Vai al contenuto principale

Alto Adige, il latte cala ma i 26enni rilanciano le stalle

Benjamin Lamprecht, 26 anni, riapre un maso a Scaleres; Alto Adige, 3.903 fornitori e 375 milioni di kg di latte

alto-adige-il-latte-cala-ma-i-26enni-rilanciano-le-stalle
Foto di: OmniTrattore.it

Dal 2005 il numero di aziende che conferiscono latte alle cooperative altoatesine è in calo continuo, mentre la produzione complessiva resta sostenuta e concentra i volumi su meno stalle. Il risultato è una filiera efficiente ma più fragile dal punto di vista del ricambio generazionale, con turni e responsabilità che pesano su pochi addetti.

In questo quadro si inserisce la scelta di Benjamin Lamprecht, 26 anni, che ha preso in affitto un maso di montagna a Scaleres, nel comune di Varna, a 1.400 metri di quota e con circa 140 punti di svantaggio. La sua stalla da latte, affiancata da un piccolo allevamento di capre, mostra come l’ingresso di giovani allevatori resti possibile quando si combinano opportunità concrete, sostegni pubblici e un’organizzazione del lavoro compatibile con le condizioni di montagna.

Latte in Alto Adige, calo aziende e giovani in stalla
La zootecnia da latte in montagna deve conciliare condizioni ambientali difficili, costi di produzione e organizzazione del lavoro. OmniTrattore.it
Foto di: OmniTrattore.it

Latte in Alto Adige, il calo delle aziende

Il numero di aziende che consegnano latte alle cooperative altoatesine diminuisce dal 2005, mentre i conferimenti complessivi restano elevati. Secondo i dati provinciali più recenti, 3.903 fornitori hanno consegnato circa 375 milioni di chilogrammi di latte alle 10 cooperative di trasformazione, segno di una concentrazione produttiva su stalle mediamente più strutturate rispetto al passato.

Questa dinamica si combina con il calo della presenza di capi azienda giovani fotografato a livello nazionale, dove la quota under 40 è scesa sotto il 10 per cento. L’infografica dell’Istituto nazionale di statistica sui cambiamenti dell’agricoltura (cambiamenti dell’agricoltura) segnala una flessione dei conduttori giovani, mentre cresce la componente femminile alla guida delle aziende.

Il comparto lattiero locale risente anche di fattori di redditività già emersi in altre aree italiane, tra cui la pressione sui listini del latte alla stalla e l’aumento dei costi di alimenti e strutture. In diversi casi, la combinazione tra mercato instabile e impegno di lavoro continuativo ha portato alla chiusura di stalle storiche, come documentato dall’allarme sul crollo del prezzo del latte e le preoccupazioni degli allevatori.

Benjamin Lamprecht e il maso di Scaleres

Benjamin Lamprecht ha 26 anni, proviene da un contesto agricolo e ha scelto di subentrare in un maso di montagna a Scaleres, nel comune di Varna, dopo che il proprietario aveva deciso di non continuare l’attività. L’occasione è arrivata tramite un annuncio su Facebook, segnale concreto di come il passaggio generazionale passi anche da canali informali e digitali.

Il maso si trova a circa 1.400 metri di altitudine e presenta 140 punti di svantaggio, parametri che si riflettono su costi di produzione, tempi di lavoro e necessità di organizzare la stalla con grande attenzione. Lamprecht gestisce vacche da latte e un piccolo allevamento di capre, integrando così due linee produttive che permettono di valorizzare foraggi difficili e di diversificare i ricavi all’interno della stessa struttura aziendale.

La visita dell’assessore provinciale all’Agricoltura, Luis Walcher, ha messo in evidenza il valore simbolico e operativo di questo subentro. Il caso si colloca dentro un quadro in cui gli aiuti specifici al giovane agricoltore sono stati rafforzati, con il premio per l’insediamento che nel quinquennio 2023–2027 è passato a importi per ettaro via via più elevati, alleggerendo una parte dei costi dei primi anni di gestione.

Perché i giovani tornano nelle stalle

I segnali di ritorno dei giovani nella zootecnia da latte altoatesina passano da fattori sia economici sia organizzativi. Da un lato, il quadro dei sostegni pubblici, inclusi i premi specifici per chi si insedia in agricoltura, incide sui piani economici delle aziende di montagna. Dall’altro, la filiera cooperativa offre una stabilità di ritiro del latte che resta un elemento decisivo nelle valutazioni sul lungo periodo.

Nel caso del maso di Scaleres, il subentro mostra come una combinazione di motivazione personale, possibilità di affitto di strutture esistenti e supporto tecnico possa riaprire stalle che rischiavano la chiusura. Questi percorsi si intrecciano con il dibattito nazionale su agricoltura e giovani come vero problema strutturale e con l’andamento dei giovani agricoltori under 35 in calo.

Per la zootecnia da latte, il tema generazionale si somma a sfide come i costi energetici, il benessere animale e l’adattamento a caldo e siccità, che hanno effetti diretti su produzione e qualità del latte. Gli sviluppi sulla crisi del settore lattiero e gli effetti sulla meccanizzazione e gli impatti di caldo e siccità sulla produzione di latte mostrano come le scelte dei giovani allevatori in Alto Adige si collochino dentro un contesto in rapida trasformazione, in cui ogni nuovo insediamento contribuisce a mantenere viva la rete produttiva locale.