Ortofrutta: 19 miliardi e Italia seconda in Ue
Macfrut 2026: ortofrutta italiana da 19 miliardi, seconda in Ue per ortaggi. Trend in crescita per bio, tropicali e piccoli frutti
L'ortofrutta rappresenta uno dei comparti più solidi e dinamici dell'agroalimentare italiano, con un valore di circa 19 miliardi di euro che corrisponde al 27% del valore totale della produzione agricola nazionale.
A questi si aggiungono le conserve vegetali, contribuendo complessivamente al 18% dell'export agroalimentare del Paese. Secondo i dati elaborati da Nomisma su fonti Ue, l'Italia copre il 17% del valore totale dell'ortofrutta prodotta nell'Unione Europea e si conferma secondo produttore continentale sia per gli ortaggi, pomodoro da industria incluso, sia per la frutta, secca compresa.
Un posizionamento strategico che Macfrut 2026 valorizza come piattaforma globale di business, innovazione e scambio tra filiera nazionale e mercati internazionali.
L'ortofrutta italiana genera un valore di circa 19 miliardi di euro, pari al 27% della produzione agricola nazionale, confermando il settore come pilastro strategico dell'agroalimentare made in Italy e come secondo produttore europeo di ortaggi secondo i dati Nomisma.
Consumi interni: ortaggi in crescita e frutta in evoluzione
Le dinamiche di consumo domestico registrano segnali incoraggianti per il settore ortofrutticolo. Secondo le rilevazioni Ismea, gli ortaggi freschi hanno fatto registrare un incremento dei volumi acquistati del 3,5%, mentre le patate hanno chiuso con un +5,1%. Stabilmente positivi anche i dati della IV gamma, con una spesa in lieve crescita dello 0,4% e volumi sostanzialmente invariati, così come per i surgelati, dove la spesa aumenta dello 0,2% a fronte di volumi stabili.
Le conserve di pomodoro mostrano un moderato recupero con volumi in crescita dell'1,4%. Sul fronte della frutta, la spesa complessiva è aumentata del 2,7%, mentre i succhi hanno visto una contrazione dei volumi del 6,5%. Tra i prodotti freschi, invece, si osserva un chiaro riorientamento dei consumi verso categorie ad alto valore percepito: frutti rossi, tropicali e frutta in guscio guidano la domanda.
Il boom dei tropicali e dei piccoli frutti
I dati di consumo evidenziano una trasformazione profonda nelle preferenze degli italiani. I volumi di frutta in guscio crescono del 2,6%, i kiwi del 7,2%, le fragole dell'8,9%. Ma sono i piccoli frutti e i tropicali a segnare i balzi più significativi: i mirtilli registrano un +25,9%, il melograno +25%, il mango +36,4% e l'avocado chiude con un impressionante +47%.
Parallelamente, la frutta fresca biologica confezionata avanza dell'1,8% in quantità e del 7% in spesa, confermando la crescente attenzione dei consumatori verso prodotti salutistici, sostenibili e ad alto contenuto nutrizionale.
Trend che Macfrut 2026 intercetta con aree espositive dedicate, convegni specialistici e momenti di confronto tra produttori, distributori e centri di ricerca.
I consumi domestici registrano segnali positivi con una crescita dei volumi di ortaggi freschi del 3,5% e delle patate del 5,1%, mentre la frutta fresca biologica confezionata segna un +1,8% in quantità e un +7% in spesa, secondo le rilevazioni Ismea
Prospettive export e ruolo di Macfrut
Macfrut 2026 risponde a queste evoluzioni con un'offerta formativa ed espositiva mirata. I Saloni Tematici coordinati da esperti di settore approfondiscono le sfide strategiche del comparto.
In un contesto globale sempre più competitivo, la capacità di internazionalizzazione rappresenta una leva imprescindibile per la crescita del settore. Macfrut 2026, con il supporto di Agenzia ICE e la partecipazione di oltre 800 buyer da 80 Paesi, si conferma hub privilegiato per l'incontro tra domanda e offerta internazionale.
Tra i trend di consumo emergono con forza i frutti rossi e tropicali: mirtilli +25,9%, mango +36,4%, avocado +47% e melograno +25%, mentre i kiwi crescono del 7,2% e le fragole dell'8,9%, indicando un riorientamento verso prodotti salutistici ed esotici
L'Italia, forte del proprio posizionamento produttivo e della qualità riconosciuta delle proprie eccellenze Dop e Igp, può trasformare i trend di consumo emergenti in opportunità concrete di export, specialmente verso mercati dinamici come l'Area Caraibica, l'Africa sub-sahariana e il Sudamerica.
Per operatori, istituzioni e centri di ricerca, la fiera riminese rappresenta dunque un osservatorio privilegiato per anticipare le dinamiche di mercato, costruire partnership strategiche e accelerare il trasferimento tecnologico
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