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Lavoratori stranieri in agricoltura: 37mila entro il 2029

Entro il 2029 serviranno 37mila lavoratori stranieri in agricoltura. Cresce la domanda nelle campagne italiane, specie al Nord.

Lavoratori stranieri in agricoltura: 37mila entro il 2029
Foto di: OmniTrattore.it

In agricoltura: saranno 37mila lavoratori stranieri entro il 2029Il mondo agricolo italiano sta cambiando rapidamente. Nonostante la tradizione e il forte legame con il territorio, oggi il settore deve affrontare una sfida cruciale: la mancanza di manodopera locale.

Secondo le stime elaborate da Unioncamere e Ministero del Lavoro attraverso il Sistema Informativo Excelsior, tra il 2025 e il 2029 oltre 617mila assunzioni in Italia riguarderanno lavoratori stranieri. Di questi, circa 37mila saranno impiegati direttamente in agricoltura, pari al 6% del fabbisogno complessivo.

Nord Italia locomotiva della domanda

La necessità di nuova forza lavoro non sarà uniforme sul territorio. La Lombardia guiderà la classifica con oltre 146mila ingressi previsti, pari al 24% del totale nazionale.

Subito dietro troviamo Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio e Piemonte, tutte regioni dove l’agricoltura è ancora pilastro dell’economia locale. Proprio in queste aree la richiesta di personale straniero sarà più alta, soprattutto nei periodi stagionali di raccolta e nelle filiere ortofrutticole.

Lavoratori stranieri in agricoltura: 37mila entro il 2029

La Lombardia guiderà la classifica con oltre 146mila ingressi previsti, pari al 24% del totale nazionale

 

Foto di: OmniTrattore.it

Settori più dipendenti dalla manodopera straniera

Se più della metà delle assunzioni di stranieri sarà assorbita dai servizi (54%) e il 40% dall’industria, l’agricoltura resta comunque un comparto chiave.

L’agroalimentare in particolare mostra una forte dipendenza da lavoratori immigrati: quasi un terzo della forza lavoro prevista sarà straniera. Lo stesso accade in altri settori legati al made in Italy come moda, logistica e costruzioni, ma nelle campagne l’apporto degli stranieri si rivela ormai insostituibile.

Chi verrà richiesto nei campi

Il fabbisogno si concentrerà soprattutto su tre categorie: operai specializzati, fondamentali per la cura delle coltivazioni e la manutenzione delle strutture agricole; conduttori di macchine e impianti, capaci di gestire trattori, mietitrebbie e attrezzature moderne: addetti non qualificati, indispensabili nelle fasi di raccolta intensiva e nelle aziende ortofrutticole.

Nel complesso, oltre la metà delle nuove assunzioni riguarderà profili con qualifiche professionali o diplomi tecnici. Per esempio, saranno molto richiesti i percorsi di formazione legati a meccanica agricola, enogastronomia e gestione del territorio.

Una questione demografica

Il ricorso a lavoratori stranieri non è solo una scelta delle imprese, ma una necessità legata ai cambiamenti demografici del Paese. L’Italia è tra i paesi più anziani al mondo: un quarto della popolazione ha più di 65 anni e gli under 34 sono in costante calo.

Questo squilibrio riduce il numero di giovani disponibili a intraprendere mestieri faticosi ma vitali, come quelli legati all’agricoltura. Senza nuova manodopera, le campagne rischierebbero di non reggere i ritmi di produzione richiesti dal mercato.

Lavoratori stranieri in agricoltura: 37mila entro il 2029

Senza nuova manodopera, le campagne rischierebbero di non reggere i ritmi di produzione richiesti dal mercato

Foto di: OmniTrattore.it

Garantire manodopera sufficiente in agricoltura significa quindi tutelare l’intera filiera agroalimentare italiana, riconosciuta nel mondo per qualità e tradizione. Senza braccianti e operai agricoli non si potrebbero mantenere gli stessi livelli produttivi, con conseguenze su export, made in Italy e redditività delle aziende agricole.

Per questo Unioncamere sottolinea l’importanza di favorire una immigrazione regolata e qualificata, capace di dare stabilità a un settore che resta il cuore pulsante del nostro Paese.