Caldo estremo: la Cisoa ti paga senza consumare le 90 giornate
Dl 107/2026, Inps 2418/2026, Cisoa: nel secondo semestre 2026 il caldo estremo non pesa sulle 90 giornate
Le ondate di calore che impongono la chiusura dei campi e delle stalle rientrano ora tra gli eventi che permettono un accesso agevolato alla Cisoa, la Cassa integrazione speciale operai agricoli. Con l’articolo 6 del Dl 107/2026 (decreto Infrastrutture), i periodi di sospensione o riduzione dell’attività per caldo estremo nel secondo semestre 2026 possono essere coperti in modo più ampio, evitando di lasciare senza reddito gli operai agricoli quando lavorare diventa rischioso per la salute.
La misura è però finanziata con risorse predeterminate: una dotazione complessiva di 15,2 milioni di euro, di cui 10,3 milioni destinati alla Cisoa, che l’Inps monitora e oltre la quale le domande eccedenti non possono più essere accolte.
Dl 107/2026: cosa cambia per chi lavora in agricoltura
L’articolo 6 del Dl 107/2026, in vigore dal 27 giugno 2026, introduce deroghe temporanee alla disciplina ordinaria degli ammortizzatori per le sospensioni dovute a eventi meteorologici avversi, con attenzione specifica alle ondate di calore. L’obiettivo è permettere alle aziende agricole di fermare o ridurre l’attività quando il caldo mette a rischio la sicurezza, senza perdere completamente la copertura al reddito per gli operai, nel limite del tetto di spesa previsto e controllato dall’Inps.
Per il settore agricolo, la misura riguarda la Cassa integrazione speciale operai agricoli (Cisoa) e si applica alle sospensioni o riduzioni dell’attività legate alle intemperie stagionali nel secondo semestre 2026. L’Istituto nazionale di previdenza sociale (Inps) ha chiarito le modalità operative con il messaggio 2418/2026 del 20 luglio, rendendo di fatto più semplice utilizzare la cassa integrazione in caso di caldo estremo, purché l’azienda documenti il nesso con l’emergenza climatica. Le nuove indicazioni si affiancano, senza sostituirle, alle regole ordinarie sulla sospensione dell’attività per caldo eccessivo già riepilogate dal messaggio Inps n. 2103/2026.
Cisoa per caldo estremo: chi può richiederla e quando
Il trattamento di Cisoa per intemperie stagionali nel secondo semestre 2026 è riconosciuto agli operai agricoli a tempo indeterminato e determinato, senza distinzione di qualifica, purché la richiesta sia collegata a sospensioni o riduzioni per ondate di calore o eventi meteorologici assimilabili. In deroga alle regole usuali, la misura si attiva anche se la riduzione riguarda metà dell’orario giornaliero contrattualmente previsto, non più solo le sospensioni complete dell’attività.
Un elemento chiave è che l’accesso alla Cisoa agevolata avviene a prescindere dal requisito delle giornate lavorative normalmente richieste. Per una cooperativa o un’azienda che impiega operai a termine in raccolta o in stalla, questo consente di coprire periodi brevi ma ripetuti di stop per caldo estremo, evitando di superare i limiti fisici di lavorabilità nei campi. Nel valutare l’uso della misura, chi gestisce l’azienda deve però verificare che la causale sia effettivamente riconducibile a intemperie stagionali, non a fattori organizzativi interni.
Deroghe su durata, giornate e requisiti: cosa cambia davvero
La disciplina ordinaria prevede un tetto massimo di 90 giornate di Cisoa all’anno e richiede specifici requisiti di giornate di lavoro per maturare il diritto. L’articolo 6 del Dl 107/2026 introduce una deroga parziale: i periodi concessi per intemperie stagionali nel secondo semestre 2026, compresi quelli per caldo estremo, sono esclusi dal computo delle 90 giornate annue. In altri termini, le giornate coperte per ondate di calore non “consumano” il plafond ordinario della Cisoa.
Un’ulteriore deroga riguarda il modo in cui questi periodi vengono considerati: le ore o giornate con integrazione salariale per caldo estremo sono equiparate ad attività lavorativa sia per il calcolo della disoccupazione agricola, sia ai fini del requisito delle 181 giornate di effettivo lavoro previsto dall’articolo 8 della legge 457/1972. Questo è decisivo per operai stagionali che rischierebbero di non raggiungere le 181 giornate a causa degli stop per caldo. Per l’azienda, la scelta di attivare la Cisoa in queste condizioni evita anche contenziosi sulla mancata prestazione in presenza di temperature estreme, documentabili con i bollettini sulle ondate di calore pubblicati dal Ministero della Salute.
Come presentare domanda Cisoa per caldo estremo
La domanda di Cisoa agevolata va presentata alla sede Inps competente per territorio, che concede il trattamento ed eroga direttamente l’integrazione salariale. La scadenza è stringente: la richiesta deve essere inviata entro 15 giorni dall’inizio della sospensione o riduzione dell’attività lavorativa, fatti salvi i casi coperti dalla finestra transitoria. Se, ad esempio, un’azienda ferma i lavori in campo il 10 agosto per caldo estremo, l’istanza deve essere trasmessa entro 15 giorni da quella data, allegando la documentazione che attesti la causa meteo-climatica.
A seguito del messaggio Inps 2418/2026, per la gestione delle domande sono state introdotte causali dedicate: “Cisoa eventi atmosferici a riduzione” (codice 17) e “Cisoa eventi atmosferici a sospensione ex Dl 107/2026” (codice 18), utilizzabili dal 24 luglio 2026. Per gli eventi verificatisi tra il 1° e il 23 luglio 2026 è prevista una finestra straordinaria che consente di inviare la domanda fino al 22 agosto 2026, mentre per gli eventi successivi vale il termine ordinario di 15 giorni. Per compilare correttamente la domanda, chi gestisce l’azienda agricola deve indicare la corretta causale legata a intemperie stagionali, il periodo di sospensione o riduzione (anche se pari a metà orario giornaliero), i nominativi degli operai interessati e l’orario ridotto. In fase di valutazione, è utile avere già predisposto un piano di gestione del caldo in stalla e nei campi, come quello suggerito dalle linee guida ministeriali sui rischi delle ondate di calore, che dimostri la scelta di sospendere l’attività per reale esigenza di tutela della salute.
Strategie aziendali: integrare cassa integrazione e gestione del caldo
La cassa integrazione agevolata per caldo estremo va letta come strumento complementare alla gestione agronomica e zootecnica del rischio climatico. Per ridurre al minimo le sospensioni totali, è essenziale intervenire sull’organizzazione del lavoro in campo e in stalla: orari spostati nelle fasce più fresche, ombreggiamento e ventilazione, pianificazione delle operazioni meccanizzate nei momenti meno critici, come illustrato dagli interventi tecnici sulle azioni contro il caldo estremo in stalla.
Dal punto di vista economico, chi coltiva può valutare il ricorso alla Cisoa insieme ad altre leve di adattamento a clima e mercato, ad esempio gli strumenti mutualistici e di cooperazione, analizzati nel dettaglio nel contributo sulle cooperative agricole tra mutualità, clima e fisco, o le strategie di contenimento dei costi energetici e del gasolio in scenari di clima estremo, trattate nell’analisi sulla crisi del gasolio agricolo legata al clima. Se l’azienda costruisce un piano integrato, la cassa integrazione diventa una rete di sicurezza, non l’unica risposta a ondate di calore sempre più frequenti.
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