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Economia 2025: l'agricoltura arretra mentre l'Italia cresce

Il PIL italiano cresce del +0,5% nel 2025 ma l'agricoltura segna -0,1% e retribuzioni in calo dell'1,5%

Economia 2025: l'agricoltura arretra mentre l'Italia cresce
Foto di: OmniTrattore.it

L'agricoltura arretra mentre l'Italia cresce.

L'Italia chiude il 2025 con una crescita reale confermata al +0,5%, in linea con le previsioni del Governo. Un risultato modesto, ottenuto in un contesto internazionale segnato da tensioni commerciali e conflitti militari, ma sufficiente a confermare una traiettoria positiva per l'economia nel suo complesso. Per il settore agricolo, però, i numeri raccontano una storia diversa — e meno confortante.

L'agricoltura va controcorrente

Mentre l'economia nazionale cresce, l'agricoltura torna in territorio negativo. Il valore aggiunto del settore segna un -0,1% nel 2025, una flessione contenuta ma significativa perché arriva in un anno in cui quasi tutti gli altri comparti registrano almeno un segno più. Le costruzioni crescono del +2,4%, i servizi del +0,3%, l'industria nel complesso chiude a +0,3% nonostante la contrazione dell'industria in senso stretto (-0,3%). L'agricoltura rimane indietro.

Economia 2025: l'agricoltura arretra mentre l'Italia cresce

'agricoltura italiana chiude il 2025 con un valore aggiunto in leggero calo (-0,1%) mentre l'economia nazionale cresce del +0,5%: un divario che si ripete e che segnala difficoltà strutturali del settore primario nel tenere il passo con gli altri comparti

Foto di: OmniTrattore.it

Il dato più preoccupante, però, riguarda le retribuzioni. Le buste paga dei lavoratori agricoli sono le uniche a segnare un arretramento in tutta l'economia: -1,5%, in netta controtendenza rispetto al +3,7% medio delle retribuzioni lorde nazionali. Nell'industria le retribuzioni crescono del +3,5%, nelle costruzioni addirittura del +4,7%. Nel confronto, il settore primario appare sempre più in difficoltà ad attrarre e trattenere manodopera qualificata.

Un'economia che si muove grazie alle costruzioni e al PNRR

Il motore della crescita 2025 sono state le costruzioni, con un +2,4% di valore aggiunto che rappresenta un recupero significativo dopo il -4,9% del 2024, anno che aveva pagato il conto della fine del Superbonus. A sostenere il settore ora è il PNRR, che ha in parte preso il posto degli incentivi fiscali e sta producendo effetti concreti sugli investimenti fissi lordi, cresciuti del +3,5% complessivo.

Tra le voci di spesa in maggiore accelerazione spiccano i mezzi di trasporto (+9,1%), seguiti dai prodotti della proprietà intellettuale (+4%), dalle costruzioni (+3,3%) e dai macchinari e attrezzature (+2,2%).

Quest'ultima voce interessa da vicino anche il settore agricolo: chi ha investito in meccanizzazione nel 2025 lo ha fatto in un contesto di incentivi ancora attivi, ma con un comparto primario che nel complesso faticava a generare reddito sufficiente a sostenere quegli stessi investimenti.

Redditi e consumi: famiglie più ricche, ma non in campagna

Il dato positivo dell'anno riguarda il potere d'acquisto delle famiglie italiane nel complesso: i redditi pro capite sono cresciuti del +2,6%, ampiamente sopra l'inflazione misurata dal deflatore della spesa delle famiglie (+1,5%). Un miglioramento reale del tenore di vita, che però non si distribuisce in modo uniforme tra i settori.

Economia 2025: l'agricoltura arretra mentre l'Italia cresce

La spesa in macchinari e attrezzature è cresciuta del +2,2% nel 2025 grazie anche agli incentivi PNRR e alla transizione 5.0. Ma la redditività compressa del settore agricolo rende difficile per molte aziende accedere a quegli stessi investimenti senza un supporto esterno significativo

Foto di: OmniTrattore.it

Chi lavora nell'agricoltura — dipendenti stagionali, braccianti, ma anche operatori fissi delle aziende zootecniche e cerealicole — si trova in una posizione opposta: retribuzioni nominali in calo mentre il costo della vita sale. Una forbice che nel tempo erode la capacità del settore di competere sul mercato del lavoro con industria e costruzioni.

Investimenti in macchine agricole: il contesto conta

Per le aziende agricole che nel 2025 hanno valutato o realizzato investimenti in macchinari, il quadro macroeconomico offre indicazioni utili. La spesa in macchinari e attrezzature è cresciuta del +2,2% a livello nazionale, sostenuta anche dagli incentivi del PNRR e dalle misure di transizione 5.0. Ma la redditività del settore primario — compressa da costi di produzione elevati, prezzi agricoli volatili e retribuzioni in calo — rimane il vero ostacolo a una meccanizzazione più diffusa e aggiornata.

Il rischio concreto è che le aziende agricole più piccole, prive di accesso diretto agli incentivi o con bilanci troppo fragili per cofinanziare gli investimenti, restino ulteriormente indietro rispetto a un settore industriale e delle costruzioni che invece accelera.