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Il carro miscelatore semovente che taglia passaggi in stalla

Scelta di coclee verticali, capacitĂ  di vasca e maneggevolezza dei carri semoventi incide su tempi di ciclo, TMR e uso dei telescopici

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Foto di: OmniTrattore.it
Cristian Furini Cristian Furini

Nei grandi allevamenti bovini il carro miscelatore semovente ha spostato sullo stesso mezzo carico, miscelazione e distribuzione della razione unifeed, tagliando passaggi e mezzi in stalla. La miscelazione in movimento lungo la corsia di alimentazione consente di seguire il gruppo di vacche con una TMR piĂą omogenea e tempi di ciclo piĂą stretti.

Questa evoluzione riguarda ormai anche molte stalle italiane con razioni complesse e spazi di manovra ridotti, e oggi si affianca a un secondo passaggio: l’integrazione di software di bordo, automazione e tracciabilità dei dati. Gli ultimi sviluppi vedono, per esempio, l’arrivo di carri semoventi come il KUHN ANTEA con gestione digitale delle ricette e della distribuzione, che mantengono invariata la piattaforma meccanica ma aggiungono controllo elettronico di pesatura, log dei cicli e collegamento alla gestione aziendale.

Carri miscelatori semoventi, vantaggi e limiti in stalla
Il carro miscelatore semovente riunisce carico, miscelazione e distribuzione della TMR in un'unica macchina, riducendo i passaggi necessari in stalla OmniTrattore.it
Foto di: OmniTrattore.it

Carri miscelatori semoventi, come funziona la miscelazione

Nei carri miscelatori semoventi la miscelazione in movimento si basa su una vasca dotata di una o piĂą coclee verticali e su sistemi di scarico laterali o frontali che operano mentre il mezzo avanza in corsia. Il ciclo tipico prevede il carico alla trincea, la miscelazione statica iniziale e la rifinitura della razione durante la distribuzione.

Sequenza di carico degli ingredienti, tempo di miscelazione prima dell’ingresso in corsia e velocità di avanzamento determinano l’omogeneità della TMR. Un avanzamento troppo rapido può accorciare la fase di rimescolamento e lasciare tratti meno uniformi, mentre una velocità costante e adeguata mantiene più stabile la struttura fisica della razione lungo tutta la linea di alimentazione.

CapacitĂ  di vasca e coclee, quale configurazione

La scelta tra una sola coclea verticale e carri multicoclea influenza direttamente capacitĂ  di vasca, altezza della macchina e spazi necessari. Soluzioni a due o piĂą coclee garantiscono in genere maggiore volume utile e buona uniformitĂ  di miscelazione, ma richiedono capannoni con altezze e larghezze adeguate per le manovre di ingresso e uscita.

In termini pratici, un semovente compatto a una coclea con vasca da circa 12–14 m³ può servire agevolmente mandrie dell’ordine di 70–90 vacche in un’unica distribuzione, mentre configurazioni multicoclea da 20–24 m³ consentono di arrivare a oltre 150 capi per viaggio, a condizione che gli spazi coperti lo permettano. Nei fabbricati con portoni bassi, pilastri ravvicinati o corsie strette risultano spesso più adatti carri semoventi compatti a una sola coclea, anche se con capacità inferiore.

Un confronto con i carri miscelatori trainati e semoventi aiuta a valutare se aumentare il numero di viaggi oppure riorganizzare i percorsi per sfruttare una vasca piĂą grande senza penalizzare la maneggevolezza.

Maneggevolezza e riduzione dei mezzi di carico

Con il carro miscelatore semovente le funzioni di carico, taglio del foraggio e distribuzione si concentrano su un solo mezzo, riducendo l’uso di telescopici e trattori dedicati. Ciò alleggerisce incastri e sovrapposizioni tra macchine nei cortili e consente di programmare la manodopera attorno al ciclo di alimentazione invece che ai singoli passaggi di carico.

La maneggevolezza resta però un punto critico: raggio di sterzata, visibilità dalla cabina e spazi davanti alle mangiatoie devono essere compatibili con il semovente scelto. Dove i percorsi sono molto tortuosi può essere necessario rivedere le logiche di taglio dell’insilato, anche alla luce delle esigenze di regolazione della lunghezza di taglio con la trincia semovente, per non allungare i tempi di raccolta a fronte dei guadagni in distribuzione.

Nelle valutazioni di flotta alcune realtà confrontano anche i consumi tra soluzioni diesel tradizionali e carri unifeed elettrici o diesel, considerando come la riduzione dei tragitti interni con il semovente possa compensare in parte l’energia richiesta da un mezzo specializzato.

Quando il carro semovente è più efficiente dei sistemi fissi

Il confronto con sistemi fissi di alimentazione e spandiconsumi dipende soprattutto da numero di gruppi alimentari, distanze tra trincea e corsie e frequenza delle distribuzioni giornaliere. In allevamenti con piĂą corpi di stalla distanti, il semovente che carica e mischia in autonomia riduce tragitti vuoti tra punto di carico e corsia.

In una stalla con diversi gruppi e razioni modulati sullo stesso impianto, il carro semovente permette correzioni rapide della TMR in base alla disponibilità e alla qualità del foraggio, ruolo in cui il nutrizionista di stalla è sempre più coinvolto. Dove prevalgono razioni ripetitive e percorsi lineari, un sistema fisso può restare più semplice, ma il semovente offre margine di adattamento quando cambiano struttura della mandria o layout dei fabbricati.