Acari sui pomodori: perdite fino al 30% in estate
Tetranychus urticae, Aculops lycopersici, pomodoro da industria: caldo, siccità e stress idrico spingono perdite fino al 30%
Macchie brune sul fogliame, bronzature diffuse e pianta che rallenta la crescita nei pomodori da industria e da mensa indicano spesso un forte aumento di ragnetto rosso (Tetranychus urticae) ed eriofide rugginoso (Aculops lycopersici), con perdite produttive che possono diventare pesanti in piena estate. Il problema emerge in fretta nelle parcelle più stressate, dove caldo e scarsità d’acqua favoriscono lo sviluppo di questi acari.
Nelle principali aree vocate al pomodoro l’attenzione si sta spostando dal solo stress idrico alla combinazione tra siccità e pressione degli acari, in particolare ragnetto rosso ed eriofide rugginoso, che colpiscono foglie, piccioli e talvolta frutti. La conseguenza è un calo di allegagione e pezzature più piccole, con rese che in casi gravi vengono ridotte in modo significativo rispetto al potenziale dell’ibrido e alla storia dei campi.
Acari sui pomodori: impatto sulle rese
Il danno da acari sui pomodori non è solo estetico, perché la sottrazione di linfa riduce la capacità fotosintetica e accorcia la vita utile della chioma. Quando l’infestazione si concentra sulle foglie mediane, le piante vanno più facilmente in stress, reagiscono peggio alle ondate di caldo e possono perdere una quota rilevante della produzione attesa.
Nelle aziende dove la coltura è già sotto pressione per siccità e alte temperature, l’acaro agisce come fattore moltiplicativo del danno: gli stacchi di raccolta diventano meno uniformi e aumentano gli scarti industriali per calibro insufficiente. In queste situazioni conta aver curato anche l’irrigazione del pomodoro in termini di volumi e resa, perché una pianta meno stressata tollera meglio gli attacchi.
Sintomi dell’attacco in campo
I primi segnali visivi di infestazione da acari sui pomodori interessano di solito la pagina inferiore delle foglie, con punteggiature chiare o rugginose e fini ragnatele in corrispondenza delle nervature nel caso del ragnetto rosso, oppure un aspetto rugginoso e opaco della vegetazione e dei piccioli nel caso dell’eriofide rugginoso. Con l’aumentare della densità del parassita, le lamine assumono una colorazione bronzata e perdono turgore, arricciandosi verso il basso.
Nei casi più avanzati si osservano caduta delle foglie basali, disseccamenti localizzati e arresto di crescita dei grappoli in formazione, con allegagione irregolare e fiori che cascolano. Su alcuni ibridi da industria compaiono anche imbrunimenti su peduncoli e piccioli, che vanno distinti da fisiopatie di stress già descritte nei piani anti stress del pomodoro da industria. La diagnosi visiva deve essere sempre accompagnata da controlli con lente su foglie campione prelevate lungo le ali, con particolare attenzione alle zone di bordo e alle piante più deboli.
Controllo degli acari nel pomodoro
Il controllo degli acari nel pomodoro passa anzitutto dal monitoraggio sistematico, con sopralluoghi ravvicinati nelle zone più soggette a stress idrico e lungo i bordi delle parcelle, dove spesso partono le infestazioni. Nella pratica di campo molti tecnici utilizzano come soglia orientativa la presenza di acari mobili su una quota non trascurabile delle foglie controllate, valutando insieme alla densità del fitofago anche l’andamento climatico previsto e la fase colturale.
Una volta individuati i primi focolai, è importante definire soglie di intervento insieme al tecnico di riferimento, tenendo conto di stato della coltura, fase fenologica e giorni mancanti alla raccolta. Per impostare una strategia efficace di difesa conviene integrare più leve: gestione dell’irrigazione per ridurre lo stress, scelta di prodotti registrati specifici per acari, rotazione delle sostanze attive per limitare resistenze e, dove disponibili, soluzioni di biocontrollo inserite nella difesa integrata. L’esperienza maturata su altre colture, come il biocontrollo in uva da tavola in fase di invaiatura, mostra che il ventaglio di opzioni cresce ma va calibrato con attenzione sulle condizioni specifiche del campo.
La gestione nutrizionale e la concimazione azotata incidono sulla suscettibilità della coltura, per cui l’adeguamento dei piani di fertilizzazione resta parte della prevenzione. In questo quadro, le scelte fatte per contenere i costi della concimazione del pomodoro da industria devono tenere conto del rischio di squilibri vegetativi che possono aumentare la vulnerabilità agli acari, specialmente nelle annate più calde.
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