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Credito carburanti e fertilizzanti: errori che costano cari

20% sul gasolio, AGEA al 30 settembre 2026, fertilizzanti fermi senza decreto MASAF-MEF: F24 ancora bloccato

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Foto di: OmniTrattore.it

Il credito d'imposta straordinario su gasolio e benzina agricoli, operativo dal 2026 grazie al decreto interministeriale MASAF-MEF del 27 luglio, copre le spese sostenute tra il 1° marzo e il 31 maggio, fino al 20% dell'importo documentato. Il credito su fertilizzanti agricoli, previsto dallo stesso pacchetto di misure, riconosce invece un beneficio fino al 30% della spesa sostenuta, ma a fine agosto 2026 non risulta ancora pienamente operativo per mancanza del decreto attuativo dedicato e dei relativi codici tributo.

Le istruzioni operative AGEA n. 72 del 5 agosto 2026 fissano paletti precisi su beneficiari, spese ammissibili e modalità di presentazione. Chi gestisce i costi aziendali di un'impresa agricola, dal titolare al consulente fiscale, deve incrociare fatture, mezzi impiegati e attività svolta prima di presentare l'istanza AGEA, perché la domanda va trasmessa entro il 30 settembre 2026. Solo dopo il rilascio del credito è possibile utilizzarlo in compensazione entro il 31 dicembre 2026.

Crediti carburanti e fertilizzanti, errori e rischi da evitare
Il credito d’imposta 2026 riguarda gasolio e benzina acquistati per alimentare i mezzi impiegati nelle attività agricole. OmniTrattore.it
Foto di: OmniTrattore.it

Crediti d'imposta per carburanti e fertilizzanti

Il beneficio sul carburante spetta solo a chi rientra nella definizione di agricoltore in attività secondo l'articolo 4 del decreto MASAF 23 dicembre 2022 n. 660087. Non basta avere un codice ATECO 01: serve dimostrare l'esercizio effettivo dell'attività agricola, condizione che AGEA verifica in fase di istruttoria e che può bloccare la domanda se non correttamente documentata.

Per i fertilizzanti il quadro a fine agosto 2026 è diverso: il credito d'imposta fino al 30% è previsto dal decreto legge 89/2026, ma manca ancora il decreto attuativo MASAF-MEF specifico e non sono stati istituiti i codici tributo per l'utilizzo in modello F24. La misura esiste sulla carta ed è finanziata, ma non è ancora fruibile operativamente; chi pianifica gli acquisti deve tenerne conto, senza dare per scontata la possibilità di compensare nell'immediato.

Restano fuori dal perimetro agevolato le spese per carburante agricolo con requisiti e domanda 2026 destinato ad autovetture aziendali, furgoni e mezzi impiegati in trasporti commerciali non agricoli. Lo stesso vale per il carburante usato su attrezzature scollegate dal ciclo produttivo: una distinzione che sembra semplice sulla carta ma genera contestazioni quando le fatture non specificano il mezzo rifornito.

I rischi fiscali e documentali più comuni

Il rischio più frequente riguarda la tracciabilità tra fatture e mezzi utilizzati. Se una fattura di carburante non permette di ricondurre l'acquisto a un veicolo o a un'attrezzatura effettivamente impiegata nel processo produttivo agricolo, il credito calcolato su quella spesa può essere recuperato in sede di controllo, con interessi e sanzioni a carico dell'impresa.

Le domande vanno presentate esclusivamente tramite la piattaforma telematica AGEA, entro un termine perentorio che non ammette proroghe automatiche. In pratica, AGEA richiede normalmente: copia delle fatture di acquisto con indicazione chiara del tipo di carburante o fertilizzante, estremi identificativi dell'impresa e del fornitore, eventuali schede carburante o registri interni che collegano i rifornimenti ai singoli mezzi, elenco aggiornato dei mezzi agricoli aziendali con targa o matricola, e, se necessario, autocertificazioni sulla destinazione d'uso dei prodotti acquistati. Un errore nella compilazione, un allegato mancante o un ritardo nell'invio possono comportare la perdita del beneficio, indipendentemente dal fatto che la spesa fosse effettivamente ammissibile.

La Guardia di Finanza ha intensificato i controlli sulla filiera dei carburanti agevolati, individuando casi di gasolio agricolo ceduto a soggetti privi del diritto al beneficio. Il differenziale fiscale tra carburante agevolato e ordinario rende questo tipo di abuso appetibile, ma espone le imprese coinvolte, anche in buona fede, a recuperi fiscali e conseguenze penali.

Chi vuole inquadrare correttamente presupposti e documentazione può confrontare il proprio caso con la guida al tax credit su fertilizzanti e carburanti, utile per verificare requisiti soggettivi e allegati prima di presentare domanda. Con la scadenza di fine settembre per l'invio delle istanze e quella di fine anno per le compensazioni, ogni imprecisione documentale rilevata a posteriori riduce i tempi disponibili per correggerla senza perdere l'agevolazione.