Molise: solo 150 MW installati, 2030 a rischio?
Molise, 150 MW sotto traiettoria al 2030; 130 richieste per 5,8 GW, Eg Helios 59 MW ed Elgin con BESS da 20 MW
Il ritardo del Molise rispetto ai target di nuova potenza rinnovabile al 2030 apre una finestra di lavoro stretta per agricoltori, allevatori e operatori energetici interessati a eolico, fotovoltaico e agrivoltaico. Il quadro regionale mostra un obiettivo di crescita consistente, ma anche un portafoglio rilevante di impianti già autorizzati e di progetti in attesa di valutazione. Comprendere numeri, colli di bottiglia e implicazioni territoriali permette di non sbagliare le scelte localizzative e di tempistica degli investimenti nei prossimi anni.
Target al 2030 e stato di avanzamento reale
L’incremento atteso di nuova potenza da fonti rinnovabili in Molise al 2030 è concentrato tra eolico, fotovoltaico e soluzioni agrivoltaiche, con un obiettivo di oltre 1.000 megawatt aggiuntivi rispetto al 2021. A marzo 2026, secondo elaborazioni su dati di Terna, il Molise presenta uno scostamento di circa 150 megawatt rispetto alla traiettoria di burden sharing verso il 2030, valore che misura il ritardo sulla tabella di marcia e non la potenza cumulata effettivamente installata. Questo margine negativo segnala una quota residua significativa da mettere a terra in meno di metà del tempo disponibile rispetto all’orizzonte 2030 fissato in partenza.
Le istituzioni regionali, richiamando il Piano energetico ambientale regionale e la programmazione FESR FSE+, segnalano però che al dato di potenza in esercizio va sommata la potenza già autorizzata, in gran parte ancora non entrata in esercizio. Considerando cicli autorizzativi regionali e comunali, la traiettoria di conseguimento dell’obiettivo risulterebbe già oltre la metà del percorso, con un fabbisogno residuo di alcune centinaia di megawatt ancora da autorizzare entro la fine del decennio.
Iter autorizzativi, progetti in coda e ruolo del MASE
Dal 2020 in Molise sono state presentate circa 130 richieste di autorizzazione tra impianti eolici e fotovoltaici, per un volume complessivo di circa 5,8 gigawatt, ma soltanto una parte minoritaria dei progetti ha ottenuto il via libera. I progetti autorizzati sono in prevalenza fotovoltaici, di taglia media contenuta, mentre una quota rilevante dei grandi impianti resta ferma nelle fasi di valutazione di impatto ambientale, con particolare peso della procedura di Valutazione di impatto ambientale nazionale gestita a Roma.
Presso la Regione risultano in corso di definizione poco più di trenta iniziative tra eolico, fotovoltaico e agrivoltaico su terreno agricolo, che si sommano alle richieste in itinere al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica. Una parte della potenza in sviluppo riguarda impianti agrivoltaici, inclusi progetti vicini alla conclusione dell’iter ma sospesi da ricorsi al Tribunale amministrativo regionale. Tra questi, il progetto fotovoltaico Eg Helios da circa 59 megawatt tra San Martino in Pensilis e Rotello, per il quale il Tar Molise con sentenza del 2 febbraio 2026 ha riaperto il procedimento autorizzativo imponendo alla Regione un nuovo esame, conferma la centralità del contenzioso per i grandi interventi energetici in area rurale.
Agrivoltaico e potenziale per le aziende agricole molisane
L’agrivoltaico emerge come uno degli strumenti principali per conciliare obiettivi energetici regionali e continuità dell’attività agricola, in coerenza con la Strategia regionale per lo sviluppo sostenibile che punta a concentrare gli impianti in aree idonee e a valorizzare anche il biometano da reflui. In Molise sono in valutazione più di dieci progetti agrivoltaici di media e grande taglia, che prevedono la coesistenza tra generazione elettrica e coltivazioni, con configurazioni che lasciano corridoi produttivi o zone di pascolo. Tra le iniziative di maggior rilievo figura l’impianto agrivoltaico da 40,5 megawatt con sistema di accumulo BESS da 20 megawatt sviluppato da Elgin, società controllata dal fondo danese Copenhagen Infrastructure Partners, che rappresenta uno dei casi più avanzati di applicazione del modello agrivoltaico in regione.
Per chi gestisce aziende agricole interessate a integrare fotovoltaico e produzione primaria, rientrano nel quadro di riferimento regionale anche gli incentivi nazionali attivi, come i bandi per fotovoltaico su stalle e capannoni con il Parco Agrisolare. Le scelte progettuali devono rispettare le regole su zone agricole, impatti paesaggistici e compatibilità con l’uso del suolo, tema già affrontato nel dibattito sulle regole per agrivoltaico e rinnovabili in zona agricola, e si inseriscono in una pianificazione delle aree idonee per le rinnovabili che in Molise ha già visto la Giunta regionale approvare una proposta di legge a seguito della legge n. 4 del 15 gennaio 2026 sulla conversione del decreto-legge 175/2025.
Ricadute per il territorio rurale e prospettive al 2030
La Strategia regionale per lo sviluppo sostenibile del Molise, approvata nel 2022, lega la decarbonizzazione e la crescita delle rinnovabili alla localizzazione degli impianti in aree idonee e al bilanciamento con tutela del paesaggio e qualità dell’aria, in coerenza con il quadro europeo delineato dal Regolamento (UE) 2018/1999 sulla governance dell’Unione dell’energia. Le politiche energetiche regionali sono inoltre richiamate in un atto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale nel 2024, che collega gli interventi molisani agli obiettivi dell’Agenda 2030 e in particolare all’accesso a energia pulita e sostenibile.
Per le aree rurali molisane l’accelerazione verso i target 2030 si traduce in un aumento di richieste di insediamento di impianti rinnovabili, con ricadute su uso del suolo, infrastrutture di connessione alla rete e potenziali entrate per i proprietari terrieri. Il confronto tra agricoltori, operatori energetici e amministrazioni locali, anche attraverso strumenti come i Piani d’azione per l’energia sostenibile e il clima, diventa centrale per definire dove collocare gli impianti e come integrare produzione elettrica e attività agricola senza compromettere la funzione produttiva dei terreni, orientando le scelte verso soluzioni che generino anche benefici economici stabili per le comunità locali.
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