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Controlli fiscali agricoltura: 0,3% dei contribuenti verificati

Controlli fiscali in agricoltura: meno dello 0,3% dei contribuenti verificati. Il sommerso resta un tema caldo

Controlli fiscali in agricoltura: meno dello 0,3% dei contribuenti verificati
Foto di: OmniTrattore.it

Controlli fiscali in agricoltura: meno dello 0,3% dei contribuenti verificati. Il sommerso resta un tema caldo. In pratica, nella lotta all’evasione fiscale, il settore agricolo rimane ai margini dei controlli. E questo non è sempre un bene.

È quanto emerge dall’ultima Relazione della Corte dei Conti sul rendiconto generale dello Stato, il comparto agricolo e della pesca è stato oggetto di controlli sostanziali da parte del fisco in meno dello 0,3% dei casi. Su 1,41 milioni di operatori censiti, le verifiche effettive si sono fermate a poco più di 4.000.

Un comparto strategico, ma poco osservato

Il dato è tanto evidente quanto preoccupante. In un settore che muove miliardi, dalla produzione primaria alla trasformazione, passando per contributi pubblici e incentivi fiscali, un controllo ogni mille soggetti appare del tutto insufficiente per garantire trasparenza e legalità.

Controlli fiscali in agricoltura: meno dello 0,3% dei contribuenti verificati

il comparto agricolo e della pesca è stato oggetto di controlli sostanziali da parte del fisco in meno dello 0,3% dei casi

Foto di: OmniTrattore.it

L’agricoltura, come altri settori legati alla terra, presenta dinamiche peculiari: piccoli imprenditori, margini di profitto ridotti, pagamenti spesso non tracciati. Ma tutto ciò non può giustificare l'assenza di attenzione fiscale.

Contrasto all’evasione: tanti dati, pochi strumenti

Le risorse oggi impiegate per i controlli sostanziali, ovvero quelli più approfonditi e al di fuori delle procedure automatizzate, sono ancora troppo limitate. A fronte di oltre 9 milioni di contribuenti classificati “a rischio” con il sistema Radar, solo l’1,4% è stato effettivamente controllato.

Per l’agricoltura, la percentuale è ancora più bassa, e questo contribuisce a lasciare margini di evasione difficili da stimare ma certamente significativi.

Compliance preventiva: un’opportunità anche per l’agricoltura

Un dato interessante emerge però dalle lettere di compliance, strumenti che anticipano il controllo e incentivano la regolarizzazione spontanea. Nel 2024, grazie a questi avvisi bonari, il fisco ha recuperato circa 2,2 miliardi.

Controlli fiscali in agricoltura: meno dello 0,3% dei contribuenti verificati

Nel 2024, grazie a questi avvisi bonari, il fisco ha recuperato circa 2,2 miliardi

Foto di: OmniTrattore.it

Se utilizzate in modo mirato, queste strategie potrebbero rappresentare un punto di svolta anche nel mondo agricolo, dove spesso l’irregolarità nasce da errori o da difficoltà interpretative, più che da dolo.

Troppe agevolazioni senza controllo?

Il rischio è che la bassa frequenza di controlli generi squilibri competitivi. Le aziende che operano in regola, pagando imposte e contributi, si trovano svantaggiate rispetto a chi opera nell’ombra. In un settore fortemente incentivato (basti pensare a sgravi su carburanti, esenzioni IRPEF, agevolazioni per i giovani agricoltori), la mancanza di verifiche rischia di compromettere la tenuta dell’intero sistema.

Agricoltura digitale, tracciabilità e fisco intelligente

La Corte dei Conti sottolinea la necessità di integrare i controlli fiscali con strumenti digitali e basi dati incrociate. Proprio l’agricoltura, con l’aumento della digitalizzazione in campo, della tracciabilità dei prodotti e dell’adozione di sistemi gestionali, può diventare un modello di “fiscalità intelligente”, dove l’equità si coniuga con l’efficienza.