Enovitis in Campo 2026: tutte le novità tra i filari del Chianti
Enovitis in Campo 2026 compie 20 anni: CVT, robotica, trattori elettrici e guida senza GPS. Il reportage completo di OmniTrattore.it
A Enovitis in Campo 2026 il futuro della viticoltura è già tra i filari del Chianti Classico
Trecento chilometri da Milano per raggiungere la Tenuta di Nozzole, nel cuore del Chianti Classico a Greve in Chianti, dove tra le vigne che producono uno dei Sangiovese più celebri al mondo si è svolta la ventesima edizione di Enovitis in Campo 2026. Un traguardo importante per la rassegna dinamica dedicata alla meccanizzazione viticola, che arriva in un momento di trasformazione profonda per tutto il settore delle macchine e delle soluzioni applicate al vigneto.
Quello che emerge da questa edizione non è teoria da stand fieristico, ma tecnologia vista sul terreno vero, tra la polvere e il sole di giugno. Cinque tendenze guidano il comparto nel 2026, e attorno a queste si muovono tutti i principali marchi della meccanizzazione viticola internazionale.
Le cinque tendenze che guidano Enovitis 2026
Prima di entrare nel dettaglio dei singoli marchi, vale la pena fissare il quadro generale che emerge da questa edizione.
La trasmissione a variazione continua (CVT) si è ormai affermata anche nella nicchia dei trattori specializzati da vigneto, un segmento che fino a pochi anni fa restava fedele ai cambi manuali o semiautomatici. Il trattore elettrico da vigneto ha smesso di essere un prototipo: oggi è in produzione di serie, ordinabile e già al lavoro tra i filari, con vantaggi evidenti per chi opera vicino a strutture ricettive, agriturismi e sale di degustazione — zero emissioni, zero rumore, zero odore di gasolio durante i trattamenti.
La robotica avanzata non è più sperimentazione: i robot cingolati sono già unità lavorative operative in azienda, e i numeri economici cominciano a reggere anche per la viticoltura di dimensioni medie, non solo per le grandi tenute.
La guida assistita senza GPS apre un fronte completamente nuovo, con sistemi che guidano il trattore tra i filari usando visione artificiale e intelligenza artificiale invece del segnale satellitare — una svolta decisiva per gli impianti a pergola o tendone, dove il GPS perde precisione sotto la copertura vegetale. Infine, le attrezzature intelligenti e connesse puntano tutte sulla stessa parola chiave: precisione, fare la stessa cosa ma meglio, dove serve e quando serve, senza sprechi.
La ventesima edizione di Enovitis in Campo si è svolta tra i filari della Tenuta di Nozzole a Greve in Chianti: una rassegna dinamica dove le macchine vengono mostrate in funzione su terreno reale, non in uno stand fieristico
I trattori specializzati: CVT ovunque, tra tradizione e nuove proposte
Tra i trattori specializzati, Deutz Fahr porta il suo cavallo di battaglia, la Serie 5 DF/DS/DV, trattori specializzati con larghezze fino a 1.166 mm, con motore a 4 cilindri da 126 CV e 472 Nm di coppia, trasmissione a variazione continua, impianto idraulico da 115 litri al minuto con distributori elettronici e capacità di alzo elettronico di 3.400 kg. La cabina a quattro montanti con piattaforma piana è stata una delle prime sul mercato a offrire questa soluzione ergonomica.
Landini porta tra i filari il Rex 4, punto di riferimento nel segmento degli specializzati made in Italy, con motore Deutz Stage V da 2,9 litri e potenze da 75 a 112 CV in dimensioni compatte e cabina ribassata per la massima manovrabilità. Particolarmente interessante l'unità più recente, il Rex 4 110F con l'add-on del cambio RoboShift — una semiautomatizzazione del cambio marce pensata per chi vuole evolversi dal manuale senza passare direttamente alla variazione continua.
Sempre nel gruppo Argo, la famiglia McCormick si presenta con X4.100N e il più compatto X4.90F, mentre tra le proposte più interessanti del momento spicca il T4.120F Autocommand di New Holland, primo specializzato del marchio dotato di trasmissione CVT sviluppata internamente, con modalità Eco fino a 50 km/h.
Fendt: il presente a gasolio e il futuro elettrico
Fendt porta a Enovitis il proprio trattore elettrico da vigneto, l'e107 Vario, introdotto in produzione a fine 2024 e già presente in alcuni vigneti italiani. L'alimentazione è 100% elettrica con un'autonomia fino a 7 ore nei lavori più leggeri, dimensioni compatte e punto di ricarica integrato.
Accanto al modello elettrico, Fendt presenta il suo alter ego endotermico dedicato alla viticoltura, il 211 Vario, rinnovato con il sistema di bordo Fendt One e potenza fino a 124 CV grazie alla funzione Dynamic Performance. Due proposte che raccontano bene i due estremi della gamma Fendt: il presente a gasolio e il futuro elettrico.
Abbinata proprio al Fendt 211 si trova una soluzione BHOSS: un rasaerba ventrale collegabile per una lavorazione multipla, che funziona con l'idraulica e i distributori ventrali della macchina, regolando sia il moto delle lame che la traslazione in ampiezza dell'attrezzatura.
Il Fendt e107 Vario, 100% elettrico con autonomia fino a 7 ore, rappresenta il trattore da vigneto ideale per agriturismi e cantine con strutture ricettive: zero emissioni, zero rumore, zero odore di gasolio durante i trattamenti
Massey Ferguson, John Deere e la connettività ecosistemica
Massey Ferguson espone l'MF FR 115, con trasmissione Dyna, potenza da 88 kW e larghezza di soli 1,44 metri — un buon compromesso polivalente per diverse tipologie di viticoltura.
John Deere porta la serie 5N, la sua gamma specializzata dedicata a frutteti, vigneti e serre. L'elemento più significativo non è la meccanica in sé, ma la connettività e la predisposizione nativa per JDLink, AutoTrac Universal e Display G5 Plus — lo stesso ecosistema digitale delle gamme da pieno campo, adattato al filare. In pratica, chi ha già trattori John Deere in azienda può integrare lo specializzato nella stessa piattaforma di gestione, con un approccio ecosistemico che molti viticoltori apprezzano particolarmente.
Olmi: la spollonatura intelligente che protegge la pianta
Olmi presenta a Enovitis tre soluzioni dedicate a diserbo meccanico, lavorazione su doppia fila e defogliazione meccanica. Alla base di tutte e tre c'è un principio comune: eliminare erba e polloni nell'interceppo senza danneggiare la pianta, grazie al dispositivo brevettato Happy Plant, che risolve il problema del rientro automatico della testata quando il sensore rileva il ceppo, riprendendo immediatamente il lavoro subito dopo.
Il risultato pratico è che il filo degli organi lavoranti non entra mai in contatto con il legno della vite — una caratteristica che rende il sistema compatibile anche con barbatelle e impianti molto giovani. Su una delle diserbatrici singole della gamma, il rullo portafili è inclinato di 15 gradi rispetto al filare, un dettaglio non casuale che favorisce una spollonatura del ceppo con pressione più delicata e omogenea rispetto a un attacco perpendicolare — particolarmente utile nei contesti collinari e negli impianti con ceppi bassi, dove manovrabilità e precisione contano allo stesso modo.
Olmi presenta inoltre la defogliatrice pneumatica modello 450F allestita su portattrezzi robot Blackshire RC3075, dimostrando come la soluzione pneumatica per la defogliazione sia utilizzabile anche in ambito di robotica autonoma.
Il dispositivo brevettato Happy Plant fa rientrare automaticamente la testata quando il sensore rileva il ceppo: il filo degli organi lavoranti non entra mai in contatto con il legno della vite, rendendo il sistema sicuro anche su barbatelle e impianti giovani
Nobili per la difesa e Maschio Gaspardo per la gestione dell'interfila
Nobili ad Enovitis punta su tre macchine concrete per la difesa e la gestione del vigneto professionale.
H-FAN 2x50-1000S: trainata compatta con cisterna da 1000 litri e due ventole da 500 mm ad azionamento idraulico. La pompa è montata sul timone sterzante, così la macchina segue perfettamente la traiettoria del trattore. Svolta senza disinnestare la presa di forza — niente interruzioni, niente perdite di ritmo. La velocità delle ventole si regola idraulicamente in tempo reale per adattarsi alla vegetazione: meno deriva, meno spreco di prodotto.
OKTOPUS FF PRO 1002T: scavallante multifilare che tratta tre filari in un solo passaggio. Tre calate verticali indipendenti su bracci telescopici, gestibili con joystick dalla cabina, apribili e chiudibili anche dentro il filare senza uscire dalla fila. Il sistema OKTOPUS unisce aria e prodotto solo all'esterno del modulo: goccia costante, penetrazione profonda nella chioma, deriva ridotta. Cisterna da 1000 litri, pensata per lavorare tutto il giorno senza perdere agilità in pendenza.
Trincia sarmenti BV 101: telaio ribassato senza sporgenze per operare rasente alla pianta senza danneggiarla. Bocca di ingresso a 30 centimetri, rotore con mazze da 1,4 chili e tre file di controcoltelli per una triturazione fine e uniforme. Larghezze di lavoro da 1,53 a 2,28 metri, da 50 a 120 CV. Disponibile anche in versione BVL con traslazione laterale fino a 150 cm e BVR reversibile.
Nello spazio di Maschio Gaspardo, una delle attrezzature più attese è Corazza, attrezzatura polivalente per la gestione dell'interfila e dei residui di potatura, disponibile con larghezze da 1,55 a 2,30 metri con telaio fisso o traslante. Accanto a questa, una seminatrice meccanica combinata e Turbo Teuton, ottimizzatore trainato con alette di recupero per ridurre l'effetto deriva.
Blackshire e Filiera Robotics: robotica italiana che lavora già in campo
Se c'è un marchio che rappresenta meglio di tutti il salto culturale in atto nella viticoltura, è Black Shire: startup nata in Piemonte che ha costruito il robot cingolato autonomo RC3075, vincitore dell'edizione precedente di Enovitis in Campo per il premio Technology Innovation. Il motore è un endotermico Kubota da 75 CV che funge da generatore, mentre i cingoli sono azionati elettricamente. La guida RTK garantisce una precisione di 7 mm e consente di lavorare su pendenze fino a 30°, 24 ore su 24 senza operatori. Non si tratta di fantascienza: una decina di esemplari sono già operativi tra Piemonte, Lombardia e Abruzzo.
Field Robotics, startup bolognese nata con il contributo dell'Università di Bologna, presenta Hammerhead, un porta-attrezzi autonomo che non necessita di mappatura manuale del campo: gli algoritmi di navigazione si adattano in autonomia alla struttura del vigneto. L'attacco a tre punti standard consente di abbinarlo alle attrezzature già presenti in azienda, mentre il team lavora alla conversione degli attrezzi tradizionali in versione full electric per ottimizzare i consumi della batteria.
Il robot Blackshire RC3075 lavora 24 ore su 24 senza operatori, con guida RTK a precisione di 7 mm e capacità di operare su pendenze fino a 30°: una decina di esemplari sono già attivi tra Piemonte, Lombardia e Abruzzo.
Merlo, Clemens, BMV e Kobo: dai porta-attrezzi elettrici all'IA
Merlo mostra la propria gamma di Cingo, veicoli porta-attrezzi che nel 2026 arrivano anche in modalità elettrica, con gestione e guida robotizzata. L'alimentazione è a batteria al litio da 7,5 kWh, con marcia silenziosa e zero emissioni, ideale per chi opera vicino a strutture ricettive. Il sistema di guida autonoma si basa su GPS RTK con precisione inferiore ai 10 cm, disponibile sia a controllo remoto che — particolarmente interessante — in modalità completamente autonoma, grazie a sensori ambientali a 360° e intelligenza artificiale che segue percorsi preimpostati gestendo autonomamente le attrezzature lungo i filari.
Clemens presenta una cimatrice con distributore richiesto a semplice effetto e ritorno libero, portata d'olio da 16 a 35 litri al minuto, design modulare che si adatta sia a vigneti in collina che in pianura, grazie alla grande varietà di portacoltelli che permettono adattabilità completa ad angolo, forma e altezza di taglio.
BFM porta la CMS NE, cimatrice sincronizzata elettrica e ibrida, molto leggera e ideale per terreni pianeggianti, equipaggiata con barra di taglio verticale a 5 coltelli in acciaio e due orizzontali sul topping per una precisione di taglio elevata, sistema antiurto con molla a gas e movimentazione a pantografo che consente velocità di avanzamento fino a 10 km/h.
Cobo non produce trattori, li trasforma: il sistema Vision Lane Navigation è probabilmente la soluzione di guida autonoma tra i filari più adatta al vigneto italiano. Niente GPS o RTK: la telecamera è l'elemento principale, con algoritmi di intelligenza artificiale che riconoscono le file e mantengono le traiettorie, funzionando anche negli impianti a pergola e a tendone. Premiato per due edizioni consecutive a Enovitis in Campo, il sistema ha un'evoluzione naturale nel robot on-demand, una funzionalità che trasforma il trattore esistente in una sentinella autonoma capace di raccogliere dati agronomici a ogni passaggio.
Chiude la rassegna delle novità XAG-R200, un rover a trazione a batteria che si occupa di trattamenti fitosanitari in modo automatizzato a seguito di mappatura del filare, completamente autonomo, con serbatoio da 240 litri, capacità di trasporto di 280 kg e velocità di un metro e mezzo al secondo.
Il bilancio di Enovitis 2026: il futuro è già tra i filari
L'edizione 2026 di Enovitis in Campo lascia una consapevolezza precisa: la viticoltura italiana ed europea non sta semplicemente studiando il futuro delle macchine e delle attrezzature da vigneto — lo sta già metaforicamente piantando tra i filari. Trattori tradizionali sempre più evoluti, attrezzature connesse che dialogano con il trattore, e tanta robotica e automazione già operativa sul terreno reale: questo è stato Enovitis in Campo 2026, vent'anni dopo la sua prima edizione.
Fotogallery: Enovitis in Campo 2026: tutte le novità tra i filari del Chianti
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