Regole ad hoc per vertical farming e colture fuori terra
Regole su misura per le coltivazioni fuori terreno: vertical farm e idroponica.obiettivo di promuovere pratiche agricole sostenibili
Arrivano regole su misura per le coltivazioni fuori dal terreno: vertical farm e idroponica:
Le coltivazioni fuori dal terreno stanno infatti integrandosi progressivamente all'interno di un settore agricolo in gran parte tradizionale. Grazie a nuove norme introdotte dal decreto delegato, queste tecnologie innovative possono ora beneficiare di regole chiare e specifiche.
Obiettivo principale: promuovere pratiche agricole sostenibili che riducono il consumo di risorse e limitano l’impatto dei cambiamenti climatici.
Ecco un'analisi dettagliata delle nuove disposizioni e delle opportunità offerte.
Regole ad hoc per vertical farming e colture fuori terra
Norme fiscali per le vertical farm
Le vertical farm sono ora riconosciute come attività produttive di reddito agrario, ma con alcune condizioni. La superficie adibita alla produzione deve essere al massimo il doppio della superficie su cui si trova la coltivazione.
La produzione fino al "secondo piano" sarà tassata come reddito agrario, mentre per la produzione eccedente si applicheranno criteri forfettari per determinare il reddito d'impresa. Questa distinzione punta a incentivare le vertical farm senza penalizzare chi decide di espandersi oltre il limite tradizionale.
Determinazione dei redditi per le nuove coltivazioni
Il decreto delegato introduce nuovi criteri per i redditi dominicali e agrari, che saranno definiti con un decreto successivo. In attesa di queste linee guida, il reddito degli immobili destinati a coltivazioni fuori suolo sarà calcolato applicando la tariffa d’estimo più alta, aumentata del 400%. Questo approccio transitorio garantirà una maggiore equità fiscale nel passaggio alle nuove regole.
L’agricoltura e i crediti di carbonio
Un'importante novità riguarda i crediti di carbonio, strumenti che permettono alle aziende agricole di monetizzare pratiche sostenibili. Questi crediti funzionano attraverso la possibilità per le imprese che inquinano di acquistare certificati di carbonio dalle aziende agricole che li producono grazie a tecniche che migliorano l’ambiente.
I proventi di questi crediti saranno considerati reddito agrario, ma solo entro i limiti delle attività agricole tradizionali, come coltivazione, allevamento e silvicoltura. L’eccedenza sarà invece tassata come reddito d’impresa, con una tassazione forfettaria al 25% dei ricavi di vendita.
Quando entreranno in vigore le nuove regole?
La nuova disciplina sarà applicabile ai redditi prodotti dal periodo d’imposta che inizia con l’entrata in vigore del decreto, prevista entro la fine del 2024. Questo offrirà agli operatori del settore il tempo necessario per adeguarsi alle novità.
Perché la riforma è importante?
Le nuove norme rappresentano un passo avanti per sostenere modelli di agricoltura innovativi e sostenibili.
Le vertical farm e le coltivazioni idroponiche ottimizzano le risorse idriche, combattono gli effetti dei cambiamenti climatici e sfruttano spazi non convenzionali, aprendo nuove opportunità di business. Inoltre, l'inclusione dei crediti di carbonio tra le attività agricole incentiva la transizione ecologica, rendendo l’agricoltura un attore chiave nella lotta alle emissioni.
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