, strutture, gestione e registrazioni negli allevamenti

Milleproroghe 2025-2026: come adeguare l’allevamento ai nuovi indirizzi ClassyFarm
Foto di: OmniTrattore.it

Molti allevatori stanno sottovalutando l’impatto che le proroghe e gli aggiustamenti normativi possono avere sul punteggio di rischio ClassyFarm, continuando a investire solo su strutture e attrezzature senza rivedere gestione, registrazioni e uso dei farmaci.

Comprendere come il Milleproroghe 2025-2026 incide su scadenze, priorità di adeguamento e raccolta dati consente di pianificare interventi mirati, evitando di trovarsi con stalle rinnovate ma ancora classificate a rischio elevato per carenze documentali o organizzative.

Le novità del Milleproroghe su ClassyFarm, sanità e benessere animale

Il primo punto da chiarire è che il cosiddetto Milleproroghe 2025, identificato come decreto-legge 31 dicembre 2025 n. 200, interviene su un quadro già consolidato di classificazione del rischio negli allevamenti, senza stravolgere l’impianto di ClassyFarm. Secondo quanto riportato nella pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, il decreto contiene disposizioni specifiche che toccano ClassyFarm e la sperimentazione animale, con l’obiettivo di modulare tempi e modalità di applicazione di alcuni obblighi, più che introdurre nuovi requisiti tecnici sulle strutture.

Milleproroghe 2025-2026: come adeguare l’allevamento ai nuovi indirizzi ClassyFarm

Milleproroghe 2025-2026 e ClassyFarm: cosa cambia per strutture, attrezzature e registrazioni negli allevamenti. Guida operativa su rischio, farmacosorveglianza e piano interventi 2026

Foto di: OmniTrattore.it

Per gli allevatori, la conseguenza pratica è che il Milleproroghe tende a spostare l’attenzione dalle sole scadenze formali alla capacità di dimostrare, nel tempo, un percorso di miglioramento continuo su benessere animale, biosicurezza e uso responsabile dei medicinali veterinari. Se, ad esempio, alcune decorrenze vengono diluite o coordinate con altri strumenti di controllo, questo non riduce il peso del punteggio ClassyFarm, ma offre una finestra per adeguare stalle, attrezzature e procedure interne in modo più coerente con gli investimenti programmati e con la reale capacità gestionale dell’azienda.

Requisiti strutturali e gestionali che pesano sul ClassyFarm

Per capire quali interventi su strutture e attrezzature abbiano un impatto reale sul rischio ClassyFarm, occorre distinguere tra requisiti “di base” e fattori che migliorano il punteggio. I primi riguardano la conformità minima a norme su spazi, pavimentazioni, illuminazione, accesso all’acqua e protezione dagli agenti atmosferici, che restano imprescindibili e non vengono sospesi da alcun Milleproroghe.

I secondi includono elementi come sistemi di ventilazione evoluti, soluzioni per la riduzione dello stress termico, layout che facilitano la pulizia e la separazione dei flussi animali, tutti aspetti che contribuiscono a un profilo di rischio più favorevole, soprattutto nelle valutazioni di benessere e biosicurezza.

Accanto alla parte strutturale, il decreto-legge e il sistema ClassyFarm richiamano con forza la dimensione gestionale, in particolare per quanto riguarda la tracciabilità dei trattamenti farmacologici.

Il Ministero della Salute ha chiarito che, nel sistema informativo nazionale della farmacosorveglianza, è obbligatorio indicare la specie e la categoria ClassyFarm degli animali trattati, oltre a note che permettano di identificare il gruppo interessato; questo rende evidente come la qualità delle registrazioni aziendali sia un tassello centrale del rischio complessivo.

Un allevamento con strutture moderne ma con registri incompleti o incoerenti può risultare più esposto di una realtà strutturalmente meno avanzata ma con gestione documentale rigorosa.

Proprio su questo punto, la pagina dedicata al sistema informativo nazionale della farmacosorveglianza evidenzia come la corretta imputazione dei trattamenti alle categorie ClassyFarm sia parte integrante della valutazione del rischio.

Per l’allevatore significa che la scelta di attrezzature per la somministrazione, stoccaggio e registrazione dei medicinali (armadi dedicati, software gestionali integrati, dispositivi di identificazione degli animali) non è solo un tema di ordine interno, ma incide direttamente sulla capacità di dimostrare un uso prudente degli antimicrobici, con riflessi sul punteggio e sui controlli ufficiali.

Come migliorare il rischio

La ventilazione rappresenta uno dei fronti più immediati su cui intervenire per migliorare il profilo di rischio, soprattutto nelle stalle chiuse o semi-chiuse soggette a stress termico estivo e a concentrazioni elevate di gas e polveri.

L’adozione di sistemi di ventilazione smart, in grado di modulare portata e direzione dei flussi d’aria in base alle condizioni ambientali e alla presenza degli animali, consente di ridurre problemi respiratori, zoppie e comportamenti anomali legati al caldo. Un esempio concreto è l’impiego di soluzioni di ventilazione intelligente come quelle descritte per la ventilazione smart in stalla, che integrano sensori e controllo automatico per mantenere parametri ambientali più stabili e documentabili.

L’alimentazione di precisione è un altro tassello strategico: miscelatori unifeed evoluti, sistemi di pesatura e dosaggio automatico, software che collegano razioni, produzione e stato sanitario permettono di ridurre variazioni improvvise nella dieta, sovraccarichi metabolici e competizione alla mangiatoia.

Se, ad esempio, una bovina da latte mostra cali produttivi ricorrenti, un carro miscelatore con controllo accurato della ricetta e della distribuzione può aiutare a stabilizzare l’ingestione e a prevenire patologie subcliniche che, nel tempo, peggiorano gli indicatori di benessere. Soluzioni come i carri unifeed di nuova generazione, illustrati nei sistemi per l’unifeed di precisione, mostrano come la tecnologia possa supportare una gestione più uniforme dei gruppi, con benefici sia produttivi sia sul rischio ClassyFarm.

La gestione dei reflui chiude il triangolo tra ambiente, benessere e biosicurezza.

Sistemi di rimozione automatica del letame, raschiatori robotizzati e soluzioni per la separazione solido-liquido riducono il tempo di permanenza degli escrementi nelle aree di stazionamento, limitando emissioni, carica microbica e rischio di lesioni agli arti. In una stalla dove la rimozione è ancora manuale e discontinua, è frequente osservare pavimenti scivolosi, lettiere umide e un aumento di mastiti e problemi podali; al contrario, l’adozione di asportatori automatici, come quelli descritti per l’asportatore di letame in stalla, consente di dimostrare una gestione più sistematica dell’igiene, elemento che si riflette positivamente sia nei controlli ufficiali sia nelle valutazioni di rischio.

Piano di interventi 2026 

Per impostare un piano di interventi efficace nel 2026, l’allevatore dovrebbe partire da una fotografia oggettiva del proprio profilo ClassyFarm, incrociando i risultati dei controlli ufficiali con i dati di autocontrollo disponibili sul portale dedicato.

Da qui è possibile costruire una gerarchia di priorità che tenga conto di tre assi: adeguamento strutturale minimo per la conformità normativa, investimenti in attrezzature che migliorano benessere e biosicurezza, rafforzamento delle procedure e delle registrazioni aziendali.

Se, ad esempio, il punteggio evidenzia criticità soprattutto sull’uso di antimicrobici, può essere più urgente intervenire su protocolli terapeutici, formazione del personale e sistemi di registrazione, piuttosto che su un ampliamento strutturale non strettamente necessario.

Milleproroghe 2025-2026: come adeguare l’allevamento ai nuovi indirizzi ClassyFarm

Come adeguare la stalla al Milleproroghe 2025-2026 senza peggiorare il punteggio ClassyFarm: ventilazione, unifeed di precisione, gestione reflui e corretta registrazione dei trattamenti

Foto di: OmniTrattore.it

Un approccio operativo consiste nel suddividere il piano in fasi, ciascuna con obiettivi chiari e verificabili. Una prima fase può concentrarsi su interventi “a basso impatto strutturale ma alto impatto gestionale”, come la revisione delle procedure di registrazione dei trattamenti, l’adozione di software integrati con i sistemi di farmacosorveglianza e la definizione di protocolli standardizzati per le principali patologie.

Una seconda fase può riguardare l’ottimizzazione del microclima (ventilazione, ombreggiamento, gestione delle lettiere), mentre una terza può includere investimenti più pesanti su layout di stalla, ampliamenti e sostituzione di attrezzature obsolete. In ogni fase, la domanda chiave da porsi è: